Questo intervento del Presidente è dedicato a tutti quelli che ritengono le sue telefonate una distorsione del suo pensiero, il frutto di una conversazione privata mal riportata e magari esondata in volgarità varie ed eventuali contro tifosi e tesserati per insofferenza verso un interlocutore non voluto.
Il pensiero di Claudio Lotito è chiaro, le telefonate estorte sono solo un appendice fescennina e boccaccesca.
Nella Lotitos Weltanschauung Lotito non commette errori. È Barney in How I met your mother che non viene male nelle foto neanche volendo. Nella sua mente incrostata di narcisismo se le cose vanno male è perché ha delegato, quindi, come una Miss Italia 7XL, il suo difetto è "che è troppo buono".
Nella cosmogonia lotitiana il tifoso recita sempre la stessa parte. Mucca da mungere per abbonamenti e acquisti di varia natura, deve sopportare bovinamente (in perfetta coerenza) qualunque cosa, anche il trasporto verso il macello. In caso contrario è semplicemente sobillato e manipolato.
La concezione di Lotito è dicotomica, da una parte il savio (lui), dall'altra una informe massa di imbecilli (i tifosi).
In un mondo che sviluppa il concetto di comunità, per trasformare il cliente in qualcosa di più che un semplice fruitore (Apple esempio massimo, ma ricordo 20 anni fa tentare questa strada Arcacamper, quindi non parliamo di sole aziende multimiliardarie), Lotito trova una comunità bella e pronta a decide di disarticolarla e annichilirla.
Per lui la comunicazione, intesa come flusso di informazioni, feedback multidirezionali, si riduce ad una linea verticale che in realtà è una freccia verso il basso.
Lui ci offre il Verbo e noi lo accogliamo senza riserve.
In estrema sintesi per Lotito tutti sono coglion.i: ma il tifoso della Lazio è coglion.e in modo speciale.
Ricordatevelo tutti quando parlate dei motivi della contestazione.
E, sia detto per inciso, i lotitiani esistono, esistono eccome.
Sono tutti quelli che "Lotito non mi piace, ma...". Ma un bel cazzo, come direbbe Joyce.
Declinazione inevitabile del principio per cui "Lotito ha sempre ragione" è che, in assenza di risultati, allenatore e giocatori sono inetti.
Dire che sono scarsi implicherebbe una assunzione di responsabilità. Quindi non sono scarsi. Sono pavidi, a volte avidi, altre sciocchi.
Perché se fossero delle pippe furibonde avrebbe la responsabilità di averli acquistati. Queste attitudini invece potrebbero essere legittimamente sfuggite. Che poi... ma passiamo oltre.
C'è un passaggio che è molto preoccupante per chiunque abbia a cuore le sorti del numero di matricola.
Il presidente è convinto di aver trovato la pentola dalle uova d'oro: il fantasmagorico Nasdaq, panacea, soluzione a ogni difficoltà.
La Lazio, che sul mercato italiano vale una settantina di milioni, a Wall Street, dopo aver debitamente strofinato le palle del toro di Di Modica, verrà valutata nientedimeno che 1,5 miliardi, 3 dopo lo stadio che evidentemente verrà eretto sulle rovine del Colosseo con la Capella Sistina come copertura mobile. Nei bagni opere di Caravaggio, Michelangelo e Tiziano al posto delle mosche negli orinatoi.
Piccolo dettaglio, se nessuno si abbona la pubblica utilità va a puttane e bye bye Flaminio...