Insomma in breve è andata così.
La giornata di ieri era andata avanti fra alti e bassi e la discussione su Ledesma, fra Gesulio e Tarallo, mi aveva provato nel profondo.
Un alone di amarezza aveva velato il mio cuoricino.
Così, dopo una giornata lavorativa di ordinaria amministrazione, la possibilità di un diversivo era attesa come un toccasana.
Ma quando il diversivo si palesa in una visita da un dottore, anche il più ottimista degli uomini tentenna e può virare verso il pessimismo cosmico.
L'unica cosa buona della visita, oltre al fatto che non si trattava di nulla di grave o importante, è stata che l'orario stabilito e la lontananza da casa impedivano a me e Fede di tornare in tempo per preparare la cena a casetta.
La decisione di mangiare fuori è stata quindi una scelta quasi obbligata.
Siccome la direttrice ambulatorio/casa prevedeva un passaggio per la zona di San Lollo (San Lorenzo per in non più giovani), ci siamo detti "perché non trovare un posticino tranquillo?".
La scelta è ricaduta su un ristorante molto pubblicizzato sulle radio del catetere (® porgascogne), la pubblicità del quale andrebbe (a mio modo di vedere) un pochino migliorata...della qualità del ristorante parlerò in calce a questo post, cmq.
Insomma, ci accingiamo ad ordinare, quand'è che Fede nota un po' d'agitazione nel tavolo a fianco al nostro: un bambino regge in mano come una reliquia un foglio bianco recante qualche imprecisato scarabocchio che scopriremo essere poi un autografo.
Chiesti maggiori lumi alla Lazialissima proprietaria ed al Lazialissimo cameriere che si dedicava al nostro tavolo, scopriamo che il bimbo del tavolo a fianco aveva chiesto se c'erano calciatori dell'Inter fra i clienti del locale (il tutto, credo, perché all'ingresso ci sono abbondanti testimonianze fotografiche su frequentazioni di vip, attori e calciatori...fra gli attori, anche uno barbuto per il quale Fede stravede al punto di mettere in dubbio la mia beltade, al suo confronto...ma vabbé...).
Ora, sia io che Fede siamo due persone abbastanza rispettose dell'altrui privacy e riteniamo che, esclusa la possibilità di accrescimento della propria autostima, deve essere abbastanza urticante non poter mangiare in tranquillità avendo una processione di ammiratori al tavolo...si, oddio, sarà anche bello i primi tempi, ma vorresti vivere come una persona normale, a volte.
Io, per esempio, per un periodo abbastanza lungo della mia vita ho dovuto camuffarmi da Tarallo per evitare scene tipo quelle del film dei Beatles "A Hard Day's Night" e ciò era disdicevole (soprattutto imbruttirmi come Tarallo, intendo).
Per questo, sulle prime abbiamo deciso di non indagare a fondo su chi fosse il calciatore autografante.
Poi, però, alla parola "Lazio", la curiosità è stata troppo forte.
Richiamata la gentilissima proprietaria al tavolo abbiamo chiesto chi fosse il calciatore nella saletta riservata.
Lei ci ha dapprima decantato le lodi del ragazzo (simpatico, disponibile, attaccato alla famiglia, con una moglie Lazialissima anch'essa e due bambini splendidi), dicendo che è anche un pochino superstizioso (tanto per dire: lo stesso tavolo, la stessa disposizione a tavola...l'unica volta che è andato a cena lì in un numero di persone che non era quello "ideale", la Lazio ha perso il derby), dopodiché ha finalmente detto la parola magica:
LEDESMA.
A quel punto ho chiesto carta e penna, mi sono fatto coraggio e sono andato a disturbare Cristian, famiglia ed amici.
Ovviamente, la mia giornata doveva chiudersi con una buona azione e doveva dissiparsi quella nuvoletta apparsa in seguito allo scambio di opposte opinioni fra Gesulio e Tarallo.
Mi sono presentato a Ledesma (e gli ho, in seguito, dato anche l'indirizzo web di myLazioNet, che lui ha gradito molto e che non conosceva) e il breve colloquio è stato pressappoco questo:
- "ciao Cristian, mi chiamo blablabla, sono un tifoso laziale blablabla, posso disturbarti?!"
- "prego, figurati, non mi disturbi"
- "sai, io cerco sempre di non rompere le scatole ai calciatori della Lazio che ho incontrato, soprattutto quando sono al ristorante con la famiglia, ma stavolta è per una buona azione..."
- "quale buona azione?!"
- "beh, ci sono due miei amici (in realtà ho detto: "due pezzi di fango intrisi di muco, di cui uno si crede bello ma è in realtà la mia controfigura disegnata da Ligabue e l'altro è un budino di caccole e pus") che sono stati tutto oggi a discutere su di te..:"
- "in che senso?"
- "beh, uno ti trova fondamentale per gli schemi della Lazio ed insostituibile e l'altro..."
- "l'altro mi massacra, vero?!"
- "beh, un po'...però ti vuole bene...al goal a derby se la fece sotto ed adesso vede tutti i derby col pannolone...ma lì è anche un fattore d'età..."
- "capisco...e cosa posso fare?"
- "beh, puoi fare un autografo congiunto nel quale li inviti a non litigare più?"
- "certo"
Ed ecco il prodotto della mia intercessione, la summa della giornata, il "lanapresutra" (leggasi: "non plus ultra") della Lazialità fatta porgascogne.

ultima annotazione su che tipo di persona sia Cristian Ledesma
mentre andava via, col il figlio più piccolo in braccio, e salutava la proprietaria e i camerieri, passa vicino al nostro tavolo
noi, vedendolo indaffarato e col pupo in braccio, abbiamo pensato di non disturbarlo oltremodo
lui, invece, ci passa vicino, ci guarda e ci saluta
lui
a noi
____________
p.s.:
il ristorante nel quale è avvenuto l'incontro ledesmiano è "Pinsa e buoi...", molto pubblicizzato sulle radio del catetere (® porgascogne) e criticato da altri biancocelesti, altrove.
Avevo letto delle recensioni altalenanti: molto unanimi sulla qualità, soprattutto delle carni e dei primi, ma discordanti per quanto riguarda il servizio ed i tempi...noi, forse, ieri saremo stati fortunati o frse perché era solo di giovedì, ma non abbiamo notato nulla di negativo.
Debbo dire che l'iniziale diffidenza è stata spazzata via non appena siamo entrati: bel locale, giusta distanza fra i tavoli, atmosfera intima e calorosa, servizio attento e simpatico.
Il menù è vario e molto invitante, seppure i prezzi non siano bassissimi.
La qualità degli alimenti è cmq alta, il che, unito all'attento servizio, ci può stare.
Noi abbiamo preso: due bruschette (lardo e miele e stracchino e ciauscolo), scialatielli alla gricia "modificata" (con ricotta salata invece che pecorino...buonissimi), tagliata di tonno alla catalana (con patate, pomodorini e cipolla di Tropea...ottimo taglio e cottura), un carciofo alla romana, broccoletti ripassati, due calici di Rosso di Montefalco 2005 di Caprai, semifreddo ai pistacchi di Bronte (spettacolare) + seconda passata di dolci gentilmente offerta dalla casa (in quanto Laziali), il tutto €.60 in due.
A detta di Ledesma, hanno una carne buonissima (e lui è argentino...); la pizza "Pinsa" non l'abbiamo presa, ma nei tavoli intorno a noi, andava alla grande con una certa quale soddisfazione...le porzioni (soprattutto di pasta) mi sono sembrate "adeguate" malgrado i piatti enormi nella quali venivano servite...non i soliti assaggini da novuelle cousine de 'sta beneamata min@hia.
Ci si potrebbe organizzare una cena myLazioNettica, trattando su un forfait di prezzo e menù, magari in un giorno non "di punta".
Noi ci torneremo, cmq.