Citazione di: Beppe78 il Ieri alle 14:06Per me non è questione di umanità, al di là che davvero per me è una cavolata l'essere (così) tristi perché lasciati a 24 anni, poi ok si soffrirà anche per amore, ma come diceva il Groucho di Dylan Dog: Chi pensa si soffra per amore non ha mai avuto i calcoli renali. Son cinico lo so.
Il problema è di responsabilità, se io non riesco a fare il mio lavoro dopo tre giorni, e magari dal mio lavoro dipendono delle vite, sicuro che mi danno dei permessi, mica siamo in USA, ma sono io che decido. Se ad esempio il lavoro mi distrae, allora dopo 3 giorni son ben contento di tornarci.
Nello specifico Taylor col Mantova ha giocato palesemente scazzato, tanto che qui si ipotizzava volesse andare via, forse era meglio si fosse assunmto le sue responsabilità e avesse detto a Gattuso: meglio se fai giocare un altro oggi.
Guarda io non so te , probabilmente sei sempre stato un essere umano forte e solido, siamo differenti nel nostro viaggio lungo la Vita: ci sta chi entra in depressione per una delusione d'amore e ci sta chi dinnanzi alla morte di un coniuge si risolleva in poco tempo. Nessuno dei due modi è universalmente giusto o sbagliato. Se per te i "calcoli renali"(che ho avuto) sono il vero dolore, per altri vedersi una vita sentimentale andare in pezzi sono mille volte peggio: ognuno reagisce ad uno stimolo esterno in maniera diversa beppe. Se non iniziamo ad accettare questo in noi e negli altri, il Mondo non si migliorerà mai, indipendentemnte da chi ha ragione o ha torto.
Il cinismo è un "arma"che aiuta in queste situazioni, ma non tutti sono capaci a maneggiarla come tale, talvolta è una risorsa, talvolta una zavorra che ti porta lontano dalle emozioni e dalla umanità (in psicologia un freudiano la chiamerebbe una "forma di difesa"ma qui sconfiniamo in altri lidi in cui non credo sia il caso addentrarsi).
Se tu ed altri siete capaci di attingere a risorse che non appartengono a tutti, ben venga, ma minimizzare l'aspetto emotivo di un atleta è una scorciatoia che oltre ad essere offensiva per l'intelligenza di tutti (mia, tua e di chi ci legge) è anche deleteria perchè l'aspetto motivazionale nello sport è il 70% della performance quindil'augurio che tutti noi possiamo fare è che Taylor riesca a superare questo periodo (lungo, corto, medio...chi lo sa?) nel minor tempo possibile in maniera tale che oltre a ritornare a vivere la sua vita da 24enne (che è ben differente dalla mia di 56enne...meno strutturata, meno solida e anche meno "chiara"probabilmente) potrà tornare a dare il suo contributo al massimod elle sue potenzialità.