Sembra una notizia di poco conto ma potrebbe essere l'inizio della fine per molte posizioni consolidate, sia in Italia che in Europa
Di Simone Di Stefano
Se una qualsiasi signora di mezza età riesce a far tremare l'intero sistema di broadcasting britannico.
Ci sta riuscendo «Landlady » Karen Murphy, ostessa del "Red White And Blue Pub" di Southsea, sobborgo dell'Hampshire nei pressi di Portsmouth, che, arrivata fino ai banchi della Corte Europea, sembra aver finalmente vinto la battaglia legale contro BskyB, la tv satellitare controllata da Rupert Murdoch. Da circa cinque anni la signora Murphy si è messa in testa che quelle mille sterline al mese da recapitare alla tv satellitare per trasmettere le partite della Premier League nel suo pub, sono troppe. Dunque, venuta a sapere che con un semplice decoder greco di nuova generazione poteva trasmettere le stesse partite di Premier sottoscrivendo un abbonamento con la tv ellenica Nova, a sole 800 sterline all'anno, dal 2006 ha iniziato a servire i suoi clienti con la telecronaca greca in sottofondo. Non il massimo per chi ama ascoltare i commenti nella propria lingua, accettabile per chi, invece, è interessato alla partita tout court. Per lei un affarone: abbonamento a costo ridotto, soltanto un quinto all'anno di quanto gli altri pub del paese pagano per un solo mese, di conseguenza anche due pinte al costo di una e prezzi popolari, tanto che in Inghilterra già si parla di vittoria del «popolino». Ovviamente la cosa non è piaciuta a Sky (oltre 400 milioni di sterline di utile solo quest'anno, raddoppiato del 59% rispetto all'anno precedente), che ha subito impugnato la questione in tribunale, accusando la 47enne barista di violare le leggi sul copyright. In Gran Bretagna esiste già una "lista nera" di 100 pub che violano la legge sul copyright per la trasmissione di partite con satelliti stranieri. In ultima istanza, la giustizia britannica ha dato sempre ragione a Sky (spalleggiata dalla Football Association Premier League Limited), tanto che solo di spese legali la Murphy ha dovuto sborsare la somma di 8mila pound. Ma poi, sotto consiglio del suo legale Paul Dixon, la donna ha deciso di portare la causa direttamente a Bruxelles. Ne è uscito fuori un rapporto di 60 pagine con cui l'avvocato generale Ue, Juliane Kokott, ha espresso parere positivo: «Diritti di esclusiva di questo tipo hanno l'effetto di razionalizzazione del mercato interno in vari mercati nazionali ben distinti, cosa che costituisce una grave compromissione della libera prestazione dei servizi». Una prima vittoria, anche se lo staff di avvocati che segue il caso- Murphy invita alla massima cautela, almeno fin quando la Corte ratificherà, entro la fine dell'anno, la sua decisione, cosa che avviene nell'ottanta per cento dei casi. «È straordinario – ha spiegato a caldo Karen in un'intervista al Daily Mail -. Se le cose dovessero restare così, da questa storia potrebbe nascere una vera vittoria per il popolino. Se non lotto io, chi mai lo farà?». Beckett McGrath, esperto legale del settore ne è convinto: «La sentenza assesterebbe un duro colpo al modo dei diritti tv». «E non solo per il calcio - aggiunge Paul Dixon – perché anche Hollywood sta prestando particolare attenzione a un caso che avrebbe il potenziale di incidere su tutte le trasmissioni del continente, per ogni singolo cittadino europeo». Venisse ratificata, la decisione della Corte potrebbe trasformarsi ben presto nel caso Bosman dei diritti tv dello sport professionistico. Aprendo di conseguenza un nuovo mercato concorrenziale e abbattendo la barriera del monopolio dei diritti tv. Una batosta per Sky e Espn, che per l'esclusiva della Premier fino al 2013, hanno speso oltre 2.1 miliardi di euro. Ma perché mai un gestore dovrebbe acquistare un abbonamento tanto esoso se può avere pressappoco lo stesso prodotto a un sessantesimo del prezzo che impone il satellite?A questo punto se lo domandano non solo gli inglesi, perché un'eventuale ratifica da parte della Corte ricadrebbe su tutta la Comunità Europea. Anche in Italia, dove molti pub sembra si siano già attrezzati utilizzando decoder albanesi per trasmettere partite della Serie A.