Ho trovato questo sull'ANSA mi e' sembrato carino, e lo posto.
IL POETA DEL GOL
Kozac viene da lontano
20 febbraio, 22:16
di Fernando Acitelli
A chi assomiglia quel gigante di Kozac? Da circa un mese non s'ascolta altro in città ed è un interrogativo che coinvolge un po' tutti gli appassionati di calcio. Non v'è bar o sala giochi o rete di recinzione d'una "scuola calcio" dove quel nome, Kozac, non venga evocato. A seconda dell'età ognuno chiama in scena i propri eroi, siano stati essi tali o di qualche gradino al di sotto. L'età è importante per formulare un giudizio perché se a proposito di Kozac lo si paragona all'inarrivabile Silvio Piola, certo è che la persona che s'è esibita a tanto naviga tranquillamente oltre il settimo decennio di vita e forse l'ultimo Piola l'ha visto in campo. Così è stato. E se anche mi sono astenuto dal chiedere l'età al mio interlocutore, chiari segni lo esponevano su quella vetta importante, ovvero sui settant'anni e oltre.
L'argomentazione è stata che la la maestosità è identica e anche quel tenere larghe le braccia, vere lame di roccia nelle carni avversarie; quanto alla tecnica, il mio interlocutore s'è voluto garantire un posto tra i savi e così ha detto che "Piola era Piola", dunque inarrivabile. Un altro individuo, poi, in un bar: un baldo sessantacinquenne, ben messo di sguardo e di chioma, svelto di parola e grande evocatore di immagini. Costui ha bocciato sul nascere l'ipotesi Chinaglia come riferimento anche perché: "...Non vi sarà mai più nella Lazio un trascinatore come Chinaglia". Questo ha detto. E poi tutt'altro gioco, più movimento in Chinaglia, più dribbling, anche se Long John di testa non che fosse uno spettacolo. Lo stesso interlocutore, piacevolissimo nella discussione (si sentiva la sua fede laziale visto che citava a più non posso calciatori remoti e anche spettacolari sfide), ha pronunciato ad un certo punto il nome di Orlando Rozzoni, centravanti della Lazio tra la fine degli anni '50 e i primi anni '60.
"Ecco, Kozac, per come attira l'uomo su di sé mi ricorda Rozzoni, il quale, tra l'altro, era fortissimo di testa. Con i piedi...un po' meno. Be', come Kozac adesso..." Quale analisi! Quale forza evocativa! Per poco non ho preso il taccuino e mi sono messo a prendere appunti. Dunque anche Rozzoni, dopo Piola, è calato tra noi e l'ho sentito come un bene tutto questo perché già due esistenze "dissolte" sono state evocate e dunque richiamate tra noi. Diciamo che per un paio di minuti Piola e Rozzoni hanno partecipato, in silenzio, al mio conversare con quei due distinti signori. Il volto di quei calciatori, allora, mi è rimasto ancora più impresso. Oh, mia felicità! Un mio amico, un ex calciatore, addossati che eravamo alla rete di recinzione di una "scuola calcio" sull'orlo della periferia, mi ha suggerito di tenere a mente anche Alan Boksic in riferimento a Kozac anche se il croato era inarrestabile in progressione, risultava un buon dribblatore e, sotto porta, frantumava molte ipotesi difensive.
"Ma lasciamolo maturare Kozac, può divenire un centravanti formidabile...lo ha detto anche Reia." - ha poi continuato il mio amico sessantenne, grande conoscitore delle varie epoche del Football. Oh, anche il volto di Boksic, la sua "maschera" mi ha raggiunto, ed è stata un'altra bella immagine. Io ho appreso tanto da quei colloqui anche perché sono stati lunghi e non hanno riguardato soltanto Kozac, il gigante. Altri piccoli tasselli al mio mosaico interiore, vero "work in progress", Domus Aurea di sfide calcistiche, d'eroi e figuranti. Per mio conto un' idea tenevo custodita nel mio scrigno ed essa aveva le sembianze di Jan Koller, centravanti ceco di oltre due metri, dunque connazionale di Kozac e ancora più gigante del buon Libor. Lui il centravanti boa, colui che permetteva alla squadra ottime incursioni centrali o sulle fasce e a lui di considerare il suo ruolo come quello di vero uomo dei sigilli in area di rigore. Quanto diventerà appunto Kozac.