Il tennis mi sembra uno degli sport più logoranti dal punto di vista mentale.
Fino a 18-19 anni è tutto a perdere, poi entri tra i prof, ma i guadagni veri e propri li fai se superi la soglia dei 100 (più o meno), altrimenti continua ad essere uno sport dove ci rimetti e basta. E, fondamentalmente, sei solo. E se non sei solo, hai la famiglia (o un qualche sponsor che poi magari rivorrà tutto indietro per rientrarci) che ha investito su di te...e certe famiglie, insomma.
Tornando alla soglia. Al di sopra dei 100 c'è il mondo dorato, fatto di bei guadagni, in certi casi enormi, hai tutti che ti sorridono intorno, le interviste, gli eventi collaterali, la gente che ti ferma per una foto o per un autografo. Al di sotto di quella soglia, ci sta il circuito minore, con guadagni esigui, le strutture a una stella (che comunque devi pagare) e gli scommettitori che ti inseguono...e nemmeno i ball-boy. E nel mezzo, come sottolineato da Italicbond, la monotonia degli allenamenti e degli spostamenti.
A proposito, lessi qualche mese fa questa intervista di Gianluca Mager, tennista che comunque raggiunse il n° 62 al mondo e guadagnò oltre 1.500.000 di dollari in montepremi. Tutto molto bello? Insomma, mi sembra di capire manco per il ca**o
https://www.fanpage.it/sport/tennis/gianluca-mager-la-vera-vita-del-tennista-e-durissima-costa-tanto-oggi-a-30-anni-devo-lavorare/