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Aperto da Maremma Laziale, 11 Ago 2025, 18:35

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Maremma Laziale

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Il tennis mi sembra uno degli sport più logoranti dal punto di vista mentale.
Fino a 18-19 anni è tutto a perdere, poi entri tra i prof, ma i guadagni veri e propri li fai se superi la soglia dei 100 (più o meno), altrimenti continua ad essere uno sport dove ci rimetti e basta. E, fondamentalmente, sei solo. E se non sei solo, hai la famiglia (o un qualche sponsor che poi magari rivorrà tutto indietro per rientrarci) che ha investito su di te...e certe famiglie, insomma.
Tornando alla soglia. Al di sopra dei 100 c'è il mondo dorato, fatto di bei guadagni, in certi casi enormi, hai tutti che ti sorridono intorno, le interviste, gli eventi collaterali, la gente che ti ferma per una foto o per un autografo. Al di sotto di quella soglia, ci sta il circuito minore, con guadagni esigui, le strutture a una stella (che comunque devi pagare) e gli scommettitori che ti inseguono...e nemmeno i ball-boy. E nel mezzo, come sottolineato da Italicbond, la monotonia degli allenamenti e degli spostamenti.

A proposito, lessi qualche mese fa questa intervista di Gianluca Mager, tennista che comunque raggiunse il n° 62 al mondo e guadagnò oltre 1.500.000 di dollari in montepremi. Tutto molto bello? Insomma, mi sembra di capire manco per il ca**o

https://www.fanpage.it/sport/tennis/gianluca-mager-la-vera-vita-del-tennista-e-durissima-costa-tanto-oggi-a-30-anni-devo-lavorare/

El Matador

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Citazione di: italicbold il 30 Giu 2026, 18:43La Paolini si salva contro la Montgomery, ex vincitrice degli OpenUS nella categoria juniores ma comunque sopra la centesima posizione WTA.
Prende sberle nel primo set poi risale dalle sabbie mobili e chiude 0/6 6/4 7/5.
Sinceramente siamo abbastanza lontani dalla Jasmine di due anni fa. Il body language è abbastanza chiaro, meno sorridente, meno reattivo. Sembra pesante e i suoi colpi sono spesso sulla difensiva. Speriamo che riesca a uscire da questo tunnel di risultati comunque non brillantissimi.
C'è da dire che la classifica della Montgomery è un po' bugiarda, veniva da 9 vittorie sull'erba (e un torneo vinto, anche se per ritiro in finale), e infatti la Paolini era sfavorita su tutti i siti di scommesse.
Non ho visto la partita, ma dai commenti mi pare di capire che è stata il solito ottovolante degli ultimi mesi, con bassi (tanti) ed alti (non troppi), recuperata con un po' di esperienza e con il crollo dell'avversaria.
Vediamo se servirà a sbloccarla...

El Matador

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Citazione di: italicbold il Ieri alle 10:13Faccio psicologia da barsport, ma non escluderei che, a un certo punto, subentri una sorta di appannamento della voglia di giocare a tennis. Di impegnarsi alla morte per il tennis. Non solo per la Paolini. Prendendo spunto da varie testimonianze di giocatori credo che la vita del Tennis, dietro i guadagni importanti e le luci della ribalta sia fatta comunque di un impegno assoluto, viaggi continui 10, 11 mesi l'anno se non di più, allenamenti molto pesanti e monotoni per uno sport che è tra i più pesanti per quanto riguarda la sollecitazione psicologica. E spesso un giocatore, o una giocatrice, a un certo punto, magari dopo aver raggiunto un confort economico importante si dicano, forse inconsciamente, "Ma chi cazzo me lo fa fare ?" e mollino un po'.
Dici, sempre meglio che asfaltare le autostrade sotto il sole. Certo, però a parte questo, secondo me dietro alcune pause, alcuni momenti no nelle carriere di molti giocatori o giocatrici che sono arrivati in cima, c'è spesso una sorta di appagamento inconscio.
E' assolutamente plausibile, specie se raggiungi il successo "vero" (quello che dice Maremma Laziale, con gli sponsor che fanno a gara per prenderti, gli eventi dove sei la star, ecc...) vicino ai 30. A quel punto magari sai che non hai 10 anni di carriera davanti, sfrutti il momento al massimo, ma inevitabilmente rischi di pagare sul campo.

italicbold

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Lazionetter
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Anche prima se pensi a Alcaraz. E alla sua separazione da Ferrero, che nel documentario su netflix, a proposito di Carlos Alcaraz ha detto "su entendimiento del trabajo y del sacrificio es diferente al nuestro "

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El Matador

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Lazionetter
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Certo, anche a 18 anni può succedere.
Però se, come nel caso di Paolini di cui si parlava, il successo arriva a 30 anni dopo almeno 15 di sacrifici veri (andava in classe con la figlia di una mia collega, e a 14 anni si trasferì al centro federale a Tirrenia), penso che sia più facile mollare un po'.
E nel tennis se molli un po'... sennò non sarebbe lo sport inventato dal diavolo.

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