dal messaggero:
Hernanes regista, un ritorno all'antico
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ROMA - Hernanes sarà il volante della Lazio. Il brasiliano torna all'antico. Al primo amore per essere precisi, ovvero quando era a lui il motore e il cervello del San Paolo, la sua ex squadra. Spesso con Lucas Leiva si piazzava davanti alla difesa e da lì faceva partire il gioco. E' anche grazie a quel ruolo di centrale di metà campo che per due anni consecutivi, nel 2007 e nel 2008, riuscì a vincere la Bola de Prata (il premio annuale che va ai migliori giocatori del Brasile). Hernanes diventa Hernanes giocando proprio regista davanti alla difesa e André Dias ne sa qualcosa. Curioso vero? Hernanes era questo: continui cambi di passo, aperture e verticalizzazioni improvvise, una dinamicità, aggressività e un'esplosività da mediano coi piedi eccellenti che qui in Italia in realtà si è vista a sprazzi. Anzi, raramente. «Ci sono pochi giocatori che riescono ad alternare qualità e quantità con così impressionante facilità e disinvoltura. In più lui calcia sia di destro che di sinistro, tira pure le punizioni e fa pure gol. Per me è un giocatore completo e diventerà un grande...», lo presentava così un signore di nome Pelè nel lontano 2007, con il San Paolo fresco vincitore del campionato brasiliano. E tra i tanti fu proprio il talento di Recife a mettersi in luce come centrocampista.
Ebbene, a Napoli tra due settimane il trequartista della Lazio arretrerà una decina di metri il suo raggio d'azione e sarà il regista della formazione biancoceleste. Una scelta quasi obbligata, considerate le pesanti assenze a centrocampo di Ledesma e Matuzalem. Ma chissà che non si riveli una mossa azzeccata. E non si cada in errore pensando che, in realtà in mezzo al campo, il brasiliano, ci ha giocato pure col Cesena. Mezzala o interno sinistro è una cosa, regista un'altra. Anderson Hernanes quasi stenta a crederci, anche perché, al di là che sono due suoi amici, soprattutto Matu, sogna di potersi esprimere in quella posizione da un po'. Ne ha parlato spesso con Reja, ma per il tecnico lui è un trequartista e lo vede bene in quella zona di campo, anche perché pochi nella Lazio hanno la sua facilità di tiro dalla distanza. E come dargli torto, visto i sette gol stagionali. Curioso però, ed è solo una riflessione messa lì, che uno come Edy, considerato filosoficamente difensivista da tutti, alla fine, schieri in campo una squadra con Matuzalem, Ledesma, Mauri ed Hernanes più Zarate. Guarda caso era questa la Lazio d'inizio stagione.
La certezza al momento è che al San Paolo di Napoli sarà emergenza con il brasiliano che avrà l'occasione che aspetta da quando è arrivato nella capitale. «Sono abituato a giocare più dietro, toccando di più la palla e partecipando di più all'azione. La posizione che preferisco è quella che mi consente di svariare da una parte all'altra e di aprire il gioco», parole in libertà pronunciate da Hernanes ad inizio anno su un sito brasiliano. Frasi che non debbono far pensare a una polemica, ma solo a un desiderio. Ecco, a Napoli il sogno diventerà realtà.
Probabile e piuttosto scontato che a Formello già in questa settimana Reja inizi a fare le prove e a preparare la squadra, con Hernanes che, oltre all'italiano, sarà costretto a studiare da volante. Per lui si tratterà di un piccolo ripasso, anche perché di quella zona di campo sembra conoscere ogni singolo pezzettino. Movimenti, passaggi, dribbling e aperture di gioco che gli hanno permesso di essere denominato in Brasile il "prototipo del centrocampista moderno". A volte le intuizioni geniali nascono anche per caso. E si fa presto a passare da Profeta a Volante.
Lunedì 21 Marzo 2011 - 14:11
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