considerazioni dopo Lazio-Udinese

Aperto da stefy40, 21 Dic 2010, 00:58

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stefy40

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Lazionetter
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vedo che quella di domenica è una partita che ha aperto diversi fronti di discussione. non a caso il discorso su Reja è più "caldo" che mai...
io ho visto solo il secondo tempo, ma quella mezza partita mi ha confermato che l'Udinese era davvero un brutto cliente: certo, ha giocato disinvolta, e alla fine il gol se l'è fatta da sola; però resto con l'idea che se avessimo trovato una squadra contro più quadrata, forse avremmo avuto meno problemi. invece questi andavano a duemila, e certo giocando così qualcosa sbagli, nonostante ciò resto con l'idea che la Lazio, stavolta più di altre volte, la partita l'abbia provata a vincere, e quindi non è così strano che poi l'abbia vinta.

a Reja non imputo praticamente nessuna delle scelte iniziali: ci stava secondo me anche il far giocare Diakitè, il che non vuol dire secondo me bocciatura assoluta di Cavanda, piuttosto invece il dare le stesse chances a due non-titolari, nel momento che il primo dei due che ha giocato (poco aiutato, tutto quello che vi pare) non ha convinto; tanto comunque erano fuori ruolo tutt'e due, e l'udinese anche aveva il giocatore veloce da mettere su quella fascia. ora, dopo aver dato una possibilità a ciascuno dei due, si può di nuovo scegliere senza condizionamenti, quando ci sarà bisogno... e Cavanda io credo che coglierà il "positivo" di questo messaggio: ti ho dato una chance importante e difficile, le cose non sono andate bene (ripeto, non solo per colpa sua), ne provo un'altra; non è andata bene manco questa -magari si poteva attendere, comunque perso per perso c'amo provato- tiro una riga e la prossima volta vediamo come stiamo messi!
piuttosto, non credo sia un caso che la difesa nel suo complesso è parsa più ballerina in queste 2 partite senza Radu: a torino Dias fa saltare in libertà Chiellini, ieri Licht si fa fregare il tempo da Sanchez, e poi Biava è assolutamente molle su Denis (posto che Muslera casca per terra: tra l'altro questo, l'Udinese pareva che ogni azione rischiava di segnare, e comunque il gol vero noi glie l'abbiamo regalato! tu levaje quer gol, e vediamo poi il 2-2 quando lo fanno...); a me ha molto colpito anche lo scontro a torino tra Biava e Dias, insomma mi dà un po' l'idea che se i 4 non sono proprio tutti quelli là, è vero che a sinistra si soffre, ma la cosa si estende anche agli altri settori...

l'altro tema importante della partita è quello legato al centrocampo: sembra un po' che l'accoppiata Ledesma-Matuzalem abbia qualche difficoltà, in termini sia di costruzione che di tamponamento. anche qui io dico: si e no, nel senso che davvero abbiamo giocato contro una delle squadre più in grado di mettere in crisi un tipo di centrocampo come quello; in una situazione tra l'altro in cui -ripeto, ho visto solo il secondo tempo- ma Mauri nun se muoveva, Hernanes nemmeno, insomma solo su quei due era l'onere di tamponare ogni azione in velocità dell'Udinese. io direi che anzi, Matuzalem l'ho visto anche bravo in un paio di recuperi e di chiusure, tant'e vero che mi sono messo le mani nei capelli quando ho visto che alla fine al posto suo entrava Bresciano, che non mi sembrava potesse neanche provare a fare lo stesso; non so, forse il problema più che di uomini era di modulo, nel senso che secondo me se fai il 4-2-3-1 un minimo anche i tre dietro la punta devono provare a bloccare le ripartenze avversarie, altrimenti meglio che ti metti a rombo, più stretto, e a quel punto Matu lo metti proprio a  fare l'interno sinistro (con Mauri a destra), e la squadra è più compatta.

però insomma, anche lì, non farei una colpa a Reja di non aver cambiato modulo: la partita era un po' all'arma bianca, da tutt'e due le parti, di quelle partite che da un certo punto in poi diventano strane, e si risolvono pure, in modi strani: lì per lì anche io ho avuto qualche dubbio alla sostituzione di Zarate, in una gara così, con le squadre allungate, gioco tutto in velocità, Maurito anche se in un paio di spunti non m'era piaciuto, io ce l'avrei tenuto dentro (e anche a posteriori, non credo che come "equilibri" di squadra, se fosse uscito ad esempio Mauri al suo posto, sarebbe cambiato granché), posto che Kozak l'avrei fatto entrare comunque. in ogni caso nel complesso la scelta si è rivelata abbastanza giusta...

e quindi niente, la partita l'abbiamo vista: secondo me una vittoria meno di culo di quanto in molti pensano, e sicuramente contro una squadra che davvero non era facile battere.
e a questo punto, ci troviamo anche uno scenario un po' nuovo, ossia una roma, ok, che con grande b.d.c. si avvicina alle posizioni di testa e ci fa un po' paura, ma anche un milan -che sembrava ormai davvero aver trovato il bandolo di tutto quanto- di nuovo spaurito, e solo tre punti sopra: per cui io della classifica prenderei il "buono", ossia: il milan è ancora vicino, la roma è ancora sotto, la juve dopo aver giocato con noi ha frenato, e il napoli alle prossime due ha inter e juve: ce n'è forse abbastanza per sperare quello che si spera ad ogni capodanno, ossia in una buona fine ma anche in un buon inizio!

:band12:

gesulio

Sostenitore
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Lazionetter
* 19.411
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già detto altrove del problema sui cross dalla nostra sinistra, scenario che si rivela letale indipendentemente dal terzino sinistro, in quanto anche con Radu abbiamo subìto gol alla stessa maniera (Matri, Crespo, azione del rigore contro la Samp)...

un dilemma tattico che sembra essere tale per tutti meno che per Reja: da quella parte evidentemente non chiede raddoppi al c.campista (in caso di 4312) o all'attaccante (in caso di 4231) esterno. sì perché a sinistra di solito c'è Mauri, oppure, quando Mauri a volte sta a destra (nel 4231 soprattutto) c'è Zarate. mentre a destra c'è sempre uno tra Brocchi o Ledesma, giocatori molto più portati al rientro dietro la linea del pallone in fase di non possesso.

un dilemma però che ha un unico punto debole: l'inesistenza in squadra, a parte il titolare Radu, di un terzino sinistro vero.

i gol li prendiamo uguale, è vero. ma se non c'è Radu, fino ad oggi in zona è stato schierato un giocatore destro (Cavanda e Diakitè), quindi adattato alle esigenze. questo crea problemi seri quando il giocatore viene puntato nell'uno contro uno, perché come impostazione un giocatore deve tendere istintivamente a offrire all'avversario il suo lato debole, quindi in questo caso il sinistro.
ma questa postura, sul lato sinistro è assolutamente perniciosa, perché inviti l'avversario ad attaccare verso l'interno e invece dovresti tentare di mandarlo verso l'esterno.
(vabbe', questa a parole può risultare incomprensibile, vedrò, se ce ne sarà bisogno, di spiegarla meglio più avanti con qualche foto...).

natruralmente l'esperienza in questi casi conta tantissimo: esistono parecchi casi di successo che riguardano giocatori destri che, in corso di carriera, si sono brillantemente adattati a sinistra, tra i quali ad esempio Zanetti e Zambrotta (ma anche Zauri... tutte Z...).
Cavanda e Diakitè ovviamente non ce l'hanno, ma la stanno guadagnando pian pianino, assieme all'autostima, grazie a Reja, che, seppur con parsimonia, li sta utilizzando da titolari senza farsi troppi problemi.

un altro aspetto che vorrei sottolineare è il fatto che la squadra sa adattarsi alle partite e agli avversari: l'abbiamo detto tutti, incredibilmente una squadra di Guidolin viene all'Olimpico e accetta di giocarsi la partita a viso aperto... sarà che la Lazio è passata in vantaggio subito, e che dopo il pareggio dell'Udinese, abbiamo realizzato altrettanto immediatamente il 2-1... fatto sta che i friulani si sono trovati per oltre un'ora di gara sotto nel risultato, e una volta raddrizzato, si sono comportati esattamente come ci si aspetta da una squadra di Guidolin, cioè tutti dietro la linea della palla.

i friulani dopo il gol, a parte quel contropiede mozzafiato, non si sono più resi granché pericolosi, almeno non come il primo tempo, ed il comando delle operazioni è passato definitivamente in mano alla Lazio. che ha certe caratteristiche, è una squadra che macina il suo gioco apparentemente con ritmi da motore diesel, ma che in realtà è sempre in attesa del movimento, dell'accelerazione o del suggerimento di uno dei suoi gioielli lì davanti.
il motore di questa squadra, almeno nella partita contro l'udinese è stato Ledesma, che ha corso per tutti i 90 minuti, cercando di fare filtro e facendosi in 4 per proporsi sempre libero di ricevere il pallone soprattutto quando l'azione partiva dai terzini.

una cosa che Matuzalem invece non è riuscito a garantire con la stessa intensità, soprattutto durante gli ultimi 20 minuti di partita. con una squadra spezzata in due come la Lazio del secondo tempo (c'è chi si lamenta quando Hernanes o Zarate devono tornare a supportare i terzini in fase di non possesso, e c'è chi si lamenta per l'esatto contrario, i 4 lì davanti che non tornano mai...), l'unico che si è sobbarcato per intero (o quasi) il compito di legare le due Lazio in campo è stato appunto Ledesma, che nel secondo tempo avrà giocato settecento palloni... a me pare abbastanza comprensibile il fatto che abbia sbagliato parecchio, provateci voi a giocare a centrocampo in una linea a 1 e non buttare manco un pallone o fermare tutte le azioni degli avversari.

ma in ogni caso, il fatto che la Lazio sia una squadra in grado di adattarsi alle contingenze del momento a me pare una grossa qualità.

non abbiamo magari la velocità necessaria per fare certe cose, tipo quelle che faceva l'udinese lì in mezzo, palleggi stretti, rapidi e di grandissima qualità, possediamo sicuramente un motore più compassato e le nostre trame offensive non possono prescindere dalle qualità di alcuni singoli come Hernanes e Zarate, innanzitutto.

ma abbiamo un'identità, una riconoscibilità, si vede il tocco ben preciso di una mano, dietro la tattica della Lazio. e a questo possiamo sicuramente aggiungere il fatto che sappiamo leggere le partite ed adattarci di conseguenza.

per carità, in molti casi le subiamo pure, le partite.
ma a me pare che, come per i gravi pericoli (con relativi gol) corsi contro l'udinese sulla nostra sinistra, siano tutti rischi più o meno calcolati: la scelta del non raddoppio di cui sopra, il far giocare comunque Cavanda contro Krasic o Ronaldinho, Diakité dal primo minuto contro Cesena e Udinese, e altro ancora...

tutto ciò dimostra senza alcun dubbio che Reja sia cosciente dei pericoli che accetta facendo le sue scelte: questo perché sa che la sua coperta purtroppo non è lunghissima, e tirandola da una parte devi rinunciare a qualcosa dall'altra (anche per questo a gennaio ha chiaramente chiesto non alternative ma rinforzi di qualità, che costituiscano davvero un aumento della superficie della coperta): contro l'Udinese quello a cui non voleva rinunciare era la possibilità di offendere in fase di possesso, per cui Mauri ed Hernanes liberi di non raddoppiare, con tutte le conseguenze del caso.

sarà fortunato, sarà un allenatore all'antica, sarà un sergente di ferro e alcune cose non riusciremo mai a farcele piacere, tipo Zarate sempre sostituito: ma cacchio, è un vero piacere riuscire a distinguere una ben determinata filosofia di gioco e vederla andare a braccetto con grandi risultati.

stefy40

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Lazionetter
* 1.767
Registrato
sostanzialmente mi sembra che siamo d'accordo.
la tua analisi è più "tattica", la mia un po' più de panza, ma insomma, anche a me sembra che con l'Udinese abbiamo fatto una partita col segno + (insomma, poi 3 titolari mancavano, possiamo pure far finta di scordarcelo, ma era la prima volta nell'anno che stavamo messi così), cosa che non mi era sembrato con la Juve.
soltanto proprio per quel discorso che fai tu sulla coperta corta, ecco, io con la Juve mi aspettavo che il problema-Krasic fosse gestito meglio, e poi, proprio per un fatto di coperta, soffrire di più in altre zone del campo: invece sono rimasto con la sensazione che quella sera non abbiamo risolto, tra i problemi, quello più risolvibile, non so se si capisce...
(era come dire, con l'Udinese: Di Natale comunque un gol te lo fa. quindi famojelo fà, e marchiamo bene gli altri. sarebbe finita 3-3, se è lecito fare questo giochetto...)

diciamo che io la mano di Reja la benedico comunque -per come gestisce la squadra, essenzialmente- e poi non sempre la vedo così nitida nelle cose del campo come te, ma mi accontento -manco vedo nefandezze, in effetti; ripeto, la scelta di diakitè? strana, ma si poteva fare. il centrocampo che soffriva? si, un po' anche il modulo, ma eravamo in emergenza e quelli correvano; la sostituzione di zarate? si poteva tenere in campo, ma non è stata comunque un'assurdità. a volte mi sembra più senso comune che non proprio "la mano", ma va bene uguale...

quest'anno, non so perché, io le partite me le immagino a coppie. e mi sembra che alla fine la Lazio da dopo il derby, ossia dopo aver perso quel primato solitario e un po' innaturale con 4 punti sulla seconda, e giocando quindi per rimanere nell'alta classifica, di una coppia di partite vince sempre quella che c'è da vincere (poi certo, prima o poi sarebbe bello ri-vincerne due di seguito...), quella che ti dà un segnale di "maturità raggiunta"... Cesena e Napoli erano una coppia, e vincere col Napoli è stato un bel segnale. anche Catania e Inter erano una coppia, due di seguito in casa, e hai vinto contro la "grande", seppure incerottata. e si può dire che anche le due squadre bianconere erano una coppia, e insomma, meglio uscire fregati dall'olimpico di torino e vincere contro i friulani, liberandosi subito delle scorie dell'altra partita, piuttosto che tenersi un paio di pareggi, uno brutto e un altro con dei rimpianti.

Genoa e Lecce -la prossima coppia- sono partitacce pure quelle, secondo me. però metti che alla befana, dopo la sosta e dopo aver saltato l'ultima, flocco floccari me rientra in campo soltanto un pochinino più incazzato...

:)

PS: a me -che vengo dalla pallacanestro, come Montali viene dal volley- il discorso del difensore che deve portare l'attaccante verso l'esterno non offrendo il lato debole è assolutamente chiaro: anche se nel basket la tecnica è la stessa, ma lo scopo è il contrario, l'attaccante lo devi portare dentro la lunetta, dove i compagni possono raddoppiare, e non farlo entrare dall'esterno, dove ci sei solo tu...

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