Totalmente d'accordo con IB. Basta con la sofferenza esistenziale, nella quale, peraltro, saremmo indietro in una ipotetica classifica, distanziati da torinisti, sampdorani e genoani, e da mille altre tifoserie "minori", meno voluminose ma anch'esse perseguitate da questa maledetta sofferenza esistenziale.
La Laziodelmenonove è un incubo. Grazie a Fiorini, a Poli, a Piscedda e a Fascetti. Ma maledizione a Chinaglia-presidente non glielo dice nessuno? Siamo così cretini da arrivare a giustificare una gestione che ci poteva portare in serie C solo perché si chiamava LongJohn? Quello che ha preso l'aereo con la Lazio in lotta per la salvezza?
Gli anni ottanta li regalo volentieri a scrittori e a nostalgici "dei bei tempi che furono", li rinnego tutti, dal calcioscommesse di Trinca e Cruciani, di Wilson, Giordano e Manfredonia, all''86 in cui si videro i primi manipoli di irriducibili cercare la loro anima laziale "a forza di botte" [cit poeta genoano].
I giorni d'oggi sono, purtroppo in linea con quegli anni. In questo giustifico i "figli di Cragnotti" che vogliono vincere, sognare lo scudetto e si sentono imprigionati in questa galera lotitiana. Forse è giusto che la Lazialità pretenda di realizzare i propri sogni e non debba accontentarsi.
Io resto concretamente laziale.
Mi abbono e tifo. E mi incazzo! Sí perché sebbene non abbia mai provato un qualsiasi sentimento empatico verso lotito, mi sono sentito definire "lotitiano" (immagino che in realtà anche la moglie ed il figlio lo detestino).
Ed oggi voglio vedere il sangue! Le teste cadere e la gente chiedere scusa a tutti noi tifosi, ai tesserati, ai dipendenti.
Vaffanculo lotito ma vaffanculo alla sofferenza esistenziale