Le proteste si devono valutare non solo in virtù delle finalità, ma anche in base alla loro efficacia. Sui fini si può dire, con una certa approssimazione, che tutti o quasi tutti siamo d'accordo. Chi non vorrebbe una proprietà più presentabile e con maggiori margini di investimento? Il problema, a parere mio, è che non è affatto scontato che la strategia sia la più funzionale al raggiungimento del risultato, anzi, diciamo pure che non c'è alcun automatismo tra lo sciopero a oltranza e l'agognato cambio di gestione societaria. I minori introiti non cambieranno la linea imprenditoriale di Lotito. Se a Lotito entra 100 spende 100 (anzi famo 80 e li spende pure male), se gli entra 50 spende 50 e via così. Un effetto significativo me lo posso immaginare solo nel lungo, lunghissimo periodo, ma temo che a quel punto potrebbero esserci solo macerie, senza più né vinti né vincitori. Insomma, la strategia scelta, la diserzione a oltranza dello stadio anziché essere la cura, rischia di tramutarsi (se un effetto lo avrà) nel colpo di grazia di entrambi, della vittima e del carnefice, della Lazio e di Lotito. L'altro problema è che questa strategia, oltre all'obiettivo massimo, cioè, la defenestrazione di Lotito, non offre altri obiettivi intermedi negoziabili che ti potrebbero far portare a casa delle vittorie tangibili. Se non funziona il piano A non c'è nessun piano B. Bisognerebbe pensare anche a un modo per influenzare nelle forme e nei contenuti le scelte di Lotito. D'accordo: deve andare via. Ma se non va via? Cosa facciamo mentre la Lazio muore? Non sarebbe opportuno spingerlo in qualche modo a fare acquisti funzionali, a creare un organigramma societario più moderno e competente, a compiere scelte di mercato in linea con l'allenatore da lui stesso scelto? In fondo, sono i classici problemi di ogni protesta sindacale. Se indichi solo un obiettivo massimo e poi non porti niente a casa alla fine perdi la tua credibilità. Una protesta non la mantieni in piedi in eterno se non raggiungi almeno nel frattempo qualche obiettivo concreto.
Dixi et salvavi animam meam.