Il nove febbraio 2010 Davide Ballardini venne esonerato dalla Lazio e dentro lo spogliatoio a Formello ci fu quasi una festa. Ora a undici mesi di distanza Ballabluff, il velenoso nomignolo con cui lo chiamavano i tifosi, domani a Marassi, proprio nel giorno del suo 47/esimo compleanno, si ritroverà davanti la Lazio. O meglio parte di quei calciatori che lo stesso tecnico aveva poco considerato o addirittura messo in un cantuccio e che ora, invece, stanno facendo la fortuna di Edy Reja. Che grazie ai suoi ragazzi (così ama chiamarli Edy) prima ha salvato la squadra dalla retrocessione e adesso praticamente con lo stesso gruppo, è secondo in classifica a tre punti dal Milan capolista. Probabile che Ballardini non sia stato aiutato e soprattutto molto fortunato nella sua avventura laziale per diversi motivi, tra cui anche parecchi errori della società, ma conquista della supercoppa a parte (di cui si ricrederanno più le parate di Muslera che i guizzi tattici del buon Davide), il suo cammino biancoceleste fu disastroso. Il peggiore dell'era Lotito. Dopo 23 anni giornate di campionato la Lazio aveva racimolato appena 22 punti e il terzultimo posto in classifica. L'inesistente feeling con il gruppo, alcune dichiarazioni fuori luogo ("tranquilli sono un allenatore da 1,5 punti di media a partita") e scelte scellerate sono alla base dell'insuccesso dell'attuale tecnico rossoblu nella sua avventura romana. Le più clamorose riguardano senza dubbio Pandev e Ledesma o meglio la scarsa capacità di mediare con la società (che li aveva messi fuori) e imporsi come allenatore per far giocare i due. Invece no, l'allenatore fece anche di peggio, andando davanti al Collegio Arbitrale e parlando dei due come se non fossero giocatori all'altezza. Il regista della Patagonia ci tiene da matti a giocare contro il suo ex allenatore e dimostrargli quanto si sbagliava a non averlo mai considerato. Ma c'è pure Lichtsteiner che, senza motivo e con la squadra in caduta libera, finì in tribuna per un diverbio tattico.Pare. Per non parlare di Zarate che, pur avendo spazio, aveva più doveri in fase difensiva che compiti offensivi. Stessa situazione di Matuzalem impiegato sempre come trequartista pur non avendone il passo. In questa liste c'è pure Rocchi che su 15 presenze fu sostituito quattordici volte. Scelte legittime, ma che Tommaso non gradì molto. Contro il Genoa, quindi, oltre a cercare la vittoria per continuare a sognare, la Lazio cerca rivincite particolari e tenterà in tutti i modi di rovinare il compleanno al Balla.
A me articoli di questo genere non piacciono. Temo anche che portino parecchia sfiga.