Ieri sera ho acceso la tv verso il 15° del secondo tempo (regolamentare).
In pochi secondi mi sono sentito accerchiato, mi è mancata l'aria, mi è sembrato di stare in uno di quei tunnel bui con i pupazzi che spuntano all'improvviso, i turisti spaventati che ridono, ecc.
Ecco, io però non ridevo tanto.
Abituati a un determinato accerchiamento mediatico, forse noi laziali abbiamo sviluppato degli anticorpi particolari, che ci consentono di cogliere appieno ogni imbroglio.
Anche se poi ieri sera non è che ci volesse tanto...
In sintesi: cosa caxxo dovrebbe dire un tifoso dell'Inter stamattina?
Amico nerazzurro, paghi il canone Rai, vero?
Cerqueti, passi (vabbe').
Ma poi Bagni, che tifava apertamente (a un certo punto ha parlato di scaramanzia circa il pronostico che gli veniva chiesto e si è interrotto, biascicando qualcosa, come se avesse ricevuto una gomitata...).
E Varriale a bordo campo.
Mancava l'immaginetta di San Gennaro accanto al logo Rai.
Mancavano le immagini del Vesuvio tra un tempo e l'altro: il Vesuvio col pennacchio, il Vesuvio nella luce di un tramonto estivo, il Vesuvio innevato.
Mancava il giro di campo sulla pista di atletica della Madonna di Pompei.
Mancava Pulcinella che usciva all'improvviso (come i pupazzi del tunnel) dietro la porta di Castellazzi, per spaventarlo, con tutta la curva a ridere e Bagni, tutto complice con Varriale, a commentare quanto sono simpatici e imprevedibili ma soprattutto di gran cuore i tifosi napoletani.
Per tacere di tutti i sfaccimm', aveto rotttttuuoouuuucazzz', assameuotttiinguuul', emmetifranghetten' vari che si sentivano entrare nel microfono tra un languido sospiro di delusione di Bagni e una imprescindibile sottolineatura di Varriale.
La Rai, un servizio pubblico.
Amico nerazzurro, stamattina ti capisco.
(Ho acceso la tv ed ero piuttosto neutrale. Al rigore sbagliato da Lavezzi ho urlato di gioia).