Spalletti comunque c'ha un curriculum che parla per lui. Non è l'ultimo arrivato.
Secondo me, lo dico sinceramente, per lui è molto più importante la qualificazione al mondiale che la nations league. E le formazioni mi sembrano dire questo. Se veramente ci teneva più di tanto ieri non iniziava con Ricci e Maldini in formazione. Il confronto con i tedeschi, nel primo tempo è stato impietoso.
Con Tonali, a cui oggi si da la colpa per il primo tempo penoso degli azzurri costretto a giocare venti metri dietro per ricucire l'assoluta inutilità, in fase di non possesso, di Ricci (In fase di possesso anche in fondo). Io credo che più che alle qualità del tecnico si debba cominciare a guardare sull'effettiva libertà di scelta che ha e che vuole prendersi. Non dico arrivare a Bearzot e alla sua testardaggine di portare Rossi in Spagna e lasciare Pruzzo e Beccalossi, sarebbe troppo, ma sicuramente di trovare maggiore indipendenza rispetto alle varie sollecitazioni che arrivano da interessi trasversali e pennivendoli. Forse, faccio psicologia da dilettante, è rimasto scottato dalla shit storm che ricevette dalle parti di Trigoria (e dai giornali tutti) quando osò mettere da parte il totem totti a quasi quarantanni e si ritrovò isolato e alla mercé del primo che passa.
Daniel Maldini anche basta, almeno per il momento. Si, bello il cognome alla terza generazione sulla maglietta azzurra ma il ragazzo non ha le qualità per diventare un nazionale italiano (per quello che storicamente comporta). In campionato fatica a farsi spazio appena si alza il livello. Ieri il confronto con l'avversario che schierava Musala, due anni più giovane e già 200 partite nel Bayern, erano un insulto a quel cognome. Secondo me si fa anche male al ragazzo, che non è scarso, ma se non si chiamasse Maldini probabilmente non avrebbe mai avuto le possibilità che ha. E poi Ricci, pompatissimo dalla carta che esce dalle redazioni di Cairo, suo presidente, e di cui da anni si miracolano qualità assolute e incredibili. Che comunque non vanno più in là del ventre molle della classifica di serie A senza che il ragazzo brilli con continuità o anche solo spinga, con le sue prestazioni, la sua squadra a fare meglio di noni o decimi posti. Il calcio è semplice e volte e basterebbe vedere le partite. Nei 180 minuti in cui abbiamo affrontato la Germania soltanto dei 70 minuti in cui il centrocampo era formato da Rovella/Tonali/Barella abbiamo retto e anzi quasi sovrastato i tedeschi. Poi, appena Spalletti ha scelto la strada più facile delle formazioni dettate da stampa e interessi trasversali c'è stata solo la marea tedesca.
Quindi secondo me, su quella panchina ci possiamo mettere anche Rinus Michels, ma la cosa importante è che gli si crei semplicemente una bolla nella quale abbia veramente la possibilità di scelta e non l'obbligo di convocare i giocatori di Cairo, di quel tale procuratore oppure del rampollo figlio dell'ex campione che ci svolta qualche inquadratura sulle tribune che fanno tanto piacere alle nonne.