Ai sogni non ci credo, perché quest'anno abbiamo già avuto le nostre chiamate e non abbiamo risposto. E non ci possiamo aspettare che a Napoli, a Milano o a Udine, contro squadre che giustamente giocheranno alla morte, risaliamo sull'autobus dal quale siamo scesi.
Ma a parte questo: fa rabbia pensare a come sono andate le cose. Davvero, non credo che un campionato "balengo" come questo possa ricapitare tanto presto. Faccio qualche sogno a ritroso: Cesena-Lazio (bastava ache un pareggio), Lazio-Lecce (erano 3 punti da strappare a morsi), andata e ritorno con l'AS Necrofili 1927 (due pareggi, non dico di più). Sapete quanti punti in più facevano ?
Reja e i giocatori non si devono offendere se i tifosi sembrano un po'... ingrati in questo periodo. Sono io il primo a dire che certe volte esageriamo e che forse ci dimentichiamo la nostra lunga storia di mediocrità (anche recente...). Con la razionalità e con la memoria accesa, dico che dobbiamo ringraziare il Padreterno e tutte le nostre (poche) sante divinità per questa classifica che ci ritroviamo. Ma a istinto, ora che la lotta per i primi posti sta entrando nella fase decisiva (decisiva per gli altri, purtroppo), non riesco a farmi uscire dalla testa un pensiero assurdo.
Quello di aver perso una grande occasione.