Non sto parlando (solo) di Ranieri ma di quello che è successo a me per aver indicato Totti quale principale causa indiretta delle dimissioni dell'allenatore della Roma.
Sono stato bannato a vita da un popolare forum romanista ed invitato a portare il mio "odio" per Totti sulle community dei laziali dato che "parlo come voi".
Esiliato in terra straniera mi trovo forzatamente ad accettare ed eseguire tale invito: un po' come quelli che, criticando Mussolini, sono dovuti espatriare a Londra o a Parigi (scusate per il paragone ardito, visto che stiamo comunque parlando di calcio).
Curioso il fatto che, invece, il mio account qui, è perfettamente in vita nonostante vi avessi già comunicato la mia fede romanista in alcuni post, qualche mese fa. Per questo ringrazio i vss. Moderatori.
Il mio scopo non è quello di prendere la vs. solidarietà, né quello di farmi dare ragione da voi sull'argomento in questione che sicuramente condividete. Questo mio intervento è infatti per me una grande umiliazione visto che avrei preferito continuare a "lavare i panni sporchi in famiglia" e mai avrei voluto darvi questa soddisfazione. Piuttosto il mio deve essere considerato un "sacrificio" per dimostrare ai romanisti a quale paradosso siamo arrivati per poter discutere su Totti liberamente. Hanno dato del laziale a me che ai derby mi gioco sempre la vs. vittoria sperando di perdere la scommessa (pensate quanto sono scemo visto che a volte mi gioco centinaia di Euro, in base all'importanza del derby).
Ammetto di essere stato deliberatamente e ripetutamente provocatorio, ammetto di essere stato pesantemente sarcastico (il sarcasmo non è comunque irrisione) ma allo stesso tempo sono stati tollerati i peggiori insulti a me, a Ranieri, alla famiglia Sensi, agli altri calciatori della Roma, incitazioni a violente contestazioni, ecc. ecc.
Il mio non è tanto un risentimento verso il Totti calciatore, visto che è il recordman di presenze e di realizzazioni nella storia giallorossa, ma verso l'entità quasi soprannaturale che egli è diventato per molti romanisti. Forse una dimensione troppo grande per lui, visto che ogni suo gesto, pensiero, stato d'animo è causa di sollevamenti di massa in un verso o nell'altro.
L'adorazione per il Capitano ha cannibalizzato la Roma stessa. Da "Totti è la Roma" siamo passati a "la Roma è Totti". Da "la Roma si ama, non si discute" siamo passati al "Totti si ama, non si discute". Le "milizie tottiane" vigilano 24 ore su 24 su questo ormai unico e totalitario comandamento nel mondo giallorosso. Mettere in discussione Totti, infatti, non solo è vilipendio ma è diventato un sacrilegio. Ne sanno qualcosa anche i giornalisti "indipendenti" che parlando di Totti usano tutte le cautele possibili.
Ranieri è rimasto stritolato da tutto ciò. Mai, infatti, ho visto tanto odio e rancore per un allenatore della Roma.
Più volte all'indomani di importanti vittorie romaniste (Inter e Milan su tutte), l'ambiente si è trovato a fronteggiare la presunta "depressione" del Capitano per le panchine/sostituzioni. Polemiche mai sparigliate da Totti che, anzi, ha sublimemente alimentato verso Ranieri.
Il turn-over in attacco è stato un tentativo maldestro del tecnico per tirare a campare. Al primo rovescio, in uno spogliatoio ormai esplosivo e del quale ormai non aveva più il controllo, gli è scoppiata la bomba in mano.
A me, da romanista, questo è dispiaciuto ma molti altri sono comunque felici: "Totti c'è ed esiste".