Altre news, sempre da Dagospia (ma credo che riprenda il messaggero)
http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-24809.htm"
1- I TIFOSI DEL PUPONE HANNO PERSO IN TRE GIORNI LA METÀ ESATTA DEL VALORE DELLE AZIONI COMPRATE PER UN ATTO DI FEDE
Quando 30 anni fa è entrato in Unicredit Paolo Fiorentino, il top manager che ha guidato la trattativa per la cessione della As Roma, non avrebbe mai immaginato di finire nel pallone.
Questo sembra però il destino del 55enne dirigente napoletano che con enorme fatica è riuscito venerdì notte a concludere l'accordo con lo zio Tom DiBenedetto e i suoi compagni di cordata.
La scelta compiuta da Unicredit di indire a Boston una conferenza stampa quando in Italia la Borsa era chiusa e i giornali andavano in stampa, non è stata casuale perché ha evitato che si entrasse troppo nel merito dell'accrocco con i partner americani. Ciò non ha impedito che ieri mattina all'apertura della Borsa il titolo della As Roma sprofondasse del 42,5% con un bagno di sangue per i piccoli azionisti che continua ancora oggi. Ciò che sorprende è che la stampa economica e finanziaria non dimostra alcun interesse nei confronti di questa vicenda.
Soltanto il giornalista del "Messaggero" Rosario Dimito, che il neodirettore del "Sole 24 Ore" Roberto Napoletano sta corteggiando per strapparlo al quotidiano di Caltagirone, ha puntualmente raccontato il braccio di ferro che porterà lo zio Tom a presidente della squadra e Paolo Fiorentino al vertice della holding in cui Unicredit disporrà del 40%.
E oggi tocca a lui, Dimito, riprendere alcune dichiarazioni che Fiorentino ha rilasciato alla trasmissione "GR Parlamento" di fronte alle quali perfino personaggi miliardari come il "Pupone" Francesco Totti proveranno un brivido nella schiena. Con parole sibilline il top manager di Unicredit dice che quella con gli americani "è stata la scelta migliore. Speriamo che l'affare l'abbiano fatto la Roma e la città".
È una dichiarazione che la dice lunga sullo scetticismo che sembra regnare anche ai piani alti di Unicredit costretta sul filo di lana a prestare 10 milioni alla cordata dello zio Tom e a garantire un finanziamento di altri 30 al Club. Ma Fiorentino aggiunge anche che il valore degli asset si basa su dati di carattere economico e non sulla suggestione del brand. Viene così smontata la tesi dello zio Tom e dei suoi amici finanziatori che il brand della Roma sia l'asset vincente che ha sbloccato la trattativa.
Nell'articolo del "Messaggero" si legge inoltre che sarà fissato un tetto di 15 milioni per l'acquisto di nuovi giocatori, e che questa misura si accompagnerà a una riduzione drastica degli ingaggi perché 4 milioni l'anno per un campione sono lontani anni luce dalle possibilità della "nuova" Roma.
Nei prossimi giorni sul tavolo di Tonino Catricalà, il presidente dell'Authority habitué dello stadio, dovrà essere esibita la documentazione completa di tutti gli investimenti che lo zio Tom e gli altri partner hanno negli Stati Uniti, e qui ci sarà da ridere perché ormai è chiaro che DiBenedetto di soldi ne ha ben pochi e gli unici investimenti seri sono quelli dell'amico finanziere James Pallotta che ama il basket più del pallone.
La conclusione è una sola: l'accrocco di Unicredit è una soluzione che lo stesso Fiorentino considera provvisoria; non a caso ieri quando gli è stato fatto il nome di altri imprenditori italiani tra cui l'industriale farmaceutico Angelini ha detto: "conoscono la sua passione per la Roma, se lui fosse interessato sarebbe un'opportunità".
È quanto sperano quei tifosi che oltre ad applaudire il Pupone hanno perso in tre giorni la metà esatta del valore delle azioni comprate per un atto di fede.
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Alla fine, dopo aver sputato su Angelini, i tifosi daaaaaaaaa maggica dovranno pregare che ci metta qualche soldino... Pensa come sono messi
ed in più, la parte in neretto dovrebbe "tranquillizzare" quelli come PAG che erano così preoccupati dagli ammeregani