Citazione di: Silverado il 18 Mag 2010, 23:22
"A distanza di 48 ore c'è una cosa che si può affermare con grande decisione, anzi, si può quasi urlare con la forza dell'oggettività e della logica: chi arriva secondo vince due volte. Primo perché dimostra di essere il migliore insieme a chi ha vinto, e poi perché dimostra di essere il più forte di tutti gli altri, che neanche sono riusciti ad avvicinarsi alla vetta".
R. R. Il Messaggero, 18 maggio 2010
Comunque non ne trovo traccia. Il 18.5 ha scritto quest'altra perla di giornalismo:
Martedì 18 Maggio 2010
di ROBERTO RENGA
ROMA - La rivalità tra Roma e Inter ha toccato punti di rara qualità sabato, alla vigilia dell'ultimo turno. Ranieri ha citato Moravia e Mourinho si è rifatto con Sartre. Caduti nella trappola, siamo arrossiti per orgoglio e partecipazione culturale. Poi il risveglio. Brutale. Quello striscione apparso sul pullman dell'Inter è quanto di peggio ci sia stato offerto sin qui. Non l'hanno fatto i giocatori (speriamo e vogliamo credere), ma sono stati loro a mostrarlo. E senza il loro assenso certo non sarebbe stato affisso e mostrato. In occasione dell'amichevole tra Lazio e Inter dicemmo che il calcio aveva varcato le colonne d'Ercole, oltre le quali c'era un opprimente mistero: che cosa avremmo trovato? Ora sappiamo. C'erano gli accoltellamenti, le cariche della polizia, le auto piene di armi, questo striscione.
Il calcio ci sta sfuggendo di mano. Il governo ritiene di poter porre un freno alla violenza grazie alla schedatura che si attuerà con la tessera del tifoso. Ce lo auguriamo, pur nutrendo mille dubbi. Riteniamo che le leggi ci siano e vadano solo applicate: chi commette un reato allo stadio, va arrestato (non picchiato), processato e, se ritenuto colpevole, condannato e incarcerato. Tutto qui. Il ministro Maroni pensa il contrario: staremo a vedere. Ma adesso ci si mettono gli attori, i protagonisti, quelli che vengono guardati e ammirati alla stregua di idoli pagani. Li imiteranno? Chivu all'Olimpico la passò addirittura indenne e fece gesti di profonda maleducazione. E' grave che la Procura federale gliel'abbia fatta passare liscia. Non era una provocazione, pesante e reiterata? La conseguenza l'abbiamo vista sul pullman dell'Inter. Gli stupidi non stanno solo a Milano. Le menti labili si rintracciano anche a Roma. Dove giocheremo d'ora in poi le partite tra Roma e Inter? Tutte a Pechino? O sulla luna? Non basterà chiudere gli stadi o impedire le trasferte. Ci saranno sempre varchi attraverso i quali passare.
Il calcio è lo sport più bello del mondo, se lo si prende dalla parte giusta. In Italia, a Roma, a Milano e altrove, non l'abbiamo capito. E adesso non sappiamo più dove e con chi giocare. Rimettiamo questa storiaccia nelle mani della Federazione. Ci faccia sapere se va bene così o se lo striscione merita punizioni esemplari. In caso contrario, si penserà che tutto è lecito. Abbiamo toccato il fondo. Oltre non possiamo andare. Fermiamoci e riflettiamo, trovando colpe e colpevoli. Che peccato, comunque. Se n'è andato un bel campionato e sino a ieri avevamo fatto i complimenti ai giocatori delle due squadre che ci hanno tenuto compagnia sino all'ultimo secondo. Confermiamo gli applausi alla Roma, non quelli all'Inter, dove, pure, alloggiano personaggi stimabilissimi e calciatori impeccabili, come Julio Cesar, Zanetti, Maicon, Cambiasso, Milito. Branca sa fare acquisti e non compra più al supermercato. Mourinho è veramente speciale. La squadra nel suo insieme è fortissima e non soffre più delle amnesie manciniane. Tutto bene, allora? No: ci sono quello striscione e Calciopoli due. Una cosa è sicura: non era solo Moggi a parlare coi designatori. E chi ci parlava voleva guadagnarci qualcosa. Lo scudetto strappato alla Juve, lo lasceremmo perdere. E anche questo, l'Inter l'ha macchiato.