Credo che parte di noi sia nauseato dal personaggio e arrabbiato dall'essere ostaggio di questo figuro che tiene la Lazio prigioniera in una golden mediocrity che fa il gioco di altri.
Colui che si è vantato di aver preso la Lazio in coma profondo, di averla risvegliata , fatta sopravvivere e vivere (e nessuno glielo nega), adesso la tiene a pane e acqua legata al guinzaglio , al minimo del gas e dei giri.
Non è un coma profondo, ma indotto e per questo, essendone consapevole, ancora più grave e deleterio.
E visto che le aveva ridato vita e per questo sarebbe stato ricordato con gratitudine per sempre, adesso si sente in diritto di disporne a suo piacimento vaneggiando di futuri radiosi, di piani quinquennali che sono già terminati, di progetti falliti prima ancora di iniziare, delirando di fantomatiche divisioni armate come hitler nel bunker.
Ha preso la Lazio 22 anni fa: un'era geologica per l'evoluzione dello sport.
Per mille motivi stiamo perdendo generazioni di giovani tifosi che dovrebbero eccitarsi per le imprese mirabolanti di merluzzo Isaksen.
Il cuore pulsante del tifo aspetta e merita altro.