Spero siano solo estemporanee avvisaglie, ma le critiche mosse da più di un utente sulla Lazio odierna hanno del paradossale.
Ci sono vari filoni, che occasionalmente si intersecano.
C'è il filone delle Occasioni Perdute. Siamo quarti, ma se non avessimo perso in casa col Lecce o pareggiato col Chievo...
C'è il filone del Giochiamo Male. Si vabbé abbiamo vinto, ma gli altri giocano meglio, vuoi mettere il Napoli o l'Udinese?
C'è il filone di Ma Con Questo Campionato Di Merda Se Non Arriviamo In Champions E' Un Fallimento (che spesso coincide col primo)
C'è il filone della Squadra Senza Palle, quello di Reja Difensivista (che si avvicina molto al secondo), c'è l'immarcescibile Manca Er Proggetto (che ora è meno di moda, ma riciccierà), quello del Lotito Miope, che va a braccetto con la Campagna Acquisti Di Gennaio Deludente, Dove Le Altre Si Sono Rinforzate Noi No.
Tutti questi filoni, che riescono fuori a ondate, a seconda dei (o alle volte anche prescindendo dai) risultati, spesso alimentati da onde vaganti nell'etere locale, hanno come effetto quello di banalizzare, annacquare, "normalizzare" tutto quanto sta facendo la Lazio finora.
Mica dico di essere sempre e comunque contenti. Ci mancherebbe. Non saremmo laziali. Ma questa nuvoletta di Fantozzi che ci perseguita un po' ce la andiamo a cercare.
Il campionato è fatto di 38 partite. Leggo di qualcuno che paventa l'impossibilità di competere con l'Udinese, che a parte le prime dieci partite a noi ci dà una pista, così come il Napoli. oggettivamente superiore, o anche quelli là, che prima o poi arrivano. In un campionato ci sono momenti migliori e peggiori, fortuna e sfortuna, la preparazione atletica non può essere sempre al massimo, se parti sparato prima o poi il fiato lo devi tirare. Un allenatore serio, di concerto col preparatore, stabilisce una preparazione, anche tenendo conto del suo parco-giocatori, e deve prescindere dagli umori delle folle. Noi siamo partiti a razzo, poi abbiamo per forza di cose rallentato, se hai le rose del Milan o dell'Inter ti puoi permettere di avere anche qualche big fuori forma, il sostituto è all'altezza. Se a noi ci si blocca Hernanes, chi abbiamo? Se non c'è Lich abbiamo Scaloni, se manca Dias abbiamo Stendardo, non è proprio la stessa cosa. Ma un buon mister deve dare un'anima alla squadra, per poter rimpiazzare senza accusare troppo il colpo gli assenti, infortunati, squalificati o fuori forma che siano. Abbiamo fatto tutta la prima parte senza Matu, ora sta fuori Mauri, Rocchi è infortunato da una vita, Zarate come fosse, ma siamo sempre lì. Non brillantissimi magari, ma non è quello che viene richiesto. Vincere, stravincere, stragiocare, stradivertire, lo fai poche volte. Lo facciamo noi, ma lo fanno anche gli altri. Dimenticavo, noi siamo insoddifatti di default. Stai con una bella gnocca, certo ti potevi battere la Jolie, la vita fa schifo...
Ma se il Milan scula a Cagliari all'ultimo minuto, magari in fuori gioco, è una squadra cinica, se noi non ripetiamo col Palermo il 7-0 dell'Udinese si storce il naso. Diamine, lo spettatore ha pagato, lo spettacolo non meritava, arivojamo indietro i soldi.
Non passa neanche per la capoccia la possibilità che l'allenatore e il preparatore siano consci dello stato attuale della squadra, e che stiano sapientemente dosando le forze. Mancano nove partite per arrivare a 38, allora - e solo allora - si potranno tirare le somme. Sarà che sono scemo o mi accontento di poco, ma la partita col Palermo non mi ha soddisfatto. Di più. Tanti fattori mi facevano grattare i marroni prima. E invece? Non mi pareva una partita da Lazio. Due gol in venti minuti, poi un tranquillo weekend senza paura. Morbido, soffice, senza quei dieci minuti di panico che di solito concediamo a tutti, senza stare colla giugulare pulsante a urlare "arbitro fischia!" per il terrore della beffa. Nulla di tutto ciò. Li abbiamo ammaliati, costretti ad un controllo di palla che dire sterile era poco, compatti, in attesa, senza rischiare più di tanto, e Pastore pareva un pastorello da presepe, tenero e indifeso lassù, e tutti quelli che invidiavamo ad inizio stagione al Palermo (andatevi a rileggere i post), si rodevano in una impotenza patetica.
Bé così si vincono le partite. Questa è tattica. Non sempre riesce. A Cagliari non è riuscito, una partita da zero a zero, un attimo di comicità di uno dei nostri migliori ha mandato le carte all'aria. Succede, ma quello che deve fare un buon tecnico, dato che non può lottare con l'imponderabile, è cercare di limitare al massimo la possibilità che questi episodi si verifichino. Dato che non siamo in un momento straripante, Reja lo ha capito, e stiamo giocando così, cercando di trarre il massimo dalle forze in campo. Adesso. Non in astratto. I giocatori non sono figurine, e Reja sa che oggi come oggi Kozak è meglio di Zarate. E toglie Zarate, poi contro il Palermo studia gli avversari e cambia. Sì, Reja è un buon tecnico. Non il massimo, forse, ma è tra i meglio che ci possiamo permettere. Mica siamo quelli là, che snobbano Mourinho.
Reja è un buon tecnico, la Lazio è una buona squadra. Quarta, e sta meritando di essere lì. E io sono contento perché, al contrario di quelli là, non ho bisogno di vivere ogni giornata come l'Evento Del Secolo Che Entra Nella Storia. Mi basta stare là, e il Palermo che se ne torna a casa con due sifoni non dico dove.