Anche questo topic ha,secondo me, subìto la legge della mutabilità dei topic, nel senso che alla fine, l'ho letto QUASI tutto (pant!pant! puff! puff!) si sta evitando il succo del discorso.
Reja non ha mai detto che non accetta le critiche, ma che non sa se reggerà la pressione di un ambiente che è arrivato ad accanirsi contro di lui insultandolo, andando sul personale, ferocemente come solo i tifosi di calcio sanno fare.
Qui il punto focale non è decidere se la Lazio gioca bene o gioca male, se Reja è l'allenatore da confermare o meno, ma bisogna ragionare sul ruolo dell'ambiente nelle decisioni che riguardano una società di calcio. E se Reja decide di andarsene per la troppa, mortificante pressione, allora l'ambiente avrà inciso di nuovo sul futuro di una società. Ed è ridicolo!
Reja contesta secondo me un pregiudizio che lo vede criticato da molto prima della sconfitta dei derby perché i tifosi della Lazio pretendono non solo che la Lazio viaggi nella parte alta della classifica ma che esprima anche un gioco spumeggiante, vincendo 4-5 a zero, e che punti addirittura allo scudetto.
Il problema è che ognuno di noi si sente il depositario della verità. Vero o no? Per cui tende a forzare la realtà pur di avvalorare la propria tesi, e nel caso di Reja ci si accanisce scioccamente contro il più sacro di tutti i giudici: il risultato. Reja può piacere o non piacere, ma è un dato di fatto che la Lazio ha un ottimo ruolino di marcia dal febbraio del 2010 e con un organico inferiore a molte squadre che ci stanno sotto.
Esempio: Io considero Del Neri un ottimo allenatore, ma non posso inventarmi le biciclette con gli sportelli: la stagione della Juve parla chiaro, quindi io ho sbagliato il mio giudizio su Del Neri. Punto e basta. Non posso arrampicarmi sugli specchi, perché il campo di calcio ha deciso per me. E io ho torto. Del Neri non è un allenatore da Juventus.
Ma anche questa affermazione rischia di riportare il topic ad un fatto tecnico, mentre la cosa mortificante è che un allenatore di 65 anni con 500 partite sulle spalle per la prima volta si accorge che l'ambiente che lo circonda è insopportabile.
Noi siamo sempre stati insopportabili (e il giudizio va esteso anche alla parte opposta del Tevere), noi pretendiamo. Con strafottenza, arroganza, volgarità, con la verità in tasca. Tutti allenatori di questa luccicantissima fava che, per caritàdiddio, non si può nemmeno permettere al Cesena di fare un po' di pressione dopo che la Lazio ha sbagliato 100 contropiedi. Mentre l'Inter, che è 1000 volte più forte di noi, può rischiare di pareggiare in casa col Lecce perdendo il treno per lo scudetto. Eh sì, ma, però, dipende, non è la stessa cosa, voi mette. Ognuno ha già pronta la sua formula per esibire la sua competenza. Il suo l'avevo detto.
Il problema non è di Reja, il problema, gravissimo, è il nostro: quelli che scatenavano l''inferno a Formello quando si perdeva ai tempi di Cragnotti, quelli che mettevano in discussione Veron, che Salas aveva la panza, che Pancaro non sapeva crossare. Quelli che "è meglio Fiore che gioca tutte le partite da 6.5 che Veron che ne gioca dieci da 8 e dieci da 5". Che geni del calcio che siamo. Noi possiamo insegnare a Reja e se lui non fa come diciamo noi è un [...]. Andiamo a dirglielo in faccia che è un [...]...
Ma ci leggiamo? ci ascoltiamo? Le sentite le radio? Gente che nella vita fa il pizzicarolo, l'impiegato, l'idraulico, che con fanatismo si fomenta per insultare una persona per bene che ha il torto di mettere Zarate troppo arretrato?
Ma non è che sarà pure per questo motivo che in questa città in 100 anni di storia si è vinto 5 scudetti in due? E due sole coppe europee?
Che la Lazio in 111 anni avrà lottato per lo scudetto 10 volte, sì e no.
Ogni giorno la solita routine, i soliti giudizi netti, trancianti, avvalorati da prove che fanno ridere i polli.
Quante volte è già successo in passato? E tutti quelli che parlano di calcio, gli addetti ai lavori, sanno che l'ambiente romano è difficile, impossibile.
Perché ormai la nostra schizofrenia ha valicato tutti i confini. Siamo sempre pronti a riempirci la bocca col progetto, l'allenatore alla Ferguson, gli schemi (gli schemi???? Ma quanti di noi sanno cosa è uno schema? Quanti hanno giocato a pallone oltre il recinto del giardinetto sotto casa?).
Per carità, azzardare opinioni tecniche è bellissimo, è il motivo per cui seguiamo il calcio, ma da qui a pretendere, insultare, comandare, perché noi vogliamo comandare, ce ne passa.
Questa è una città e una tifoseria che ragiona con la pancia, che martella ogni santissimo giorno con delle pretese ridicole e che fa perdere la pazienza a tutti.Tutti quelli passati di qui si sono accorti di che razza di ambiente siamo.
Erano, sono tutti matti? Oppure siamo noi ad essere fuori di testa?