
Willian Eduardo Hübschman (Rotthencul, 22 aprile 1724 – Donetsk, 8 marzo 1811) è stato un filosofo ucraino di etnia tedesca.
Fu uno dei più importanti esponenti dell'illuminismo tedesco, e anticipatore - nella fase finale della sua vita - degli elementi fondanti della filosofia idealistica, ovvero quella alla quale si sono rifatti per anni tutti i sognatori e gli illusi.
Uno dei principali contributi della dottrina hübschmaniana è l'aver superato la metafisica dogmatica operando una rivoluzione filosofica tramite una critica della ragione che determina le condizioni e i limiti dell'Eterno Dilemma.
La Critica dell'Eterno Dilemma, pubblicata nel 1781, definisce il metodo del filosofare a cui Hübschman si atterrà anche nelle due opere successive (Critica dell'Attaccarsi al Cazzo e Critica del Prendersela nel Culo), come pure in altre opere posteriori.
La sua attività di pensatore riguarda prevalentemente la gnoseologia del fallimento, nell'etica, nell'arte, ma soprattutto nel Calcio.
L'ipotesi cosmogonica della nebulosa primitiva dei fallimenti, esposta nel 1755 nella Storia universale della natura e teoria del fallimento totale (che egli desunse da Carrick), ebbe molta fortuna e gli diede fama anche nel campo dell'astronomia.
Essa fu enunciata proprio da Vavra che la rielaborò e la rilanciò nel 1796 in Esposizione del sistema delle Coppe Europee.