Sta storia del gioco con i piedi dei portieri ci ha un po' preso la mano in questi ultimi anni. E' evidente che le regole arrivate nel calcio negli anni 90 hanno favorito questo aspetto e il ruolo è un po' cambiato, ma resta che la capacità di essere una saracinesca tra i pali è ancora la qualità principale. Tralaltro molti giudizi dipendono anche da chi ha intorno il portiere e le squadre con cui gioca. A naso avere Thiago Motta o Van Dick come interlocutori in difesa aiuta a distribuire i palloni con i piedi anche al più scarparo dei portieri. Sabato scorso Donnarumma fa una clamorosa cappella con i piedi, non è neanche la prima, anzi, ma resta che il suo allenatore, quello che ha inventato il Tiki-taka e fa della ripartenza dal basso un dogma, con cazzo che lo mette da parte. Se lo tiene stretto. Perché Donnarumma tra i pali è uno dei più forti al mondo. Anche Neuer, la scorsa settimana in champions regala con un passaggio mediocre, dopo pochi secondi, il pallone del vantaggio del Real, ma Neuer resta Neuer. E in porta titolare ci va lui. Insomma, tutti questi teorici e apostoli della ripartenza dal basso, alla fine, comunque prediligono il portiere che ti toglie le ragnatele dagli incroci dei pali rispetto a quelli che sanno fare 150 paleggi con entrambi i piedi. Quando Donnarumma lascia il PSG, Luis Enrique inizialmente sceglie Lucas Chevalier, comprato per 40 milioni la scorsa estate, un portiere che fa del gioco al piede la sua qualità migliore. Se cercate su internet, in francese, troverete decine di articoli e interviste su quanto è forte con i piedi Chevalier, del fatto che è l'undicesimo giocatore di campo, che con i piedi riesce a pescare i compagni liberi. Insomma, la rava e la fava.
Dopo 3 mesi di risultati (molto) balbuzienti è finito in panca e ormai ha il culo a forma di panchina per fare posto a Safonov. Molto più sicuro tra i pali.
Ora, detto questo, è ovvio che non è giusto fare paragoni cosi importanti per Motta. Ma ieri, per dire, i palloni che si è trovato a gestire con i piedi erano palloni assolutamente complicati e che, probabilmente non sarebbero mai dovuti passare dalle sue parti. Ma un portiere che mi toglie quel pallone dal sette al 95° io lo preferisco sempre a quello che c'ha il lancio preciso. E secondo me anche tutti gli allenatori.