Quando Suwarso diceva: "Hartono l'avevo sentito pochi giorni fa, era felice per il Como"
L'adrenalina della grande vittoria con la Roma? "No, ho fatto tardi, ho incontrato tanta gente. Per me, per noi, era una partita come un'altra. Non c'è tensione perché in questo momento siamo già ampiamente oltre il nostro obiettivo".
Che era...? "Migliorare il decimo posto dello scorso anno dal punto di vista sportivo. Aumentare i ricavi e fare crescere il valore dei giocatori".
A proposito, in Europa ci sarà il fair play finanziario. "
Al momento siamo sotto di circa 75 milioni rispetto al tetto Uefa. C'è anche da dire che non esiste un case study come il nostro, cioè un club che nel giro di due anni è passato dal ritorno in A dopo oltre 20 anni ad arrivare in Europa.
Però i ricavi stanno crescendo molto e questo ci fa pensare che in due o tre anni riusciremo a soddisfare i requisiti del financial fair play. Per le squadre che si affacciano in Europa per la prima volta o dopo tanto tempo, è concesso tale margine".
È vero che avete comprato il Como solo per girarvi documentari per la tv indonesiana? "Sì. Facevamo uno show sulle nazionali giovanili indonesiane con un grande share. All'inizio l'idea era di inserire i ragazzi nel calcio italiano. Ma quando il Como è stato promosso in C il livello tecnico era diventato insostenibile per loro e non rientravamo più nei costi. Ma abbiamo intravisto potenzialità di business sportivo".
Ci spieghi meglio. "
Ci proverò. Como è una piccola città con una squadra che ha trascorso 15 anni nelle serie minori, situata proprio accanto a giganti come Inter, Milan e Juve. All'inizio, la maggior parte della gente a Como tifava per quelle squadre. Quindi ci siamo chiesti come avremmo potuto costruire un'attività attorno a una piccola base di tifosi pur mantenendo una squadra competitiva. Ci siamo chiesti: 'Per cosa è conosciuto Como, a parte il calcio? Per il lago, quindi costruiamo tutto attorno a quello'. Abbiamo 5 milioni di turisti che vengono per il lago ogni anno. Quindi ci siamo avventurati nel retail, nei prodotti di consumo come birra, abbigliamento, campi estivi, tour operator... e abbiamo investito nella creazione di una società di retail per sviluppare merchandising basato sul Lago di Como e non solo sul calcio del Como. E questo ha funzionato così bene che, al momento, le maglie del Como rappresentano solo il 40% dei nostri ricavi da merchandising. Ci rendiamo anche conto che la nostra divisione retail, con Rhude come brand partner, ci permette di crescere a livello globale più rapidamente di quanto il Como potrebbe fare da solo. Abbiamo quindi offerto questa partnership anche ad altre 11 squadre di calcio, in modo da poter aumentare i nostri ricavi anche attraverso le attività di altre società. Solo in questo modo possiamo diventare autosufficienti".
Lo stadio a che punto è?"Abbiamo concluso la prima fase di documentazione. Ora dobbiamo ripresentare un progetto in base alle valutazioni della Soprintendenza. Sarà più efficiente dal punto di vista costo/benefici. E un po' più piccolo, ma ci piacerebbe che ci fossero anche spazi per la comunità, utilizzabili tutto l'anno non solo dai turisti o i tifosi ma anche proprio dai residenti".
Fabregas è l'attore protagonista di tutto questo. Se andrete in Europa l'anno prossimo si vorrà godere di ciò che è riuscito a fare? "Cesc è un po' come un Ceo, del settore calcio. Nelle grandi aziende non funziona che si chiede a un manager quando se ne vuole andare. Siamo felici che sia con noi ma sappiamo che nella vita può succedere di tutto. Ci godiamo il momento. Abbiamo creato un sistema per il quale pensiamo che un eventuale addio non vada andare a fare cascare tutto".
Anche Nico Paz resterà? "La decisione spetta solo al Real Madrid. Noi non possiamo farci niente se non aspettare e agire di conseguenza. Saremo comunque felici per lui e cominceremo a lavorare per trovare un sostituto. Per ora sta benissimo qui, in questa grande famiglia".
https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Como/17-03-2026/suwarso-intervista-como-fabregas.shtml?refresh_ceMannaggia, si puo' parlare di cifre e di aspettative, in maniera trasparente, senza nascondersi dietro alla societa' quotata in borsa e alle sviste. Si parla gia' di obiettivi sportivi annuali e futuri e non solo, di marketing, di stadio e addirittura ci si rivolge con rispetto ai propri tifosi, si parla con rispetto dell'allenatore e dei giocatori, anche se probabilmente gia' sul piede di partenza. Se si fa il confronto con casa nostra, si puo' intuire facilmente perche' un cambio di rotta, nella situazione attuale, e' impossibile. E per chi si preoccupava degli investimenti del Como e preferiva l'autofinanziamento, si puo' chiaramente capire che pure l'obiettivo a lungo termine del Como e' l'autofinanziamento, che non e' uguale al tenere i ricavi fissi, come nel nostro caso: e' il nostro caso che va contro l'idea dell'autofinanziamento, piu' che quello del Como.