La fortuna della Roma sta diventando imbarazzante...il rimpallo sul gol di Sempliciotto ne è un chiaro esempio...
Alzo la testa, mi trovo davanti il mio amico d'infanzia che vedo con ghigno arrogante portarsi le mani al bacino invitandomi ad attaccarmi a quel particolare ortaggio, nonostante io sia sempre stato clemente verso di lui dopo le nostre vittorie ai derby, godendomele dentro, rispettando gli altri.
Poi arriva la pioggia. Accendo il computer e trovo ovunque sfottò, perculamenti, esaltazioni esagerate della seconda squadra della capitale, passo per i social network e la musica non cambia. Poveri laziali che si fanno gli affari loro che vengono sommersi da messaggi sbruffoni e di schernimento, link che portano in gloria la squadra dai colori giallorossi, e c'è questo senso di impotenza che aleggia costante.
Noi laziali nati per soffrire sempre, come inseguendo un sogno di successo continuo che in fondo sappiamo che non si avvererà mai, perchè sotto sotto ci piace cadere, ci piace toccare il fondo ed essere umiliati per poi rialzarci con umiltà, per combattere di nuovo, con i denti con le unghie, essere feriti e reagire da leoni, ingoiare mer.da rimanendo in silenzio, sapendo che arriverà il momento in cui risaliremo le scale e saranno gli altri a scenderle, consci che non si può vincere sempre nella vita, sarebbe troppo semplice. Ecco, la vita: la storia di noi laziali è lo specchio della vita; si combatte, si cade si affrontano gli insuccessi e i momenti bui, i momenti dove dentro senti che non hai più la forza di rialzarti e di ricominciare da capo, ma poi ce la fai comunque, perchè sei laziale, e dentro hai un qualcosa che nessun altro ha, una passione che ti fa amare ogni momento della tua storia, anche quelli più bui.
Cosa mi resterà? la mia Lazio resterà, la rappresentazione più fedele della mia vita...
Scusate lo sfogo