Adler pone una domanda interessante, e da persona nata in una famiglia convinta elettrice di centro destra in parte capisco le sue perplessità (anche se, perdonami, per me di "centro" nella destra attuale c'è veramente poco, tant'è vero che molti elettori - i miei compresi - stanno seguendo la corrente diventando molto più "estremi" nelle idee e nei concetti rispetto al passato).
Qui il tema è divisivo perché gli ultras ormai danno così tanto per scontata la zona grigia, che tutto sommato tende a credergli e a seguirli a prescindere dalle loro (per me) nefandezze, che ribadiscono la loro leadership senza mostrare un segnale chiaro sul perché della protesta e sul perché si voglia provare a fare un'azione così clamorosa e così forte come la diserzione dello stadio.
Si sono attaccati a una vicenda che sì, scabrosa verso la famiglia Paparelli, che la società avrebbe dovuto gestire subito chiarendone i dettagli, etc., ma che ha dei contorni un po' vaghi, quasi come se mettere l'evento singolo potesse bastare come motivazione principale per disinnescare un po' la parte in cui, invece, a parer mio, sarebbe dovuto essere chiaro che l'obiettivo era provare a fare un evento eclatante che potesse sorprendere e mettere in difficoltà Lotito, affinché rifletta sulla sua decisione di non cedere.
Ecco, non parlare al tifo nella sua interezza, sapendo che in tanti non condividono affatto il loro modo di gestire il loro ruolo, e limitandosi a fare liste di proscrizione verso chi comunque vuole andare e non vuole aderire a una loro organizzazione, rappresenta un po' la situazione tra tutti i Laziali: quelli come me, stretti nella morsa di una società che detestano ma anche in quella di una curva che gli crea diversi mal di pancia, quelli che non sentono questo peso della presenza di Lotito, quelli che vengono ogni tanto e che devono rinunciare a una loro passione anche solo per una volta a malincuore, tutta quella categoria di persone lì viene lasciata di fronte a un aut-aut che non lascia chance: o sei con noi o sei contro di noi.
La zona grigia cavalca la protesta senza grossi patemi d'animo, ma questo non vuol dire che TUTTA la zona grigia lo faccia con entusiasmo. Però il dato è che tutti gli altri che ne sono fuori, e che odiano Lotito quanto la curva, vengono lasciati col cerino in mano, e con la condanna ad essere lotitiani se non se la sentono di partecipare.
Se la zona grigia non esistesse, in sintesi, alla curva verrebbe detto "grazie ma no, grazie" e magari si sarebbe scelto in maniera plebiscitaria e/o condivisa di organizzare una protesta simile, magari non nei modi ma nell'evidenza; dovrebbe essere l'interezza del tifo Laziale a dettare l'agenda alla curva e non il contrario. Io personalmente vorrei partecipare a tutte le manifestazioni di dissenso, ma quando mi sento tirato per la giacca ed etichettato in base alla mia scelta, mi diventa tutto estremamente difficile.
Il giorno che riusciremo a far capire che il Laziale non è né un prodotto aderente alle idee della curva, né un cliente passivo e rassegnato di Claudio Lotito allora sarò ben felice di schierarmi senza se e senza ma dove lo reputo più aderente alle mie idee e alla mia passione.