Una stagione iniziata con le maggiori risorse disponibili dell'era Lotito, in Champions e con un allenatore top in panchina finisce con un settimo posto preso per i capelli, una rosa vecchia al capolinea in cui non sono stati fatti gli innesto giusti e una società monocratica sempre più allo sbando, due allenatori dimessi in 3 mesi e l'immediato futuro che ci vede fronteggiare la concorrenza di Monza, Udinese e Cagliari per il tecnico.
È sempre stucchevole sottolineare che anche con Baroni si tifa Lazio, aggiungerei anche un graziarcazzo, ma nell'attesa, nell'immediato, un minimo di frustrazione direi che è legittimo e comprensibile. Detto che la colpa di tutto questo non è di Baroni, nè di Fabiani, ma di chi ce li mette ovviamente.
Pare che fronte tifo qualcosa si muova e spero che si prenda mai tanti vaffanculi come stavolta. È ora che i Laziali tornino a fare un po' di casino, perché d'accordo la consapevolezza ma manco l'accettazione passiva di uno status quo immutabile, in un mondo in cui l'Atalanta gioca la supercoppa europea col Real Madrid e il Bologna va in Champions.
OT (ma non troppo)
Lobotka durissimo: "È stata una stagione deludente e impegnativa mentalmente. Avremmo reso un allenatore mediocre anche Guardiola! Il problema non era solo l'allenatore, ma anche noi del club, noi giocatori, è stata semplicemente una stagione in cui abbiamo combinato niente".
Pari pari l'atteggiamento dei nostri