L'angolo del buonumure (Articoli divertenti - stagione 2010/2011)

Aperto da Biafra, 13 Set 2010, 07:39

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JoePetrosino

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Citazione di: mhjp il 26 Mar 2011, 14:35
http://www.blitzquotidiano.it/sport/fiorentina-inter-a-roma-temono-il-biscotto-320129/

commento sotto di un romanista:

"Ma voi pensate veramente che il gol sbagliato di Carnevale aveva come scopo mandare in B la Fiorentina? La Roma queste cose non le fa non a caso è l'unica società che mai è stata convolta in illeciti ed l'unica che ha combattuto contro il Palazzo del Calcio...Al limite Carnevale avrà avuto interesse personale...ma la Roma è sinonimo di Calcio Pulito"

bè in effetti una lavatrice come l'aesse non s'è mai vista nella storia....

Biafra

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Lettera a DiBenedetto
«Parliamo della Roma»


Gentile signor Thomas Di­ Benedetto, innanzitutto vogliamo por­gerle i migliori auguri per la sua nuova avventura alla gui­da della Roma. Sappiamo che la cronaca di questi giorni, di queste ore, è destinata a la­sciare un segno, un'impron­ta, nella storia del calcio ita­liano: lei, come l'avranno già informata i suoi più stretti collaboratori, rappresenta infatti il primo investitore straniero a varcare la soglia del nostro campionato a così alti livelli. Ma prima di en­trare nel merito della sua esperienza al comando della Roma, ci permetta di rivolge­re un ringraziamento alla fa­miglia Sensi, che negli ultimi dodici anni ha sempre avuto la capacità imprenditoriale di allestire una squadra alta­mente competitiva.

Basti ricordare che di questi tempi, nella scorsa primavera, i giallorossi erano in piena corsa per lo scudetto. Una premes­sa doverosa, quella di ri­flettere sul passato della Roma. Perché guardando indietro, sfogliando le pa­gine più recenti di questo club, contando lo scudet­to del 2001, le due Coppe Italia e le due Supercop­pe conquistate nell'ulti­mo decennio, sarà più fa­cile per lei comprendere il legame robusto che contraddistingue il rap­porto tra il tifoso giallo­rosso e la sua squadra del cuore. Un vincolo che si è sempre avvertito in modo particolare a Roma, in questa città, dove nei mo­menti cruciali è emerso quel richiamo alla passio­ne, al senso di apparte­nenza, alle proprie radici: valori che hanno scandi­to la sintonia tra un presi­dente e il pubblico. Ecco perché, nel dare il benve­nuto a lei e agli altri nuo­vi azionisti, è indispensa­bile soffermarsi per un attimo su figure come Di­no Viola e Franco Sensi, pronti a dare un'anima al­la Roma: entusiasmo e sentimenti, a sostegno di una mentalità manageria­le. La sensibilità di saper ragionare anche dalla parte della gente, di ca­pirla, di comprenderla, di coinvolgerla. Pensando da tifosi. Tante volte c'è stato il richiamo alle ra­dici e dietro quel richia­mo - ed il discorso è am­pio - c'è stato anche chi si è nascosto, facendosene scudo. Sbandierando ma­gari una fede che non c'è mai stata o è stata così tiepida da passare inos­servata, fino al giorno in cui faceva comodo pro­fessarsi tifosissimi della prima ora.

Una premessa che ci consente di dare un valo­re ancora più assoluto agli auguri di buon lavoro che rivolgiamo a lei e ai soci che hanno sposato il suo progetto. E' innegabi­le che il suo ingresso nel­la Roma debba essere ac­compagnato dal desiderio personale di realizzare un affare, un investimento in grado di garantire profit­ti, quello che in America chiamate " business". Non ci saranno equivoci al proposito. Ma siamo portati a sperare, a crede­re, che anche per lei - co­me era già avvenuto con Viola, Sensi e prima anco­ra con altri presidenti - il rapporto con la gente sa­rà all'insegna della tra­sparenza, della chiarezza. Ecco, la chiarezza: è que­sto che prima di ogni co­sa Le chiedono i tifosi. Per spazzare il campo da possibili malintesi, equi­voci. E i suoi collaborato­ri più stretti, a comincia­re dall'avvocato Baldisso­ni, che prima di instaura­re un rapporto fiduciario con lei, era conosciuto a Roma come un discreto ex giocatore di calcetto  :), dovranno indicarle la strada più corretta: l'aiu­teranno a capire - speria­mo - la complessità di una piazza intrigante, straor­dinaria. Condizione basi­lare per impostare subito un progetto vincente, nel pieno rispetto dei suoi in­vestimenti e delle legitti­me aspettative dei tifosi giallorossi.

Tifosi che, come è logi­co, si attendono risultati prestigiosi. La Roma, or­mai, è entrata da tempo ai vertici del calcio italia­no e internazionale  :rotfl2: : un'ascesa solida e costan­te. Un'invidiabile base di partenza che le permet­terà, signor DiBenedetto, di sviluppare i suoi pro­getti senza dover pianifi­care passaggi intermedi. E il nostro auspicio è che la sua cultura imprendi­toriale e il suo bagaglio professionale possano agevolarla in questa affa­scinante esperienza al ti­mone della Roma. Quali­tà che, ci auguriamo, pos­sano specchiarsi in quel­la - come dicevamo - ­chiarezza di rapporti con­siderata da sempre un elemento distintivo dai ti­fosi giallorossi. Un dialo­go sincero e costruttivo: ecco il primo passaggio, questo sì obbligato. Il po­polo romanista, nella sua storia, è sempre rimasto al fianco di chi l'ha sapu­to rispettare e coinvolge­re: una sensibilità che gli ha permesso di perdona­re a volte ai suoi presi­denti anche gli errori, quelli commessi in buo­nafede. Ecco la grande ricchezza della Roma: la sua gente. Quella gente che ha saputo vivere an­che i momenti di soffe­renza e di rinuncia con orgoglio e dignità, a patto però di ricevere rispetto e lealtà dai suoi interlo­cutori.

Siamo convinti, signor DiBenedetto, che queste doti caratterizzeranno il suo modo di agire, i suoi comportamenti, il suo percorso nella Roma. Co­sì come siamo sicuri, in attesa delle garanzie che vorrà darci attraverso le prime mosse della sua gestione, che tutti i suoi sforzi saranno di conse­guenza ripagati dal soste­gno della gente.

Alessandro Vocalelli

PS: I nostri auguri sono estesi naturalmente an­che a tutti i collaboratori che affronteranno questa avventura al suo fianco: a cominciare da quelli che conoscono meglio di lei la realtà del calcio italiano e romano. Non sappiamo ancora se faranno parte del suo staff anche Mon­tali e Pradè (che sarebbe interessante vedere al­l'opera con un portafoglio più munito  :rotfl2:), oppure se si aprirà un nuovo capitolo con il ritorno a Roma di Baldini e con l'ingresso di Sabatini: per quanto ri­guarda quest'ultimo, ra­dio- mercato ci dice che è ormai legato alla Samp e il suo ingaggio sarebbe una sorpresa inaspettata. Vedremo se ci sarà un colpo di scena che, certo, ci stupirebbe un po'. Ma anche per loro, per i suoi collaboratori, prima di ogni cosa conteranno la trasparenza e la chiarez­za: nella scala dei valori della tifoseria, sono doti che hanno un peso decisi­vo. Su questo, permette­teci, non si potrà mai fare un affare.


Ma a parte le leccate ovunque e a chiunque,
ma che cazzo voleva di' con st'articolo? :?

(se penso che l'ha fatto pure tradurre in inglese, davvero come Italiano me vergogno per sto poraccio)

Magnopèl

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Ribadisco :

:lol: :lol: :lol: :lol:

Pensandoci è anche un pò triste..ma poi che si lecca così tanto ?  :o
Manco fosse Bill Gates.

spook

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Boh. magari gli molla qualche milioncino che gli avanza...

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Palo

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Il significato è chiarissimo:

"Sempre al tuo fianco sarem"

"Trattaci bene che noi ti tratteremo bene così vendiamo la nostra carta igienica stampata al magnifico bobolo"

PDB

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E' stato menzionato l'articolo sulla gazzetta del realismo intitolato

DiBenedetto: "Scudetto subito"
Totti? Un mago. Bene Montella"


?

Cianator

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La rivoluzione americana

CARMINE FOTIA


Che la firma sia oggi, domani o dopodomani, che Mr DiBenedetto sia già a Roma o stia per arrivare, non cambia la sostanza delle cose: dopo numerosi abboccamenti, dopo anni di voci e rumors spesso non solo infondati, ma talvolta veicolo di oscure operazioni speculative, la Roma diventa americana. Si tratta di un evento storico, non solo per i romanisti, ma per tutto il calcio italiano.
Infatti, per la prima volta una squadra della serie A italiana ha una proprietà straniera. La prima domanda a cui rispondere è: si tratta di un male o di un bene?

Io dico che è un bene. E non solo per il calcio. Con buona pace della retorica sciovinista sull'italianità delle nostre imprese, che spesso nasconde solo la difesa di privilegi che poco hanno a che fare con le leggi del mercato economico. Infatti, è proprio questa storica incrostazione protezionistica, insieme all'elefantiasi burocratica e alla corruzione, che blocca l'afflusso di capitali esteri nel nostro paese. Se, per una volta, e attorno a un "asset" di grande valore simbolico, un gruppo di importanti investitori americani sceglie Roma e l'Italia, ciò dovrebbe essere considerato un fatto positivo per tutti. Diciamolo chiaro: la famiglia Sensi, la cui uscita di scena dovrebbe essere salutata con affetto, stima e riconoscenza, si è dissanguata per contrastare per un ventennio lo strapotere calcistico del Nord, rappresentato dalla Triade Juve-Inter-Milan, un concentrato di potere calcistico-economico-politicomediatico che non ha eguali nel mondo.
Nessun altro grande imprenditore, romano o no, comunque italiano, ne ha voluto raccogliere l'eredità, perché nessuno ha trovato il coraggio necessario per sfidare la Triade. Tutti sanno come funziona il sistema di potere calcistico in Italia e nessuno ha voluto rischiare.
Da questo punto di vista, l'avvento di Mr Tom DiBenedetto, che certo non è uno sprovveduto né un ingenuo, rappresenta un fatto rivoluzionario. Se ha preso la Roma, con un investimento economico molto consistente, non è per far da contorno ai soliti padroni del calcio italiano. L'ha fatto per vincere, perché solo vincendo si può fare del calcio un business vantaggioso. E dunque, ne siamo certi, non guarderà in faccia a nessuno, e pretenderà che i campionati siano decisi solo e soltanto dai valori espressi sul campo. La sua presenza, che fa della Roma una squadra del mondo globale, fungerà da deterrente per i soliti traffichini del calcio italiano verso i quali la nostra giustizia è fin troppo indulgente. 

Insieme all'avvento del fair play finanziario voluto da Platini, la Roma
americana può rappresentare la fine del calcio corrotto in mano ai soliti potentati che possono investire risorse economiche infinite, muovere le leve della politica, controllare i media (il trattamento riservato in questi anni alla famiglia Sensi e alla Roma è molto indicativo).

Mr DiBenedetto arriva dunque suscitando la speranza di una Nuova Frontiera per la Roma e per il calcio italiano. Credo che ne sia cosciente e che dunque sappia che le aspettative sono enormi.
Nei giorni scorsi abbiano dato modo al popolo giallorosso di esprimere i propri desideri attraverso le pagine di questo giornale che del resto è nato ed esiste proprio per raccontarne i sogni. Non so quanto di questi desideri diventeranno realtà. Alcuni di sicuro, altri forse no. Ma sono certo che Mr Tom vuole una Roma grande e tanto mi basta. E dunque, sceglierà manager moderni e competenti, un allenatore con la mentalità giusta, terrà i giocatori senza i quali la Roma non c'è e acquisterà i rinforzi necessari (non sono molti, ma devono essere di assoluta qualità) per farci fare un salto.
Gli suggerirei di tenere a mente per la sua Roma una frase che uno dei più grandi sindaci di Roma, Luigi Petroselli, amava ripetere per la città: «Roma dev'essere una città moderna dal cuore antico». Amore e passione non sono il contrario della managerialità: nel calcio ne sono anzi il fondamento perché senza amore e senza passione il calcio non diventa neppure un business.
A tutti noi, a noi innamorati pazzi della Roma, a noi pronti a esaltarci e avvilirci, a noi dico di abbandonare ogni scetticismo e di credere nella Nuova Frontiera. Lo dico parafrasando il suo profeta, JFK: «And so, my fellow Americans, ask not what your country can do for you – ask what you can do for your country». Perciò, confratelli giallorossi non chiedetevi cosa la Roma farà per voi, chiedevi cosa voi farete per la Roma

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Carmine Fotia




Rivolazionario

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Perciò, confratelli giallorossi non chiedetevi cosa la Roma farà per voi, chiedevi cosa voi farete per la Roma .

Dopo questa, Cagnucci può mettere la penna in soffitta.

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jp1900

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Citazione di: Cianator il 01 Apr 2011, 13:32
La rivoluzione americana

CARMINE FOTIA


Diciamolo chiaro: la famiglia Sensi, la cui uscita di scena dovrebbe essere salutata con affetto, stima e riconoscenza, si è dissanguata per contrastare per un ventennio lo strapotere calcistico del Nord, rappresentato dalla Triade Juve-Inter-Milan, un concentrato di potere calcistico-economico-politicomediatico che non ha eguali nel mondo.

Carmine, so che ti fa fatica scriverlo, ma i Sensi si sono dissanguati per contrastare la Lazio, tutti i loro casini nascono dal 2001. Poi siete sopravvissuti grazie agli aiuti politici e mediatici, ma senza più cacciare un soldo (vi siete dovuti inventare calciopoli per raccattare qualche altro anno al sole).

SemperLazio

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Trovo sul Fessaggero on-line un articolone scoop , a firma di tal Francesco Padoa, che ci svela le origini campane del futuro President. Strano che l'estensore,nel suo delirio, si fermi ai primi del 1900 nella sua carrellata storica sugli antenati di TDB e non giunga al periodo sumero.
E'un articolo lunghissimo e allucinante di fregnacce e luoghi comuni.
Ma la lingua del Padoa Francesco si sarà, nel frattempo, tutta consumata,intingendola nel merdoso incensiere?

Alex 73

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Citazione di: SemperLazio il 01 Apr 2011, 15:47Ma la lingua del Padoa Francesco si sarà, nel frattempo, tutta consumata,intingendola nel merdoso incensiere?
Per me Schioppa pure questo!  :D

Biafra

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La fame arretrata che chiediamo di saziare
Sabato 02 Aprile 2011 07:52


(Il Romanista - P.Marcacci) - Dieci in storia dell'arte e almeno nove in geopolitca culinaria: gimkane tre le chiese più belle di Roma e pasta (si spera tonnarelli) cacio e pepe;
Thomas DiBenedetto è, in senso lato, un buongustaio, uno che sa vivere nonostante i bodyguard e malgrado i cronisti-centauri che hanno sciamato dietro di lui per tutto il centro storico. Siccome è femmina, la Roma che verrà si chiamerà Futura, come nella canzone di Dalla, magari spicciandosi il più possibile e con una precisazione: è regina da sempre, altro che principessa, perché non c'è altro pubblico al mondo capace di incoronare a prescindere la propria squadra. A prescindere:lol: si: da tutto quello che nella storia non abbiamo vinto e che avremmo meritato; DiBenedetto certe cose le ha capite subito e non a caso ha nominato l'entusiamo della gente come fiore all'occhiello e Totti come denominatore comune multiplo del nostro senso di appartenenza. A Testaccio, mai simbologia fu meglio amplificata. Adesso, come è ovvio e come è tipico soprattutto del modo di ragionare "yankee", aspettiamo i numeri, freddi e spietati come ogni romanista spera che sia la nuova dirigenza, dopo che le avremo definitivamente preso la misura delle spalle. Ma, per quanto molto prossimo, questo è il domani, per costruire il quale non si può non guardare a ieri e il passato prossimo della Roma non serve che lo giudichi la storia, basta la bacheca: in quasi ottantaquattro anni purtroppo non certo prodighi di successi  :sisisi:, la maggior parte dei trofei li ha incamerati la gestione Sensi, piaccia o meno; a prezzo di sacrifici gestionali, slanci e anche errori, frutto di passione e di fiducie a volte mal riposte in un calcio italiano che neppure dopo Calciopoli ha voluto saperne di cambiare del tutto. Certe cose non potremo più pretenderle e siamo certi di non vederle più, da parte di una presidenza: è il futuro, bellezza. Resta la "ciccia" però, che come portata di una metafora culinaria viene dopo il cacio e pepe che DiBenedetto ha saputo subito apprezzare: gli scudetti (quello vinto e quelli meritati sul campo), che DiBenedetto ha già nominato quasi come fossero il mantra del futuro, la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana: questo è il livello minimo dell'asticella, la pietra di posa dalla quale ripartire.    :hail: Questo è l'obiettivo minimo che ogni tifoso giallorosso pretende, competitività costante per il vertice alla quale ci siamo abituati e che va chiaramente potenziata, fatta crescere, coronata. Da che mondo è mondo, è per questo che vengono gli americani. Tra qualche tempo cominceremo a fare considerazioni sulle scelte, quadri tecnici e dirigenziali: prima le firme, poi le strategie. E magari pure qualche chiarificazione in più sulla cronistoria della trattativa. In mezzo, a far da ponte tra passato e futuro, un presente di cui riacciuffare perlomeno il decoro, svaniti per dolo i sogni della gloria che poteva essere: guarda caso, la Juve, sempre lei; signora invecchiata precocemente, più che Vecchia Signora fascinosa del fascino che in Italia ha sempre avuto il potere, inteso senza pregiudiziali morali. Pur sempre Juve, però, una simbologia che DiBenedetto non potrà mai cogliere appieno; sarà facile fargli capire cosa rappresenti la Lazio, ma la metafora-Juve, che dall'altra parte dell'oceano è incomprensibile, per mentalità e per amore delle regole, gliela risparmiamo. A maggior ragione oggi, che Juventus vuol dire soltanto (fino a quando?) avversario di turno, peraltro inferiore tecnicamente e pure incerottata, viste le pesanti assenze certe e quelle probabili, da Chiellini a Del Piero. Se non gli interessa la metafora, però, DiBenedetto ha già capito che è fondamentale la partita, per il futuro e per il portafogli, due cose difficilmente separabili peraltro; ha già compreso cosa voglia dire Champions, come possibilità del presente e sogno del futuro, in tutte le sue accezioni, quindi. Al fischio d'inizio di Rocchi, sarà già cominciato il domani, Mr Thomas e, se conta tutte le volte che l'abbiamo nominata, in questo articolo, potrà già capire quale grande responsabilità le assegniamo, quali sogni e speranze le consegniamo, quanta fame arretrata le chiediamo di saziare: è una cosa che spaventa, se uno ci riflette. Ma nessun tifoso le chiederà mai di riflettere. Casomai, di spendere e, ancor prima, di parlare chiaro. Buona Roma, in tutti i sensi.


Secondo me non è ancora ai livelli di Cagnucci, Renga,Romita, Fotia..
Però c'ha talento e poi  l'"avversario di turno" je n'ha pure fatti due...

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Flaminio

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Citazione di: Biafra il 05 Apr 2011, 19:40
[
Secondo me non è ancora ai livelli di Cagnucci, Renga,Romita, Fotia..
Però c'ha talento e poi  l'"avversario di turno" je n'ha pure fatti due...
Sono d'accordo: ha un certo gusto, s'impegna, e soprattutto azzarda pronostici.
Inoltre, si si vede che ha lo stesso stile di scrittura degli altri: mano sinistra a fare stretching penico e mano destra sulla tastiera.
E' sulla buona strada. Si farà. Lo attendiamo alla prossima prova.

umanoide69

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Dal Menzogniero di oggi:
Bloccato Lamela, ecco tutti i nomi del calciomercato giallorosso
Gli uomini di DiBenedetto sono già al lavoro e hanno compiti precisi:
BALDINI - Futuro direttore generale giallorosso, ha la priorità di trovare il prossimo tecnico giallorosso: Guardiola è stato il primo contattato, Ancelotti il secondo, ma non mancano Capello e Villas Boas. In Italia i nomi sono quelli di Gasperini e Mazzarri.
SABATINI - La ricerca in questo momento è indirizzata verso i giovani, siccome ancora non è certo l'ammontare a disposizione per il mercato. Tutto dipenderà dal piazzamento della Roma in campionato e, al momento, Bufffon e Pirlo si sono proposti per il prossimo anno. Sono stati contattati i manager di Lugano, Mascherano e Pastore ed è stato bloccato Lamela, nonostante le smentite dell'agente. Possibile anche Sandro e il suo ingaggio sarebbe abbordabile. In Inghilterra, occhi puntati su Song, centrocampista dell'Arsenal, e Downing, esterno sinistro dell'Aston Villa. Sul fronte cessioni tutti sono sul mercato e si attendono le decisioni di tre giocatori: De Rossi, Vucinic e Menez.


Vi prego tra l'altro di notare il puro genio nella frase "bloccato Lamela nonostante le smentite dell'agente". Come dire, non credete al suo agente che è buCiardo e che sicuramente smentirà, credete al vostro giornalaro riomista che la sa lunga.
E infatti, a seguire:
Lamela, parla D'Amico: "Non mi risulta che la Roma lo abbia bloccato"
L´agente che detiene il mandato di vendita per l'Italia del giovane talento del River Plate, Erik Lamela, smentisce al momento l´ipotesi Roma per il suo giocatore. Il procuratore Andrea D´Amico ha infatti rilasciato le seguenti dichiarazioni. "Lamela bloccato dalla Roma per il prossimo anno? Per ora la cosa non mi risulta - si legge su laroma24.it - . Il prezzo del suo cartellino? Sono discorsi delicati sui quali preferirei soprassedere".

Merita una citazione anche il Corriere del canile:
Roma, occhi puntati su Pastore
Walter Sabatini avrebbe ricevuto l'incarico da parte di DiBenedetto di avviare un sondaggio sulla stella del Palermo, Pastore. E' questo infatti uno dei sogni americani: presentarsi nella capitale con l'acquisto di due top player. L'argentino andrebbe a formare un tridente assieme a Vucinic e ad uno tra Totti e Borriello, siccome le ore di Menez alla Roma si dice siano contate. Il problema è di natura economica: Pastore ha con il club siciliano un contratto fino al 2015 e una clau­sola rescissoria fissata a 70 milio­ni di euro. Una prima valutazione potrebbe essere di 35­-40 milioni, ma assolutamente non al di sotto dei 30 milioni.

BiancoAzzurro

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cò 30 milioni Di Benedetto ce se pulisce er culo. Ergo, è fatta.

e mi preoccupano pure le voci che danno Rooney lontano da Manchester.

simcar

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Mi sembra normale, che Pastore ha una clausola rescissora di 70 milioni, Zamparini ne chiede almeno 50, e loro lo prendono a 30-35. Tutto nella norma,  nel loro mondo parallelo.

giggio

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La Grande Mela pazza per Lamela, futuro Kakà

:hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail:

6 aprile 2011 10:24 di Redazione - articolo letto 382 volte

IL ROMANISTA - Nella Grande Mela sarebbero pazzi per Lamela. Stavolta il gioco di parole ci sta tutto. La Roma griffata America non si è ancora insediata, ma intanto avrebbe messo gli occhi su Erik Lamela. Trequartista del River Plate, 19 anni compiuti da un mesetto, è seguito da mezza Europa.
E infatti il suo valore di mercato dovrebbe aggirarsi sui 12 milioni di euro. Il suo agente italiano, Andrea D'Amico, ha negato ieri che la Roma abbia puntato sul ragazzo che nella terra di Maradona considerano un Kakà bis: «Lamela bloccato dalla Roma per il prossimo anno? Per ora – ha detto a forzaroma.info la cosa non mi risulta. Il prezzo? Sono discorsi delicati sui quali preferirei soprassedere». Secondo qualcuno, però, il nome di Lamela sarebbe veramente sulla lista della spesa compilata da Walter Sabatini, che in attesa di firmare il contratto come ds, sta comunque già lavorando per la Roma stars and stripes. Per il ruolo di trequartista, in realtà, il primo nome che viene accostato a Trigoria è quello di Javier Pastore. Ma secondo l'ex ds del Palermo Rino Foschi, Sabatini fa benissimoa puntare altrove: «Pastore è un calciatore importante, non credo che Zamparini voglia cederlo. 50 milioni? Credo che sia una sparata». Foschi ha una convinzione: «Sabatini è in grado di scovare un nuovo Pastore che costi molto meno».
Un altro possibile obiettivo della new Roma è Sandro. Brasiliano, 22 anni, centrocampista centrale, un De Rossi per intenderci, il Tottenham lo ha prelevato la scorsa estate dall'Internacional di Porto Alegre. Recentemente, il giocatore ha spiegato di non avere in mente altri trasferimenti a breve: «Prima della partita con il Milan non credo che il pubblico inglese mi conoscesse bene. Adesso sta iniziando lentamente a conoscermi. Mi trovo molto bene a Londra».
Si fa poi un nome per la difesa. Vi ricordate l'interista Maxwell? Nel 2009 è stato ceduto al Barcellona per 4,5 milioni. Dopo due anni, la sua avventura con il club catalano sarebbe però agli sgoccioli. Il laterale sinistro sarebbe nel mirino del Milan, ma anche della Roma. Cercare Maxwell significherebbe, però, voler rinunciare a Riise. Che difficilmente accetterebbe di fare la riserva. John Arne quest'anno non è stato eccezionale, è vero. Ma ha pagato caro lo scontro fortuito in allenamento con un compagno di nazionale.La commozione cerebrale che ne è derivata ha compromesso buona parte della stagione. Il vero Riise è quello di un anno fa. E questo a Trigoria lo sanno bene.


ARTICOLO CON IL MIGLIOR TITOLO DELL'ANNO? 8))


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ceasarCM

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Citazione di: Biafra il 07 Apr 2011, 21:19
ARTICOLO CON IL MIGLIOR TITOLO DELL'ANNO? 8))
vabbè, dai, alla fine ci può stare (apparte che Riise è quello dll'altr'anno, ma su questo ho opinioni tutte mie), in fondo dice che Pastore nn glielo danno (vorrei ben vedere), ma c'è qualche possibilità su Lamela.

sarebbe stato fantastico se:
il NUOVO DS Sabatini ha già fatto firmare un precontratto a Pastore, il Palermo in cambio avrà Lamela (di dominio pubblico le azioni di maggioranza di DiBenedetto del River Plate, visto che questo c'ha tutto) più 30 milioni.
parere del nuovo presidente: "solo? c'avemo li sordi che c'avanzano, damojene un altro paio".
N.B.: dialetto romano imparato a causa del lavoro a stretto contatto con Totti unica e vera bandiera dell'Unicef nel mondo

Biafra

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Scritto da redazione   
Domenica 10 Aprile 2011 15:45

STEFANO ROMITA   :rock:

Si può morire.  :oo Così si può morire.   :shock: Un gol così importante all'ultimo secondo di recupero e dopo quello che era accaduto due secondi prima :wc:  non ci era mai capitato. Nella vita dei romanisti non era mai accaduto. Ci voleva il Re del divertimento sull'erba  :rotfl:   per farci vivere questa esperienza indimenticabile. E stia sicuro Totti che non ci dimenticheremo mai il suo cucchiaio, dolce come il cioccolato. E il suo colpo d'esterno destro con guizzo bruciante del ventenne che probabilmente ci porterà ancora in Champions.  :meow:
Noi possiamo dirlo.  :sisisi: Noi possiamo gridarlo.  :sisisi: Perché non l'abbiamo mai abbandonato, mai immaginato che ci fosse il più piccolo motivo per farlo. Fuori dal campo è sempre stato perfetto. Dentro poi, che ve lo diciamo a fare, è sempre stato il più grande. Un suo tocco vale tutti i milioni che gli sono stati confermati nell'ultimo contratto, e tutti quelli che DiBenedetto e company si preparano a spendere.  :up: E non è solo il recupero del ruolo, che pure c'è. Lì da solo, come la statua della Libertà con il braccio alzato ad ammettere Si sono io il più grande.   :rotfl2: Perché lui è veramente il più grande del mondo.  :rotflol: E' la grandezza di chi entra a tre minuti dalla fine senza fare polemiche con l'ex allenatore. Ed è la grandezza di chi sa sempre che può cambiare la partita indipendentemente dalle carte date sul tavolo. Un'immensità che gli viene riconosciuta da tutti: compagni tifosi, critici.   :rotfl2:
L'Udinese non riconosce tutto questo, se non con l'onesto Guidolin. Certo brucia perdere un attimo prima della doccia. Ma la squadra bianconera non c'è stata veramente mai. L'abbiamo rimessa in corsa noi dopo il rigore. Noi che per venti minuti abbiamo evitato d'affondare. Poi ci siamo ricordati di giocare con due centravanti. Poi Taddei si è ricordato che sa giocare anche con la testa. Poi De Rossi si è ricordato che è un calciatore di una classe ineguagliabile. Poi Burdisso si è ricordato che l'Argentina è meglio della Francia. Poi Riise si è ricordato, e in più di un'occasione, che lui se vuole sulla sinistra fa proprio male a tutti. Meno che a Totti. Che non ha bisogno di ricordarsi chi è.


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