Abbiamo perso perché abbiamo giocato male, non sapendo prenderci il ruolo che ci imponeva la partita.
Ma nel bene e nel male una partita è una partita, non è una sentenza definitiva, semmai dà l'idea di dove siamo nel processo di rinnovamento che è in corso. Gli episodi di ieri hanno creato una situazione in campo che si poteva ribaltare e non siamo stati in grado di farlo.
Non credo che l'arrivo eventuale di Folorunsho o il recupero degli infortunati possa sanare la situazione vista ieri, per quello ci vuole una crescita generale che verrà, oppure no, col tempo.
Ora bisogna gestire al meglio la pratica Milan.
Quanto all'assetto di centrocampo, Baroni predica un non-assetto, quindi quello che stiamo vedendo è un meccanismo in evoluzione, ieri davvero brutto.
Mi aggrappo a Taty, che si sta prendendo i panni del trascinatore, e sono preoccupato perché è evidentemente sfortunato quanto un Calaiò, re dei pali, delle traverse e delle occasioni perdute.
Ma tirem innans, ci tocca un Milan ferito e confuso, bisogna vincere e cambiare passo.
L'anno scorso una su tre la perdevamo, niente per ora fa pensare che quest'anno possa andare meglio, quindi tocca abituarsi.