Me sa che la Ternana se la semo giocata..
da IL MESSAGGERRO UMBRIA di oggi
Oltre al danno la beffa: Ternana, fallimento quasi certo
C'era un'offerta. Ma non è servita. Perché come è arrivata è stata pure revocata. L'assemblea dei soci della Ternana calcio di ieri pomeriggio ha sancito la fine di ogni speranza. La famiglia Rizzo non ricapitalizza, l'amministratore unico Fabio Forti si è dimesso e la proprietà, che lascia, ha individuato un liquidatore. Ora il rischio concreto è che la squadra possa essere estromessa a strettissimo giro dal campionato, con la prospettiva di ricominciare quest'altr'anno tra i dilettanti, in Eccellenza oppure, come ipotizza il sindaco Stefano Bandecchi, in serie D se si riuscirà a trovare un titolo sportivo con altre realtà confinanti. L'epilogo tanto temuto, alla fine, è arrivato. Una doccia gelata, mista all'acquazzone pomeridiano, per i tifosi, alcuni dei quali presenti in via Roma sotto lo studio del notaio Paolo Cirilli dove si è svolta l'assemblea dei soci. I rappresentanti della finanziaria Flacla, cioè Gian Luigi Rizzo e la moglie Laura Melis, erano collegati da remoto, da Roma.
Forti ieri sera continuava a ripetere che il fallimento ora dipendeva dal Tribunale e non più da lui o dalla famiglia Rizzo. Tecnicamente è vero ma il Tribunale in presenza di un atto volontario attraverso il liquidatore dichiarerebbe subito la Ternana fallita.
Questo comporta due conseguenze: la prima è che la Ternana verrebbe subito esclusa dal campionato. Immediatamente. Con tutte le conseguenze del caso riguardanti la classifica: l'Arezzo sarebbe di fatto promosso, non ci sarebbero più retrocessioni. Praticamente un campionato falsato completamente a causa di questa decisione: una cosa mai vista nel calcio professionistico peraltro a due giornate dalla fine.