testimonianze rosicate

Aperto da MadBob79, 16 Mag 2010, 21:58

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tritolo32

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"Già che hai fatto il viaggio pe ritirà la porchetta, approfitta...."

zorba

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(Il Fatto Quotidiano 18.05.2010)


OGNI MALEDETTA DOMENICA

SCUDETTI AL PETROLIO

Trionfa l'Inter con interessi nel greggio intanto Mourinho saluta e va a Madrid

(di Oliviero Beha)

C'era ai miei tempi verdi una filastrocca che recitava all'incirca: olio, petrolio, benzina minerale per battere il (squadra x) ci vuol la Nazionale. In questo caso ad oggi dovremmo inserire l'Inter al posto della x, la Saras al posto del petrolio e contraddire la cantilena. Perché con la Nazionale di stavolta almeno all'apparenza certo non si batte l'Inter, il cui unico italiano vero anche se inconfondibile all'occhio è Mario Balotelli, lasciato a casa insieme con Cassano autolesionisticamente dal Ct Lippi all'apparenza (di nuovo) in uscita. Entro l'8 giugno dovrebbe firmare per il dopo-Sudafrica Prandelli, ormai ai ferri corti con la Fiorentina dei mercanti, oppure Ranieri, in stadio di avanzata preoccupazione per i conti fallimentari dell'Italpetroli che si divide con Unicredit la Roma dei Sensi. Pensate che al dispiacere romanista per non aver concluso positivamente la "straordinaria galoppata" (ho virgolettato per sentirmi un vero giornalista sportivo manutentore di ogni più accreditato luogo comune...) dietro l'Inter, si accompagnano le considerazioni societarie in base alle quali a uno scudetto in meno si contrappongono gli stessi soldi, la stessa Champions ma un sostanziale risparmio sui premi tricolori. È insomma una faccenda anche petrolifera tra le prime due squadre del campionato. La terza, il Milan un po' diroccato e un po' ex in quasi tutto, tutto sommato ha arrangiato un campionato difficile, sta risparmiando sui conti e Berlusconi medita il gran ritiro, come gli consigliavano gli striscioni del Meazza di sabato scorso. Solo che il Cavaliere Inarrestabile vorrebbe vendere a qualche amico di Putin che non saprebbe che farsene di un Galliani invece espertissimo nelle vicende italiane emerse, immerse e sommerse, mentre il suo vice dalla scapigliatura generosa preferirebbe un acquirente arabo, un qualche sceicco che lo mantenesse al suo posto e al suo emolumento di manager dei calzoncini. Comunque nei due casi sempre di petrolio si tratterebbe... Nel frattempo, senza troppe pagelle e con qualche giudizio, e risparmiandovi la mia abituale intemerata su Calciopoli (ma solo per ora, tranquilli...), mi congratulo perché se per festeggiare l'Inter si sono calcolati supporters nell'ordine dei cinquantamila, per la marcia della Pace tra Assisi e Perugia sfilavano in centomila in unità aristotelica di tempo e di azione se non proprio di spazio. Finché un Paese ha centomila persone arcobaleno quindi più numerose dei tifosi in piazza (ma temo che per la Roma al Circo Massimo sarebbero stati ben di più...), può almeno sperare di tornare ad essere civile. Se il popolo della pace e quello del tifo si parlassero, questa speranza salirebbe di grado e spessore, un po' come la differenza tra vincere lo scudetto o la Champions League. E sabato si parrà la nobilitate di Moratti, dell'Inter e di Mourinho, che pure hanno già vinto titolo e Coppa nazionale. Perché se batteranno il Bayern sarà trionfo completo, altrimenti la delusione della Roma a Verona al gol di Milito in confronto sarà stato un tripudio: oblitereranno di colpo tutti gli ultimi scudetti, si mangeranno mani e piedi, scopriranno che Mourinho, per di più orientato verso Madrid non solo per la finale ma per restarci da allenatore, non "è poi questo granché", obietteranno che per Tronchetti Provera due cognomi sono troppi e per Massimo Moratti vale solo la dizione "il figlio di Angelo" ecc. Si sa come è il tifo, specie se aspetta da 38 anni una dimensione continentale quest'anno via via meritata   e benedetta alla fine dagli arbitri, esattamente come è successo al Bayern (povera Fiorentina, cornuta, mazziata e corvinata). José Mourinho, picaro di Setubal insieme direttore didattico dell'istituto Inter, manager e trainer, resta comunque la figura più interessante comparsa in Italia di recente, e forse fa bene ad andarsene se non si diverte abbastanza con l'ipocrisia e la "prostituibilità" dell'ambiente e della stampa, cui lui ha contrapposto una gestione mediatica della comunicazione formidabile. Ha dato all'Inter 2 scudetti, e fin qui Mancini aveva fatto lo stesso, la torta sulla ciliegina ma in quest'ordine sarebbe la Champions. Ha creato le condizioni statistiche di un filotto di 5 titoli, come la Juve sub specie mussoliniana e il Torino inter (minuscolo!) e post-bellico. Ha mantenuto coeso l'ambiente mentre tutto o quasi metteva in dubbio il recente passato, per cui personal-mente consiglierei di numerare 17+1 o 4+1 gli ultimi scudetti, perchéquellodicartoneo aggiudicato a un tavolino a tre gambe traballa fortemente. Ha fatto insomma tutto quello che doveva fare. Come la Roma di Italpetroli e di Totti e Ranieri, come il Milan (ribadisco) con gli arbitri e Collina in saccoccia, come la Sampdoria di Garrone e della Erg (toh, il petrolio...) e il Palermo "soltanto" di Zamparini e Delio Rossi, che ha già comprato il bomber Pinilla. Grandemente deludenti la Juventus con una società assai peggiore della squadra e degli allenatori in corsa, e la Fiorentina cui i Della Valle e il laureato Corvino hanno dato una dimensione da bazaar nel centro storico. Evviva il Rinascimento, se gli porta soldi in tutti i modi. Gli ultimi due mesi ci hanno fatto andare di traverso gli ultimi cinque anni. La Juve ha preso Marotta e Del Neri svuotando la Samp, la Fiorentina dopo aver regalatoPazzinimetteràinpanchina il figlio di Corvino: si farà nel tempo. Meno tempo c'è per la Nazionale. Sembra sgonfia in partenza, davvero la fotografia di un calcio malandato, vecchio, senza denaro e senza grandi stimoli, neppure quelli che quattro anni fa vennero generati da una voglia di amnistia preventiva, alla Mastella, per "lo scandalo degli scandali". Adesso tutto è naturalmente come prima meno la maggior parte dei campioni di Lippi che hanno quattro anni di più. Dei giovani non se ne parla, l'importante è che il Barnum quadriennale funzioni con la ruota degli sponsor e delle tv.

Meno male che la marcia della Pace c'è e lotta assieme a noi...

Brujita!

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io sono entrata in classe all'uni, sono andata dai miei amici riomici-certe facce! stavano alle lacrime :lol:-

ho alzato la maglietta mostrandone una con scritto ZERO TITULI!!!  :lol: :lol: e hanno cominciato a urlare di starmi zitta e pensare per me. e io gli ho detto :" beh, ricambio solo la premura! anche voi , invece di pensare a vincere, vi siete messi a fare calcli astrusi e improbabili (tipo noi vincemo l'inter perde! -seh, te stanno a aspetta'! :roll:), e poi eravate tanto preoccupati che andassimo in b, almeno fino a che non vi siete messi a tifare lazio sperando che battessimo l'inter! quindi vedete, adesso che  state travasando bile a più non posso, sto in orgasmo calcistico perenne almeno fino alla prossima stagione :P se poi milito avesse segnato chessò, al 43° del secondo tempo, facendovici crede proprio fino all'ultimo, sarebbe stato ancora più bello!"


oh, SONO DIVENTATI VERDI COME LA BILE PER DAVVERO!  :lol: :lol: :lol: :lol: PERO' NON HANNO SAPUTO RISPONDERMI, hanno detto "seh seh, famo ste traduzioni va'"  :mkey: :mkey:

JoePetrosino

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Citazione di: Maurita! il 18 Mag 2010, 13:25
io sono entrata in classe all'uni, sono andata dai miei amici riomici-certe facce! stavano alle lacrime :lol:-


te prego: AULA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Brujita!

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pure te c'hai ragione..ma le nostre "aule" sono minuscole, più di una classe :lol:

JoePetrosino

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Citazione di: Maurita! il 18 Mag 2010, 13:33
pure te c'hai ragione..ma le nostre "aule" sono minuscole, più di una classe :lol:
vabbe te perdono.. a patto che:
Citazione di: Maurita! il 18 Mag 2010, 13:25
ho alzato la maglietta mostrandone

:P

Brujita!

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semmai mostrandone "un'altra che avevo sotto" (dimenticato di specificare!) :P scusi professore ma vado di frettaaaaa!!!! in ogni caso  :lol: :lol: avresti dovuto vedere che facce!! :lol:

Dissi

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Citazione di: Maurita! il 18 Mag 2010, 13:39
semmai mostrandone "un'altra che avevo sotto" (dimenticato di specificare!) :P scusi professore ma vado di frettaaaaa!!!! in ogni caso  :lol: :lol: avresti dovuto vedere che facce!! :lol:

diciamo che le facce sarebbero state ancora più sorprese nell'altro caso ....  :twisted:
(cioè senza un'altra maglietta sotto ...)

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zorba

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IL COLLOQUIO / CLAUDIO RANIERI

  LO SCUDETTO DEL DISGUSTO

"Lazio-Inter, teatrino desolante"

(di Malcom Pagani)

Evitando le buche più dure, Claudio Ranieri si è rimesso in viaggio. Colline senesi, ulivi, quiete dopo l'apnea che fino ai titoli di coda, lo ha visto duellare per l'impossibile. Un anno fa, proprio in queste ore, un gelido comunicato della Juventus lo ibernava al ruolo che più detesta. Il capro espiatorio, meno ellittico di un saggio di Renè Girad, da congedare quando le fondamenta tremano. Dodici mesi dopo, l'uomo che cerca ricezione per una lunga conversazione telefonica sul recente passato: "Provo a spostarmi, in tutta questa pace, i telefoni recitano da comparse", ha trovato campo libero per eccellere. Nelle valutazioni di fine anno, il migliore è lui.   Per media punti, partite consecutive senza sconfitte e per qualcosa che non ha rilievo statistico, ma pulsa in ogni singola considerazione. Aver riportato in vita una Roma prossima alle esequie, terrorizzando l'Inter. Avesse enunciato il proposito a settembre, con i compratori misteriosi alla porta, i tifosi in contestazione permanente e il quotidiano assedio mediatico, lo avrebbero rinchiuso per manifesta incapacità. Di intendere, volere, pensare. Consapevole del rischio, Ranieri Claudio da San Saba si è appropriato della strategia della lumaca. Ritrovare solidarietà di intenti là dove imperava la balcanizzazione. "Da piccolo, quando dopo pranzo mi precipitavo a prendere il tram per raggiungere l'Olimpico, mi aspettavo soprattutto una cosa: che la mia squadra desse tutto dall'inizio alla fine. Perdere o vincere, è secondario rispetto al fatto di potersi guardare allo specchio. Da ragazzo, pretendevo che i miei idoli dimostrassero attaccamento. Mezzo secolo dopo, ho provato a recuperare quella sensazione trasmettendola a un gruppo depresso. Ho trovato ragazzi nervosi, perché non si può ballare mentre intorno la casa crolla. Ero preoccupato dall'impatto. Dubbioso, assalito da ipotesi non proprio consolanti. Dopo una settimana, mi sono rasserenato. Ho propugnato un'idea di tranquillità che credo abbia rappresentato un punto di svolta". Se lo cerchi all'indirizzo della boria, Ranieri non risponderà: "Un allenatore poggia su due colonne. Le prospettive chiare e la necessità di far rispettare regole   che siano uguali per tutti. Dopo aver iniziato l'avventura, ho messo l'elmetto, ma in definitiva, i giocatori lo sanno, il protagonista non sono stato io".

Però se l'è cavata.

Meno male che mi è arrivata quest'occasione. Questa è casa mia. In tanti vorrebbero allenare la squadra di cui sono tifosi e l'illusione rimane sulla carta. Io ho avuto questa fortuna e ho deciso di affrontare l'occasione senza condizionamenti ambientali.

A Roma, il proposito confina con l'utopia.

Non ho ascoltato consigli interessati, né mi sono fatto sfiorare da chiacchiere inutili. In Italia è accettato un solo culto religioso: il risultato. Solo dopo, in subordine, vengono comportamento, capacità di parlare una lingua sobria, che non scateni animi di per sé già pronti a infiammarsi. 

Un anno da profeta in patria l'ha trasformata?

Io sono sempre me stesso e non sono tra quelli che nella vita hanno percorso a tutta velocità corsie preferenziali. Sono partito dall'interregionale. Venticinque anni dopo, non sono cambiato di una virgola.

Ma ha viaggiato.

La valigia che ho riempito di voci, suoni e colori distanti dall'effimero bar dello sport italiano mi è servita anche quest'anno. Ho allenato in Spagna e in Inghilterra, correndo l'azzardo di farmi dimenticare. Ma non sono un calcolatore e rifarei tutto quello che ho fatto. Amici, incontri, culture, musei, panorami. Quello che ho appreso evadendo dalla gabbia nazionale, si fidi, non ha prezzo. 

Anche per questa ragione, l'avrebbero vista bene in azzurro.

Non ci avevo mai pensato. Chiaro che un giorno mi piacerebbe molto allenare la Nazionale italiana e se proprio non potesse essere quella, non disprezzerei un'altra ipotesi. Ora ho un progetto, mi è stato affidato un programma di due anni, voglio concluderlo al meglio.

E se fosse andato via?

Sarebbe equivalso a tradire e in Federazione, se ci hanno pensato davvero, capiranno perfettamente perché non ho potuto lasciare. Mal che vada sarà un arrivederci. Credo non si sia offeso nessuno, almeno spero.

Tra le fotografie di un'annata da incorniciare, la coraggiosa doppia sostituzione del derby.

Il coraggio ce l'hanno altre persone, però io prima di essere un ex curvarolo sono un tecnico. Magari   vivo una scissione, ma sono pagato per allenare, scegliere, scontentareavolte.TogliereTotti e De Rossi, molto più di capitano e vice della mia squadra, mi è dispiaciuto moltissimo. Ma soffrivano. Sentivano eccessivamente le onde speciali di quella gara. Così mi sono fatto forza, certo che quello scossone avrebbe responsabilizzato ancor di più la squadra.

E' andata bene.

Onestamente, se Jùlio Sergio non avesse parato il rigore di Floccari, avremmo potuto smobilitare al quinto della ripresa.

L'anno prossimo, uscire nel plauso generale sarà più difficile.

Lo sanno tutti. Ventiquattro gare senza sconfitte non sono un evento sempre ripetibile. Ma la sfida sarà più sentita, determinata, se mi passa il termine, eccitante.

Le aspettative saranno mostruose.

Ma io sono della vecchia scuola. Di ciò che è già ricordo, non sono mai soddisfatto e mettere le mani avanti, mi è sempre parso un espediente in odor di vigliaccheria. Voglio vincere. Proveremo a migliorarci, poi vedremo. 

Per stimolare i suoi, continuerà a far vedere il Gladiatore?

C'è chi mostra i foglietti di carta con i movimenti e le spiegazioni tattiche e chi sceglie di motivare con le immagini. Se le dico che considero più moderno chi sceglie la seconda opzione, pecco di presunzione? Sa com'è, è un periodo particolare (ride ancora). Non vorrei che qualcuno si risentisse.

Più rimpianti o soddisfazioni?

Non posso ragionare così. Abbiamo fatto 15 punti nell'ultimo quarto d'ora, vinto partite all'ultimo istante, avuto fortuna, com'è normale, qualche volta. Poi certo, se rifletto sul Livorno ultimo in classifica, che ci ha portato via 4 punti su sei, impreco: 'porca miseria, ma è possibile?'

Lazio-Inter è parsa un trattato di avanspettacolo.

Come sportivo, è stata un'enorme delusione. L'avevo detto prima: 'Non è possibile che nel campionato italiano le ultime tre giornate del torneo non siano giocate in contemporanea'. Con la cultura del sospetto, a volte suffragata dai fatti, presente alle nostre latitudini, far disputare tutte le gare alla stessa ora, rappresenterebbe un essenziale deterrente.
   
Ma?

Ma regna il business e quindi, conseguentemente, anche spettacoli come Lazio-Inter. Quello che mi ha addolorato di più è stata l'immagine che abbiamo dato all'estero. Una squadra che rinuncia alla lotta, in certi paesi, suona come uno scherzo di dubbia eleganza.

Come si vince la battaglia per uno sport pulito?

Con tifosi che incitano la loro squadra, pretendendo il massimo, senza mettere al centro dei propri dogmi le altrui disgrazie e senza necessità di spettacoli desolanti come quello dello Stadio Olimpico.

È arrabbiato?

Alcuni aspetti delle ultime settimane mi hanno indignato. Quelle parole così nette dei vincitori ad esempio: "abbiamo vinto uno scudetto contro tutto e contro tutti". Questa sicumera, anche un po' ridicola, mi fa riflettere. Non sono bastate le immagini televisive di Lazio-Inter per stendere un velo definitivo su quello che è accaduto davvero? 

Duro.

Per indole, fare polemica è tra le cose che meno mi interessano al mondo. Però ci vuole onestà e una raffigurazione come quella fa sorridere. Allora chiedo a chi sostiene quelle posizioni: "Ma credete sul serio a quello che dite?". A me pare somigli da vicino alla storia dell'ultimo giapponese che non sapeva che la guerra fosse finita.

Metafora storica.

Hanno visto un film che non esisteva e nell'isola Italiana, hanno trovato tante persone che hanno abboccato a una storiella risibile. Mi lascia l'amaro in bocca. Ogni allenatore, presidente, tifoso, può declinare un suo cahier de doléances, stilare una lista delle recriminazioni, ma perlomeno chi vince in quel modo, abbia il buon gusto di non dire nulla. 

Ha chiesto anche sanzioni sullo striscione che a Totti riservava pensieri non gentilissimi.

Mi pare il minimo. È stato sanzionato Totti? Può starmi anche bene, però voglio vedere equanimità. Guardi, so anche chi è stato.

Materazzi?

No, lui non c'entra. Ha messo quella maglietta, ma il suo gesto, per dire, non mi ha dato fastidio.

E il ministro La Russa pronto a mischiare sacro e profano?

Non mi irrita che tifi per l'Inter. Mi sarei atteso però più equilibrio, una diversa equità di giudizio.

Ranieri dica la verità, domenica ci ha creduto? 

Ho sperato, sofferto, pregato laicamente, ma sapevo che fino al fischio finale ogni secondo sarebbe stato utile per spegnere il nostro sogno. Sa qual è la verità?

Dica.

Qui ci meravigliamo che una squadra come il Siena faccia il proprio dovere, e non ci stupiamo o meglio disgustiamo, se una formazione non gioca affatto.

Mou saluta. Le dispiace?

Sì , è un avversario di quelli giusti. La sua mancanza si sentirà soprattutto sulla stampa. Dà titoli, qualsiasi cosa faccia, se incrocia le gambe o fa la mossa di John Travolta nella febbre del sabato sera.

E se dice che lei è un ipocrita?

Mi duole, lo preferisco in versione letteraria. Sulla Nausea di Sartre mi ha divertito. 

Ottimi suggeritori comunque.

Fa il furbo, lo sappiamo. Manda qualcuno ad ascoltare cosa hai detto e poi si prepara. Vecchio trucco. Ma Sartre nel '64 rifiutò il premio Nobel dicendo: "Non voglio essere letto in quanto Nobel, ma solo se il mio lavoro lo merita". Ecco, se Mou permette, di Sartre mi approprio anch'io: "Mi piacerebbe essere ricordato solo perché il mio lavoro lo merita".

Meglio cenare con Zeman?

E' successo. Zdenek è una persona squisita. Abbiamo discusso intensamente e visti i suoi silenzi, converrà che la notizia è questa.

zorba

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Scusate. Dimenticavo di precisare che, ovviamente, la fonte è "Il Fatto Quotidiano" in edicola oggi.

Citazione di: zorba il 19 Mag 2010, 06:59
IL COLLOQUIO / CLAUDIO RANIERI.........


nestorburma

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Chi è che diceva che sto tale Malcom Pagani è della Lazio?
Neanche la Sannipoli sarebbe riuscita a zerbinarsi alle steso modo.

sul contenuto dell'intervista è inutile sprecare banda.

RubinCarter

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arturo

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Stanno rosicando entrambi,ma uno è l'allenatore del rioma,e l'altro "è laziale fracico"

Aquila Romana

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rocchigol

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il topic sull'idiotina DOCET, da floris al fatto quotidiano a sandro ruotolo... quando si parla di riomma staccano tutti la spina
del cervello.... nun ce posso crede

spook

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Questo forse era da postare su Lazio Talk aprendo un topic dal titolo: "denunciamo questa merda". Però poi ho pensato che come la merda devi seplicemente tirare lo sciaquone ed aspettare che vada nelle fogne il prima possibile... Ed allora parliamo della rosicata infinita.... :D

EDITORIALE | oggi - ore 11:37

CARMINE FOTIA

Dopo aver scritto l'editoriale su Il Romanista di ieri, nel quale sostenevo che si è chiuso l'ennesimo campionato truccato, sono stato assalito dai dubbi: non avrò esagerato? non alimenterò la solita immagine del romanista piagnone? non apparirò come uno che vede complotti ovunque? Per cui sono andato a dormire non proprio tranquillo. Poi ieri mattina mi sono svegliato e ho letto la seguente dichiarazione: nel campionato italiano «succedono cose che tutti ci auguriamo che negli anni prossimi non accadano più, e che ci sia una vera rifondazione del calcio».
A parlare è il presidente della Sampdoria, che ha conquistato uno storico quarto posto e che certo, per esempio nella partita contro la Roma, non è stata sfavorita dall'arbitraggio, tutt'altro. Facendo il conto dei vantaggi e degli svantaggi ottenuti, sostiene Garrone, alla Samp mancano cinque punti. Alla Roma, a voler essere prudenti, almeno il doppio. Ma io mi sarei accontentato di una partita regolare tra Lazio e Inter , o almeno che ci avessero dato uno dei rigori non concessi contro, appunto, la Sampdoria. Infatti, è proprio in queste due partite che, secondo
me, è emersa una chiarissima volontà di bloccare la marcia della Roma. Nel caso della Lazio, squadra ormai entrata nella storia del servilismo e dell'immoralità, tale intento è stato spudoratamente dichiarato e praticato, come mai era avvenuto in passato. Nel caso della partita con la Samp - visto quanto denuncia oggi il presidente Garrone - non si voleva certo fare un favore ai doriani ma danneggiare la Roma.
Sto parlando di un complotto? Nient'affatto. Non c'è bisogno di evocare alcun complotto, è piuttosto l'attitudine italiana a stare sempre con il potente di turno, la Juve ieri, l'Inter oggi. Come ha detto benissimo Daniele De Rossi: il calcio, in fondo, non è che lo specchio della società italiana. Una società nella quale il merito non conta nulla perchè comandano le cricche, i diritti non esistono perchè piuttoso vengono elargiti i favori, i valori della competenza, della buona amministrazione sono schiacciati da un sistema di potere corrotto e corruttore. A essere accusato di complottismo comunque sono abituato. Capita a chiunque denunci le ingiustizie senza peli sulla lingua. Salvo poi vedere quelle denunce regolarmente confermate anni dopo. Non è quanto accaduto a Franco Sensi con Calciopoli? Mi domando, piuttosto, conla signora Maria Sensi, come mai la grande stampa romana da quest'orecchio non ci sente? E' bello essere romani e romanisti in un mondo così, come sostiene il grandissimo Vincenzo Cerami nell'intervista qui accanto. Fieri di una quadra, di una società, di tutto un popolo, che contro tutto questo mettono in campo altri valori. Ai signori della cricca del calcio preferisco mille e mille volte la gente semplice che sa vivere di pane e sogni. Prima
o poi, come nella politica, anche nel calcio questo sistema crollerà.

Outzone

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Citazione di: spook il 19 Mag 2010, 11:48

E' bello essere romani e romanisti in un mondo così, come sostiene il grandissimo Vincenzo Cerami nell'intervista qui accanto.

quello che scrivi libri illeggibili......... :roll:

JoePetrosino

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* 16.376
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Citazione di: Outzone il 19 Mag 2010, 12:19
quello che scrivi libri illeggibili......... :roll:

fatti per i romanisti.... appunto....

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robylele

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Fotìa e Ranieri non si commentano.

Invece Beha dovrebbe rettificare che i tituli che potrebbe vincere l'Inter nel 2010 sono 6 e non 5.


leomeddix

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Povero Fotia, come s'è ridotto per campare...
Me lo ricordo quando scriveva su Il Manifesto: già allora non sembrava una volpe del giornalismo, ma almeno doveva occuparsi di questioni un pò più serie. Oggi scrive sul Riommanista, e ho detto tutto.
Da Marx a Totti, la sua parabola spiega più di tante analisi politiche i motivi dell'attuale disastro della sinistra.
Fra l'altro, Fotia mi sembra pure in stato confusionale: ieri nel suo "editoriale" sul Riommanista si chiedeva perchè il Presidente Napolitano non interveniva sullo "scandalo" dello striscione apparso sul pullman dell'Inter, quando invece erano state usate parole dure nei confronti di Totti per un gesto "ironico" e di "sfottò", non avendo compreso, il nostro Fotia, che Napolitano si era espresso non riguardo ai pollici versi del Pupone, ma per il suo vergognoso calcio a Balotelli.
Daje, Fotia, chi legge il Riommanista non perde mai (l'umorismo).

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