Il tifoso Laziale medio fischia perchè quando le cose vanno male ha bisogno di un capro espiatorio su cui scaricare la delusione e da cui prendere le distanze.
-Se la Lazio va male nun è per colpa mia-.
Fa da scudo ad anni ed anni di frustazioni, di prese per il culo giallorosiche, di risultati mediocri, di serie B, di discese ardite e di risalite.
Mentre un tifoso normale, di norma, dovrebbe essere ancora più vicino e sostenere la sua squadra nei momenti difficili, alcuni di noi, alle prime difficoltà, cominciano la solita tiritera: e allora Mauri è na pippa, Reja nun capisce un cazzo, Tare [...], Foggia inguardabile, Ledesma ariponete, Brocchi sei vecchio, Muslera citofono, Floccari nun ce serve ecc.. ecc.. Un vero e proprio tiro al piccione.
E' normale, è stato fatto pure con Veron, Salas, Zoff, Pancaro, Negro, Favalli, e con loro si che ce divertivamo!.
Allo stadio sono 4 o 5 anni che non se fanno cori a supporto della maggior parte dei giocatori ( che ad un giocatore magari gli da la carica, come l'applauso anche quando sbaglia) salvo però fare il boato quando entra gli ultimi 5 minuti Simone Inzaghi. No dico, Simone Inzaghi.
Evidentemente è il nostro modo di stimolarli.
Le bottigliate a Nesta (core de Lazio), i fischi a Nedved, (un indomito combattente che spesso ha deciso la sorte dei nostri più importanti trofei e di alcuni dei derby) e, come ieri, i fischi a Reja sono invece il nostro modo speciale di dimostrare riconoscenza a chi, per noi, ha fatto qualcosa di importante.
Semo fatti così'....ce piace fallo strano!!!