Citazione di: mariolazio il 28 Mag 2026, 14:53Il più grande rimpianto dell'era lotito è il giorno in cui si è appropriato della nostra Lazio.
No, questo per quanto mi riguarda non è vero
Era l'uomo giusto al momento giusto.
Cinico, arrivista, ambizioso, ferreo nelle trattative, competente in fatto di gestione di aziende a budget ridotto, con le spalle ampiamente coperte dalla politica e dalle istituzioni, esponente acquisito della famiglia Mezzaroma.
La strategia che attua per prendere la Lazio, sfruttare una norma( legittimissima) che permette di rateizzare il debito, rimetterla in senso economicamente con una cura dimagrante rigidissima contenendone i costi e lasciando quasi invariati i ricavi, secondo me è stata da manuale.
Certo la scure con cui ha falcidiato ogni cespito, dai rapporti storici con dirigenti amatissimi al già citato flusso di denaro verso le attività degli Ultras(ma in tempi estremi le soluzioni non possono che essere radicali), ha generato la prima, durissima forma di contestazione, spinta ovunque, dalle aradio alla prima diserzione di massa dallo Stadio. Quella si, cavoli, che era una contestazione strumentale e strumentalizzata, orchestrata da un certo numero di individui colpiti nel portafoglio(e infatti quella non mi sono mai sognato di sostenerla, esclusa la presenta alla stadio nel giorno del "LiberalaLazio)". Poi con l'era d'oro del Lotitare-Inzaghi, aveva preso forma sul campo anche una certa continuità del risultato sportivo, un ambiente rasserenato, una Società che sembrava pronta a fare finalmente un salto stabile di competitività, dopo tanti progetti interessanti che però fallivano al secondo anno e facevano rimpiombare l'ambiente nella depressione.
Infine, come già detto, arriva il covid, che spezza un sogno e scardina tutti gli equilibri economici globali( financo geopolitici) e la gestione da "vecchio mondo" del "buon Padre di Famiglia"( non è una formula retorica/arcaica bensì un modello gestionale presente sul Codice Civile) diventa improvvisamente obsoleta, Lotito nel perde potere nelle istituzioni calcistiche, che nel frattempo aveva scalato, travolto dal flusso di miliardi di capitali esteri piovuti sullo sport italiano ed Europeo, ma nel frattempo ne acquisisce nelle istituzioni centrali, cosa che svia ulteriormente la sua attenzione dal suo giocattolo e acuisce i problemi.
Conclusione del pistolotto: non è colpa di nessuno, ma nulla è eterno e resiste alle ingiurie del tempo e ai cambiamenti che esso porta con sè. Lotito si è trasformato dall'uomo della provvidenza(IMHO) in un despota paranoico, accecato dalla bramosia di potere e dal senso di possesso, che non rinuncia a quella che ritiene una sua creatura( e non lo è) anche a costo di segregarla, isolarla, farla soffrire. Insomma tutto il contrario di quello che dovrebbe fare l'amministratore pro-tempore di un bene collettivo.