Secondo me, invece, è stato proprio Dybala a rifiutare il trasferimento, non convinto sin dal principio del trasferimento in Arabia. Ovviamente, nella scelta del calciatore l'ammmore per la maglia e i tifosi ha costituito, con tutta probabilità, una motivazione risibile rispetto a quelle familiari. Penso, invece, che la società l'avrebbe sbolognato volentieri in fretta e furia, e che il gioco al rialzo tra club di cui si è letto sui giornali abbia rappresentato in realtà solo un contentino da dare in pasto ad una tifoseria inferocita.
L'epilogo di questa vicenda ripulisce l'immagine di entrambe le parti in causa, specie in un ambiente come quello romanista storicamente allergico a qualsiasi forma pensiero critico. Dal punto di vista della progettualità tecnica e societaria, in particolare modo futura, rappresenterà invece un impedimento non di poco conto, imho.