Citazione di: gesulio il 16 Mar 2011, 10:50
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Son stato duro e provo anche a spiegare perché.
Questa stagione ho deciso di viverla di pancia, con tutte le conseguenze umorali del caso (ma dietro la s di caso si nascondono due z).
Ho rinunciato insomma a qualche filtro razionale, ai fini valutativi, e mi sono abbandonato all'onda emotiva di questo campionato.
Perché di questo campionato a un certo punto ho fiutato il sangue.
Mi sono illuso ma l'illlusione è stata figlia di una constatazione pesante: delle 4 big, ai nastri di partenza, una ha rispettato il suo ruolo, il Milan, un'altra si sta riappropriando del suo ruolo solo in queste settimane, l'Inter, e due hanno toppato di brutto, roma (lo dico anche se dovesse arrivare terza) e Juve.
Situazione anomala e secondo me quasi unica.
Mi spiace che la Lazio non abbia sentito questo odore di sangue (e di unicità) più di tanto, decisa invece a rispettare il ruolo che si era ritagliata a priori (Europa League).
Ecco, a me sembra che la Lazio tutta, squadra e mister, stiano facendo il campionato che pensavano avrebbero fatto...
Come se si fossero accontentati di rispettare l'immagine che di loro stessi avevano in testa e non quella che i risultati stavano concretamente restituendo (non solo i risultati della Lazio ma anche quelli delle altre, ché valutazione di se stessi e massimizzazione dei benefici di un ruolo vanno sempre
contestualizzati).
Come se avessero avuto paura di andare oltre, limitandosi a rispettare la proiezione delle previsioni.
Accontendandosi.
"Penso di arrivare quinto-sesto".
"Guarda che stai andando bene e gli altri non 'tirano'!"
"Lo so, sto facendo il massimo! E infatti sono molto più in alto!"
"Ma che fai rallenti?"
"No, no, ce la sto mettendo tutta... Ma poi che vuoi? Io
devo arrivare quinto-sesto..."
In questa restrizione mentale ho visto molte responsabilità del mister.
Però poi magari sbaglio e, come dice un luogo comune, sono i giocatori ad andare in campo.
Mi si potrebbe obiettare che siamo arrivati a sognare (sono arrivato a sognare) grazie a Reja.
Potrei replicare che il destino (campionato anomalo con big in difficoltà) ha preso invece Reja per le 'recchie e lo ha messo dinanzi a un'occasione unica e irripetibile.
Per un periodo mi ero anche illuso che proprio l'età del mister potesse essere una garanzia di follia; tipo quelle persone anziane che sbroccano, e cominciano a sorprendere tutti, tanto nessuno può dire loro nulla e loro non hanno nulla da perdere.
E' andata diversamente. Forse ho anche sottovalutato lo spessore caratteriale dei giocatori.
Sulla bellezza del gioco e sulla tattica in generale potremmo parlare per ore.
Non pretendo chissà quali manovre "circensi" o fuochi d'artificio.
Alla fine le chiacchiere stanno a zero. Per me questa squadra poteva fare molto di più in questo campionato. Per te quello che la Lazio ha fatto lo ha fatto grazie all'identità che le ha dato Reja: un grande equilibrio tra i reparti, anche a costo di rallentare le operazioni e anche a costo di essere poco aggressiva e in molti casi prevedibile.
Ma sono punti di vista e 'sto maledetto approccio di pancia continua a riecheggiare un po' rabbioso.
Nella parte vuota del bicchiere.