Milano Finanza sul fair play finanziario

Aperto da gingiula, 13 Gen 2011, 10:42

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gingiula

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Inter e Milan fuori dalla Champions
di Andrea Di Biase e Luciano Mondellini

Clamoroso a San Siro. Se il regolamento sul fair play finanziario, voluto dal presidente della Uefa, Michel Platini, fosse in vigore già ora, Inter e Milan non avrebbero i requisiti di bilancio necessari per potersi iscrivere alle competizioni europee e non potrebbero dunque partecipare alla Champions League.
Ma non sarebbero comunque gli unici grandi club a rischiare l'esclusione. A fare compagnia alle due milanesi ci sarebbero anche il Manchester City, il Chelsea, il Liverpool e, a sorpresa, il Barcellona. È quanto emerge da un'elaborazione condotta da MF-Milano Finanza, incrociando i dati contenuti nel rapporto dell'Uefa sullo stato di salute finanziario del calcio europeo (presentato martedì 11 a Nyon) e i bilanci dei principali club del vecchio continente. I tifosi nerazzurri e quelli rossoneri non devono dunque allarmarsi eccessivamente. In primo luogo perché né Inter né Milan figurano in alcuna black list, che come ha precisato lo stesso Platini non è mai stata stilata. In secondo luogo perché il regolamento sul fair play finanziario entrerà in vigore a partire dalla stagione sportiva 2013-2014 e, dunque, i primi due bilanci di esercizio che verranno presi in considerazione per il calcolo della regola del pareggio (break even rule) saranno quelli relativi agli esercizi 2012 e 2013. I club hanno dunque ancora un po' di tempo per completare il processo di adeguamento ai vincoli imposti dalla Uefa. Un percorso che il Milan ha già intrapreso da alcune stagioni e sul quale anche l'Inter, dopo gli importanti investimenti che gli hanno consentito di primeggiare in Europa e nel mondo, si è ormai incamminata.
Ma veniamo ai numeri. Se, come detto, non esistono liste nere stilate dalla Uefa, come si è arrivati a individuare i sei club virtualmente non in regola con il fair play? Lo studio messo a punto dai tecnici di Platini sui bilanci societari relativi alle stagioni 2008-2009 e 2009-2010 indica infatti che tra le 107 squadre che danno vita ai primi cinque campionati del vecchio continente (Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e Italia) ce ne sono 77 in utile, 6 con una perdita compresa fino a 5 milioni di euro e dunque nei limiti imposti dal fair play finanziario. Altri 18 club appartenenti alle prime cinque leghe calcistiche europee registrerebbero invece una perdita cumulata compresa tra 5 e 45 milioni. Un risultato negativo che, tuttavia, in base al regolamento Uefa rende comunque possibile l'iscrizione alle competizioni internazionali, a condizione però che l'azionista (o gli azionisti in caso di società a capitale diffuso) ripiani la perdita attraverso un aumento di capitale.
Dal documento messo a punto dalla Uefa emerge infine che ci sono sei club che, sommando i risultati economici relativi alle stagioni 2008-2009 e 2009-2010, presentano una perdita aggregata superiore ai 45 milioni. Un risultato negativo che, se il fair play finanziario fosse già in vigore, non consentirebbe a queste società l'iscrizione alle competizioni internazionali (Champions League e Europa League), nemmeno se i loro azionisti ripianassero la perdita ricorrendo a una ricapitalizzazione.
Ma quali sono queste sei società? Dall'analisi dei bilanci dei principali club europei, consultati grazie alla banca dati MF-Honywem, emerge che il club europeo ad aver conseguito negli ultimi due esercizi la perdita più consistente è il Manchester City, con un rosso aggregato di 253,7 milioni di euro, seguito dall'Inter (223,4 milioni) e dal Chelsea (141,1 milioni). Nel sestetto dei club che virtualmente non rispetterebbero i parametri del fair play finanziario figurano anche il Liverpool con una perdita aggregata nelle ultime due stagioni di 114,2 milioni, ma anche il Milan (95,8 milioni) e il Barcellona (88,2 milioni).
C'è infine un ulteriore aspetto che va considerato. Il regolamento sul fair play finanziario esclude dal calcolo del pareggio alcune voci contenute nei bilanci tradizionali. L'entità della perdita di questi sei club è tuttavia così elevata che, anche in caso di rettifica, risulterebbe comunque superiore ai 45 milioni. Ci sono però ancora tre esercizi, prima dell'entrata in vigore del regolamento, per poter sanare la situazione. E i club, come dimostra specialmente il Milan, che ha chiuso l'ultimo bilancio con un rosso di soli 18 milioni, sono intenzionati ad adeguarsi. (riproduzione riservata)

Fonte: MF

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Questo è un articolo sul giornale finanziario di oggi. Non vuol dire nulla, ma mi sorprende molto che Squadre come Inter e Milan perdano così tanti soldi... Inevitabilmente queste società dovranno prendere provvedimenti che presumo saranno legati alla riduzione del monte ingaggi...

Trovo inverosimile che tutti i calciatori saranno in futuro disposti a tagliarsi l'ingaggio e quindi secondo me ci potrà essere una redistribuzione dei fenomeni... Cioè ogni squadra potrà permettersi massimo 2 o 3 ingaggi oltre i 5-6mn e quelli in esubero andranno in squadre di seconda fascia, ma disposte a pagare di più (per esempio noi o napule).

Interessante anche che il Barca faccia 400mn di ricavi, mentre noi ne facciamo quasi 100. (il barca ha uno stadio di 100.000 posti sempre stracolmo di gente giocando almeno 50 partite l'anno con liga e CL, noi a malapena raggiungiamo le 20K persone quando va bene...)

tevere top

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Per me non entrerà in vigore, sarà posticipata di anno in anno.
Non esiste business calcistico senza le grandi squadre europee....., il pareggio di bilancio portà alla mediocrità tecnica della squadra!

gingiula

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probabile che venga posticipata.

sul fatto che il pareggio porti alla mediocrità tecnica non sono d'accordo. Lo squilibrio finanziario è dovuto al costo degli ingaggi. Basterebbe mettere un tetto allo stipendio.

AquiladiMare

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nessuna squadra al mondo può tenere tanti campioni e, con gli attuali ingaggi, avere un bilancio almeno in pareggio...

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tevere top

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Citazione di: gingiula il 13 Gen 2011, 12:29
probabile che venga posticipata.

sul fatto che il pareggio porti alla mediocrità tecnica non sono d'accordo. Lo squilibrio finanziario è dovuto al costo degli ingaggi. Basterebbe mettere un tetto allo stipendio.

Penso che mettere un tetto non sia possibile giuridicamente, dovrebbe esserci un patto d'onore tra le società.

gaizkamendieta

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Citazione di: tevere top il 13 Gen 2011, 13:50
Penso che mettere un tetto non sia possibile giuridicamente, dovrebbe esserci un patto d'onore tra le società.

non lo faranno mai......... ai presidenti non conviene.... ne ai piccoli ne ai grandi!

COLDILANA61

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Citazione di: tevere top il 13 Gen 2011, 13:50
Penso che mettere un tetto non sia possibile giuridicamente, dovrebbe esserci un patto d'onore tra le società.

Se applicassero veramente quanto dichiarato , non ci sarebbe bisogno del tetto .

Forse , con il tempo , si arriverebbe ad un punto di equilibrio , determinato da una specie di giro di "scelte".
Simile , ripeto simile , a quello del professionismo americano . E le grandi , di soldi , sarebbero comunque tutelate da questa specie di meccanismo ...........

bombo

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Ritengo che la differente normativa fiscale renda il c.d. fair play finanziario inattuabile a livello europeo.

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JoePetrosino

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e dire che ci sarebbe una squadra che non ha rrequisiti manco per iscriversi al campionato italiano....

ma parlamo di milan e inter... che è mejo.... se nò me alzano la rata del mutuo.....

PILØ

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Citazione di: bombo il 13 Gen 2011, 14:01
Ritengo che la differente normativa fiscale renda il c.d. fair play finanziario inattuabile a livello europeo.
e per questo che non tutti i debiti vengono considerati. Secondo me quelli con l'erario rimarranno fuori.

bombo

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Mi riferisco alla tassazione sugli stipendi che, per esempio, in Spagna per i primi anni di contratto è molto inferiore rispetto a quella italiana.

Barabba Terzo

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Citazione di: tevere top il 13 Gen 2011, 12:03
Per me non entrerà in vigore, sarà posticipata di anno in anno.

Su questo non ci sono dubbi.

D'altronde appunto, non è tanto facile nè forse conveniente per l'uefa/fifa smantellare i baracconi mediatici che sto sport glielo lo tengono su, ovvero i vari barça milan real inter chelsea....
I mercati esteri (e intendo quei posti che non hanno un campionato di livello e seguono quello inglese/spagnolo/italiano) vogliono vedere il Barça distruggere 7-0 le squadrette, non hanno interesse a vedere un chievo-inter o un chelsea-wigan con valori livellati (sono esempi estremi per rendere l'idea).
L'utente medio cinese o saudita non credo abbia interesse a seguire Bologna-Fiorentina o Getafe-Saragozza anche se magari saranno bellissime partite, però Real Madrid-Almeria molto probabilmente la vedrebbero di gusto. Sono i top club che fanno il mercato internazionale e per rimanere appetibili devono rimanere largamente superiori alle altre squadre dei rispettivi campionati.
Per la mentalità dello spettatore/tifoso italiano o inglese può essere difficile calarsi in questa mentalità, che è gia per esempio molto diversa da quella dello spettatore/tifoso spagnolo. Li i due squadroni SONO il calcio. Pure nelle città che hanno squadre di buona tradizione e rendimento metà della gente tifa per i due colossi. Per esempio nella stessa madrid (sembra assurdo ma è così) ci sono tantissimi tifosi del Barça. Se al campionato spagnolo ridimensioni real e barça a noi potrebbe sembrare una cosa interessante, a loro probabilmente causerebbe solo perdita d'interesse.

Quindi purtroppo secondo me le probabilità che questa cosa del fair play finisca tutta nella solita buffonata a tarallucci e vino sono altissime.

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matador72

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Non sono daccordo con il tuo ragionameto Barabba Terzo, e ti spiego perchè.
Gli stranieri che seguono il calcio sono appassionati di calcio europeo.
Gli squadroni hanno piu' seguito perchè hanno campioni di fama mondiale e perchè spesso fanno tournè di inizio o fine stagione nei paesi orientali.
Non dimenticare che dai primi anni 80 sino all fine dei 90 le squadre italiane godevano di molto seguito all'estero perchè avevano i campioni e perchè spesso vincevano nelle coppe europee.
Se si livellasse il valore tecnico delle societa' non necessariamente porterebbe ad una disaffezione verso il calcio estero.

Barabba Terzo

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Quello che fa gola allo spettatore non tifoso è la concentrazione di campioni in un punto solo.

Se Messi stesse al Bilbao, Iniesta al Malaga, Xavi al barcellona, e Villa al Valencia non sono sicuro che tutte e 4 riceverebbero le stesse attenzioni del Barcellona attuale.

Il calcio italiano degli anni 80-90 piaceva perchè ci stava il milan con tre quarti dei migliori giocatori del mondo in squadra, paro paro al Barcellona di adesso.
E successivamente perchè anche altre squadre italiane hanno iniziato ad avere rose da fantascienza col 90% dei giocatori impegnati ai mondiali ripartiti tra 4-5 squadre italiane.
Togli l'ammasso di campioni pro-capite e le squadre spaccatutto e gli spettatori disinteressati perdono facilmente interesse.

Imho chiaramente eh, è una mia personale analisi che non vuole avere nessuna pretesa di scientificità.

COLDILANA61

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Citazione di: Barabba Terzo il 13 Gen 2011, 15:10
..........
Quindi purtroppo secondo me le probabilità che questa cosa del fair play finisca tutta nella solita buffonata a tarallucci e vino sono altissime.

Potresti avere ragione , pero' mi sorge un dubbio .

Perche' la piu' FAMOSA , nonche' TITOLATA squadra Italiana e del mondo ,la squadra con il Presidente piu' ricco e famoso d'Italia , si comporta esattamente come se dovesse VERAMENTE avvenire ?
Non credo che a SB manchino le forze ed il pelo sullo stomaco per infischiarsene .
Ed , alla storia che non puo' spendere perche' forze contrarie all'interno della sua famiglia glielo impongono , NON CI CREDO . SB che si sottomette all'altrui volonta' ?

E Morattino ? Colpito anche Lui sulla via di Damasco ?

DopoNesta

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Citazione di: tevere top il 13 Gen 2011, 12:03
Per me non entrerà in vigore, sarà posticipata di anno in anno.
Non esiste business calcistico senza le grandi squadre europee....., il pareggio di bilancio portà alla mediocrità tecnica della squadra!

Infatti il basket usa è di una mediocrità da brividi...
e poi che brutto, 20 squadre tutte forti e nessuna sicurezza, da diventar reazionari!

A.Voronin

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Spero entri in vigore al più presto.


Palo

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Sicuro che entra in vigore.

Come è sicuro che ci saranno dei ridimensionamenti ma solo in alcuni campionati e per certe squadre. Gli squadroni con il padrone super ricco sapranno mantenere il loro livello proprio perchè il padrone super ricco continuerà a metterci i soldi (sarà obbligato a metterceli). Mi spiego: Abramovich, oggi, se vuole fare una campagna acquisti da 150 milioni si fa prestare i soldi dalla banca, li garantisce di tasca sua, e li mette a bilancio del Chelsea come debiti verso banche. Col FPF dovrà prendere i soldi dal suo conto corrente, donarli al Chelsea e fare la campagna acquisti (avendo i conti a posto ed avendo, prima, riportato i debiti all'interno dei parametri imposti dal FPF). Per chi ha dei bei soldi sul conto corrente ed è disposto a buttarli nella squadra di cui è proprietario non cambierà nulla.

Ben diversa sarà la situazione delle società in autofinanziamento.

Il discorso della tassazione riguarda le tasse che i giocatori pagano allo stato come imposta sui redditi. In Spagna gli stranieri pagano per un periodo di 2, 3 o 4 anni (non ricordo) meno tasse che in altri paesi (tipo Italia). In questo modo un costo lordo di, diciamo, 3 milioni (più o meno quello che la Lazio spende per lo stipendio di Hernanes) permette al giocatore di mettersi in tasca 2 milioni in Spagna, contro il milione e mezzo che si metterebbe in tasca in Italia.

Il FPF non considera tra i le spese da considerare nel calcolo dello "sbilancio" Uscite - Entrate, i costi per il settore giovanile e quelli per lo stadio di proprietà (che, immagino, dovrebbero essere le sole quote di ammortamento, dato che la costruzione di uno stadio viene ammortizzata perlomeno in una 15na di anni).

Bene fa Lotito ad incamminarsi su un percorso virtuoso perchè noi i milioni da buttare nella ricapitalizzazione non li abbiamo. Moratti, Agnelli e Berlusconi, se vorranno, potranno sempre ricorrere al portafogli di famiglia per ripianare il debito ma solo aprendolo e tirando fuori i soldi, quelli veri.

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