Citazione di: Beijing09 il 19 Feb 2011, 10:26
Trai più belli? In che senso? Nella storia del calcio?
Quando finalmente andro' in pensione e potro' scrivere il tanto atteso libro intitolato "Ego ipertrofico e psicopatologia nel tifoso romanista", scoprirai che hai toccato non volendo uno dei punti cardinali della loro malattia mentale*.
Ogni cosa che fanno deve essere immediatamente posta in un contesto storico e, conseguenza naturale e ineluttabile, deve contenere in se' le caratteristiche dell'evento unico e epocale.
E' recorde, per l'appunto.
Questa ossessione per il ritagliarsi un posto nella storia e' soltanto uno dei sintomi, forse uno fra i piu' eclatanti, del loro complesso di inferiorita'. Non dimentichiamo che il complesso d'inferiorita' alberga spesso in individui che, malgrado i limiti intellettivi, hanno sufficienti capacita' cognitive per raggiungere piena consapevolezza del loro status inferiore.
In un humus di sottocultura questa ribellione ad un oggettivo stato inferiore si esprime in vari modi, non ultima la creazione immaginifica di onori fatui (la stella d'argento, la Coppa Uefa vinta), l'innalzamento a livelli superiori di successi dal valore reale estremamente limitato (la scarpa d'oro, la carriera del capetano - il gol di Miha rientra in questa categoria), o la semplice violenza (provate ad argomentare con un riomico sui suddetti argomenti, si scatenera' una rissa).
E quindi si torna all'ego ipertrofico e alla creazione di una "house of cards" fatta di favole, miti, leggende.
L'osservazione, capitata a qualcuno di noi, del crollo improvviso di questo castello di sabbia in riomici di rara capacita' interpretativa della relta' e' fra i fenomeni psicologici piu' avvincenti. Lo tsunami lasciato dalla realizzazione della situazione reale lo si vede financo nelle espressioni dilaniate del viso. Il panico generalmente dura solo qualche minuto e si ritorna presto a commentare le gesta degli eroi in termini mutuati dalla letteratura cavalleresca.
*Il fatto che Cerqueti non sia romanista' e' irrilevante. in questo contesto lui si pone come il creatore di un prodotto confezionato per il romanista. Se le favole non se le inventano da soli, ci pensa l'esercito di cantori e giullari di cui questa immensa coorte si avvale in numero sempre crescente, fino alla creazione di numerose pubblicazioni atte unicamente al mantenimento e all'accrescimento dell'ego ipertrofico.