C'è una sola verità: "Non ho ancora prolungato il contratto, non ho accettato quello che mi è stato proposto. Ma stiamo ancora negoziando e sono convinto che presto saremo d'accordo. C'è una piccola differenza di soldi, ma non c'è fretta. Ho ancora un altro anno di contratto". E' la verità di Stefan Radu. La firma sul rinnovo sino al 2015 non arriva, l'ultimo incontro tra la Lazio e Viktor Becali, il suo manager, è avvenuto il 9 febbraio a Roma. L'accordo sembrava trovato, in realtà la trattativa non è chiusa, ecco il perché del ritardo dell'annuncio. Le parti assicurano da tempo la riuscista dell'operazione e che la firma è stata solo rinviata di qualche giorno, ma Radu ha svelato l'esistenza di una distanza economica da colmare. La Lazio aveva fatto un'offerta ad ottobre, s'era raggiunto un accordo di massima, l'appuntamento per mettere nero su bianco era stato spostato a gennaio. Nel vertice di inizio gennaio sono emerse differenze, si è saputo adesso. Quando ci sono di mezzo i rinnovi della Lazio le sorprese non finiscono mai.
L'INTERVISTA – Radu ha parlato in Romania, ha rilasciato un'intervista al quotidiano "Gazeta Sporturilor". La sua volontà è restare a Roma, questo è un buon segnale. Sogna di giocare la Champions: "Io e la Lazio stiamo bene, puntiamo all'Europa league. E' difficile passare squadre come Milan, Inter e Napoli e c'è anche la Juventus da considerare. Ma quando sei quarto in classifica puoi sperare...". A Formello si sente a casa: "Mi trovo bene con tutti, mi è dispiaciuto che Kolarov e Pandev siano partiti. Una volta eravamo tutti e tre insieme, eravamo considerati gli "zingari" (risata, ndr) della squadra, ovviamente si scherzava, non c'era da arrabbiarsi". Ha conquistato la stima del popolo laziale e ne va fiero: "Credo che i tifosi mi amino perché non ho mai dato motivi per criticare, ho dato sempre tutto per la squadra".
IL RUOLO – Radu è gioiello, Radu è un jolly. Centrale difensivo o esterno sinistro? Per lui non cambia nulla: "Ho sempre giocato dove ha voluto l'allenatore. Centrale o esterno, ho cercato di svolgere il compito che mi è stato chiesto". E' nato centrale, preferirebbe giocare così, è a disposizione: "Mi conviene giocare da centrale ma quest'anno ho fatto solo l'esterno. Non è ciò che volevo, è ciò che mi hanno chiesto". Tra calcio romeno e calcio italiano ci sono tante differenze, il salto l'ha aiutato a crescere: "In Italia è più dura, lo sono gli allenamenti e le partite. C'è più intensità, più tattica, più disciplina. Devi apprendere i movimenti, devi stare in linea con precisione, stando attento a centimetri". Radu è diventato precisissimo: "Mi sono abituato alla disciplina, mi è entrato nel sangue, che arriva in ritardo paga le multe".
LA NAZIONALE – E' stato al centro di un caso nazionale. Per tre volte ha dovuto rinunciare alla convocazione a causa di problemi fisici. In tanti non gli credevano, si è dovuto difendere: "Dobbiamo essere coscienti del fatto che non si può rifiutare la Nazionale. Ogni volta che sono stato chiamato mi accaduto un infortunio". Le critiche gli hanno fatto male: "Stavo per piangere quando ho letto sui nostri giornali (ovvio il riferimento a quelli romeni, ndr) che avevo quel dolore per finta. Non scherzo, ho avuto realmente problemi fisici. Radu non fugge dalla Nazionale".