Atto 1°
L'Italia degli spioni, spunta il giallo su una società di Claudio Lotito
13.04.2011 12:59 di Alessandro Zappulla articolo letto 6968 volte
Fonte:
ilgiornale.it© foto di Alberto Fornasari
Microspie e veleni, il giallo del pezzo di carta che scotta. Trattasi di un documento lungo una pagina stilato dai sindacati dei vigilantes appartenenti a Cgil Cisl e Uil, ora in possesso della Digos incaricata di fare luce sulle microspie nell'ufficio del presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. L'esposto inviato per conoscenza anche alla Governatrice (la data è quella dell'8 marzo) dà conto di relazione di servizio redatta da alcuni vigilantes della società Roma Union Security, di cui Claudio Lotito patron della Lazio è socio di minoranza, che sovrintende la sicurezza del palazzo regionale in via Cristoforo Colombo a Roma.
Un documento che racconta di strane intrusioni notturne, di prelievi di chiavi dell'ufficio della Polverini, di ritorsioni nei confronti di chi non ha tenuto la bocca chiusa. Una relazione da prendere con le pinze, anche perché Lotito, rintracciato in tarda serata dal Giornale, lo definisce pieno «di inesattezze e falsità», scritto da qualcuno che «rischia seriamente di essere denunciato per calunnia perché arriva a trarre conclusioni senza sapere le cose come stanno». E come stanno le cose, Lotito lo dice subito dopo: «Io non dovrei neanche parlare perché dovrebbero parlare il presidente e l'amministratore. Comunque le cose stanno in questo modo: la società ha operato senza commettere alcun reato. E' tutto regolare, re-go-la-re, regolarissimo. Se dico così è perché so quel che dico. Piuttosto bisogna chiedersi perché qualcuno è arrivato a scrivere certe cose.
E non è escluso che a qualcuno potrebbe presto essere contestato anche uno specifico reato». Roba d'intralcio alla giustizia. Lotito non fa mistero di essere pronto a denunciare chiunque arrivi a sostenere il contrario.
La triplice, nelle persone di Lisi, Brinati e Ariodante, racconta quanto appreso da alcuni dipendenti della Roma Union Security che il 3 marzo e il 18 marzo scorso sarebbero stati testimoni (il condizionale è d'obbligo) di «fatti che richiedono sia fatta la necessaria chiarezza». In quei due giorni, sempre intorno alle ore 23, a leggere la nota dei sindacati, nella sede della Regione si sarebbero presentati alcuni funzionari dell'istituto di vigilanza «i quali ordinavano a tutte le G.P.G. in servizio di abbandonare le proprie postazioni, di non effettuare i previsti giri periodici di controllo e di radunarsi al pian terreno dello stabile» dove sarebbero rimasti per tre ore.
«Nel contempo» – scrivono sempre i sindacati – i due funzionari «facevano accedere nei locali della Regione Lazio, con un automezzo aziendale, quattro persone sconosciute ed in borghese, prelevavano le chiavi degli uffici tra cui la chiave della presidenza, vi accedevano e vi si trattenevano per oltre due ore e quaranta minuti. Successivamente venivano riposte le chiavi degli uffici "visionati" fra cui quello della presidenza e (i due funzionari, ndr) accompagnavano le quattro persone in borghese fuori degli uffici della Regione Lazio, liberavano le G.P.G. in servizio che fino a quel momento erano state trattenute all'interno della reception, ordinando loro di riprendere le proprie postazioni ed effettuare i residui giri di controllo, senza fare menzione a nessuno dell'accaduto». A detta dei sindacati, una volta venuta a conoscenza dell'esposto, la società avrebbe reagito «trasferendo ad altri servizi al di fuori dell'appalto della Regione Lazio» coloro che non avevano rispettato la consegna al silenzio.
Atto 2°
L'Italia degli spioni, atto secondo. Lotito si difende: "C´è qualcuno che vuole tirarmi in ballo...E' tutto falso!"
14.04.2011 11:26 di Riccardo Mancini articolo letto 262 volte
Fonte:
repubblica.it© foto di Federico Gaetano
"Scusi, perché sta a chiamà proprio me?". Perché lei, presidente Lotito, dovrebbe essere persona informata sui fatti: la "Roma union Security", l'istituto di vigilanza che si occupa di sorvegliare gli uffici della Regione, non è roba sua?
"Senta, parliamo di cose serie, io non mi occupo di questa materia, non sono né amministratore, né responsabile e neanche socio di questa, come si chiama? Roma union Security".
Eppure a noi risulta che faccia capo a lei...
"Guardi, vada alla Camera di Commercio, si faccia dare l'elenco dei soci e vedrà che non troverà nessun Lotito Claudio".
Ci siamo andati, presidente. E abbiamo scoperto che, grazie a un giro di srl, si arriva dritto a lei. Dunque dovrebbe saperne qualcosa del misterioso episodio denunciato da Cgil, Cisl e Uil secondo cui i vigilantes in servizio notturno il 3 e il 18 marzo presso la sede della Regione Lazio sarebbero stati radunati, chiusi in una stanza e...
"No no, ferma ferma. E questo che c'entra, scusi? Pure Berlusconi c'ha 300 società ma non è che può sapere tutto quello che succede nelle 300 società sue. Ci sono amministratori, responsabili, bisogna chiedere a loro, separare la posizione personale da quella societaria. Io posso investire in tanti settori, ma non avere la gestione diretta di tutto. Né di quell'istituto che, tra l'altro, è guidato da un vicequestore".
Ok, allora proviamo in un altro modo. Lei che idea si è fatta della vicenda che coinvolge la Roma union Security?
"Da quello che ho potuto appurare è stato fatto tutto nel rispetto pedissequo della legge. Anzi, le do un consiglio".
Prego...
"Chieda ai magistrati che stanno indagando. Non vorrei che qualcuno si fosse fatto strumento di altri interessi, le lettere non escono a caso. Credo che chi l'ha scritta si dovrebbe preoccupare dal punto di vista penale perché ciò che è stato rappresentato è fuori dalla realtà, le cose sono andate in maniera diversa".
Sta dicendo che i sindacati si sono inventati tutto?
"Ma lei li conosce quei signori? Si faccia dare i loro titoli di studio. Sono una specie di Banda Bassotti. Si faccia spiegare chi gli ha detto quelle cose. Chi gliele ha suggerite? Per quale motivo? Perché stanno pompando 'sta roba? Delle due l'una: o l'istituto ha messo in atto comportamenti irregolari, cosa impossibile e che comunque a me non risulta, o la lettera non aveva motivo di esistere. E allora, cui prodest?".
Appunto presidente, cui prodest? C'è forse un complotto?
"E io che ne so? C'è un'indagine in corso, i giudici verificheranno. Ma certo è che chi ha messo nero su bianco quelle baggianate ne risponderà, perché certo qualcuno gliene chiederà conto. Ma se vuole il mio parere, questi signori non conoscono la reale portata di ciò che hanno scritto".
E lei come fa a dirlo?
"Ma lei lo sa o no che alla fine di ogni servizio i vigilanti devono fare una relazione che va tutte le mattine in questura? Quello che si racconta nella lettera, redatta a loro dire in base a notizie assunte dai dipendenti dell'istituto, c'è o non c'è nel mattinale della questura?".
Io non lo so davvero, ma lei pare di sì.
"Aridanghete! Io non c'entro niente, non esiste Lotito fra i soci, come glielo devo dire? Forse qualcuno ha interesse che venga fuori il nome mio. L'unica certezza è che è stato fatto tutto in maniera trasparente e secondo la legge".
Quale legge?
"Oh mamma mia... Per legge gli istituti di vigilanza si devono attenere a precise norme, dispositivi e ordini, sono autorizzati dal prefetto, hanno l'obbligo di seguire le regole della pubblica sicurezza nonché coadiuvare e collaborare con le forze dell'ordine".
Ma lei come lo sa, visto che sostiene che la Roma union Security non è sua?
"Io so tutto di tutto. Vuol parlare di calcio? E io parlo di calcio. Vuol parlare di diritto? E io le faccio una lezione. Io sò preparato. Capisco che in un Paese d'ignoranti possa lasciare perplessi, ma è così. Tutto il resto sono chiacchiere da bar".
è uscito tutto questo non appena abbiamo provato a tirare su la testa ...........
per me sono una marea di stonzate(scusate la parola) !!!!! (scusate se gia postato topic simili)