Indagini su minacce ai laziali prima della sfida con l'Inter
La Procura di Tivoli, competente su Formello, ha aperto un fascicolo sulle violente pressioni che avrebbero subito i giocatori biancocelesti prima del match del 2 maggio all'Olimpico. Reja: "Con quel clima era difficile giocare diversamente"
ROMA, 19 maggio 2010 - Prima il match surreale tra Lazio e Inter, con i tifosi biancocelesti che all'Olimpico tifavano palesemente per i nerazzurri per non agevolare la Roma nella corsa scudetto. Poi Lotito che rivela di aver ricevuto minacce di morte accompagnate da un proiettile se la sua squadra non avesse battuto la capolista. Adesso però è la Procura di Tivoli a tornare su quella tanto discussa sfida. O meglio, su quello che è accaduto prima del match del 2 maggio.
il fascicolo — È stato infatti aperto un fascicolo sulle presunte minacce che sarebbero state messe in atto da tifosi laziali ai giocatori della loro stessa squadra prima della partita con l'Inter, per convincerli a non impegnarsi e a perdere quella gara. Il Procuratore della Repubblica, Luigi De Ficchy, procede anche per le ipotesi di violenza privata e ha affidato alla Digos le indagini. Alcuni tesserati biancocelesti sono già stati ascoltati, tra questi ci sarebbero Roberto Baronio e il dirigente Maurizio Manzini. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma alla base dell'indagine potrebbero esserci intercettazioni telefoniche e ambientali.
reja cancella — "Lazio-Inter? L'ho cancellata completamente" L'allenatore biancoceleste Edy Reja, intervenuto a Radio Radio, preferirebbe non parlare della gara della 17^ giornata, finita nel mirino per via dell'atteggiamento morbido che la sua squadra ha avuto in campo contro i nerazzurri, poi però spiega il suo punto di vista: "Ci ritorno sopra e poi chiudiamo l'argomento - spiega Reja - io ho preparato la gara in maniera importante perché si teneva a fare bella figura. Fino al sabato abbiamo fatto delle considerazioni tattiche per mettere in difficoltà l'Inter. Poi io ero in tribuna e ho visto che inizialmente c'era la volontà e la voglia di fare, ma poi quando ti trovi uno stadio con 50 mila persone, nostri tifosi, che applaudono l'altra squadra è difficile avere un rendimento diverso. Una volta che l'Inter è andata in vantaggio diventa difficile recuperare con quel clima che abbiamo trovato allo stadio. Le cose sono andate così è inutile nasconderle. Chiudiamo la parentesi".
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