Interessante articolo del CDS che spiega la questione
Chi controlla i conti dei club di calcio? Cosa cambia con la riforma del governo?
Come funziona oggi la Covisoc, che poteri avrà l'agenzia governativa e il rischio di ledere l'autonomia dello sport. I riflessi sulla giustizia sportiva (e cosa c'entra l'inchiesta sul Milan)
A chi spettano oggi i controlli dei conti delle società di calcio?
Dal 1981 (legge 91) i controlli ai fini dell'equilibrio economico finanziario erano demandati al Coni che li attuava tramite le Federazioni: per la Figc la Covisoc era la commissione deputata a vigilare sui conti. (art. 12: «Le società sportive (...) sono sottoposte all'approvazione e ai controlli sulla gestione da parte delle federazioni sportive nazionali cui sono affiliate, per delega del Coni...»). La norma è stata abrogata il 1° luglio 2023 ma questo governo ha «salvato» l'art. 12 all'interno dell'art. 13 del decreto legislativo n.36 (comma 10 bis: «Allo scopo di garantire la possibilità di iscrizione ai prossimi campionati, il regolare svolgimento degli stessi e l'equa competizione, le società sportive professionistiche sono sottoposte, al fine di verificarne l'equilibrio economico e finanziario, a tempestivi, efficaci ed esaustivi controlli e ai conseguenti provvedimenti stabiliti dalle federazioni sportive nazionali nei rispettivi statuti, secondo modalità e principi approvati dal Coni»).
Ora cosa cambia? Cosa può fare l'agenzia?
Il governo ritiene di portare i controlli in capo allo Stato attraverso un'agenzia governativa che può convocare i presidenti o «i soggetti cui sia riconducibile il controllo finale» dei club e imporre «iniziative riparatrici» se la situazione dei conti lo richiedesse. Può chiedere documenti, effettuare ispezioni e, in teoria, convocare un presidente e imporgli, per esempio, una ricapitalizzazione.
Il principio dell'autonomia dello sport
Quali saranno i criteri a cui si rifarà l'agenzia?
Non è chiaro, ma le norme di riferimento sono sempre quelle del codice civile.
È leso il principio dell'autonomia dello sport?
È il punto centrale che potrebbe dare adito a eventuali ricorsi. Dipende da come sarà scritta la norma: una cosa è se il governo fissasse i criteri per stabilire l'equilibrio economico-finanziario dei club, un'altra, foriera di problemi, se desse parere vincolante per le iscrizioni ai campionati.
Fifa e Uefa potrebbero intervenire?
È prematuro dirlo, ci sono precedenti in cui hanno minacciato o escluso Paesi per interferenze dei governi sullo sport. Va capito anche se le licenze Uefa per l'ammissione alla Champions (che attestano il rispetto dei rigorosi parametri Uefa) continuerà a fornirle la Figc anche se non darà più l'ok alle iscrizioni ai campionati.
Come sarebbe gestita la giustizia sportiva in caso di violazioni?
È un punto non privo di incognite: oggi se la Covisoc rileva delle violazioni lo segnala alla Procura Figc che può avviare un procedimento: in futuro sarà l'agenzia statale a segnalare alla Procura (un organo non statale) eventuali irregolarità?
Il decreto del governo può cambiare l'interpretazione sulla natura pubblicistica della Covisoc? E perché è importante?
Il fatto che il governo ritenga di costituire un'autorità di vigilanza rafforza i dubbi dei giuristi che mettevano in discussione la natura pubblica della Covisoc, che (per esempio) è la premessa del reato di ostacolo alla vigilanza che la procura di Milano contesta al Milan.