Roma, un giorno di primavera del 5452.
I due archeologi stanno lavorando al cantiere dove sembra ci siano i resti della civiltà vissuta a Roma nei millenni passati. I due, una giovane studentessa ed l'anziano professore, hanno trovato degli oggetti strani e straordinari. La straordinarietà sta nello stato di conservazione dei reperti. La stranezza ... sono gli oggetti stessi.
Un bruco, fatto di tessuto intrecciato, dai colori molto sbiaditi che sembrano tendenti al giallo ed al rosso.
Una immagine nera, che sembra la testa di un'antica divinità pagana o di un mostro. Il professore ritiene si possa trattare di un canide, evidentemente una figura molto abbozzata da mani primitive. C'è anche una scritta che, grazie alle conoscenze dei linguaggi del passato, viene a confermare il senso mistico che quell'immagine doveva avere: "maggica roma".
"Si tratta - spiega alla studentessa il professore - di amuleti che i primitivi abitanti di quella zona, venuti forse dalle regioni limitrofe (Campania, Abruzzi, Calabria e Sicilia) o addirittura da nazioni (all'epoca il mondo era diviso in nazioni) diverse (Moldavia, Americhe), usavano forse per esorcizzare la morte o per favorire la sorte."
C'è un piccolo coltello, lo stesso simbolo, quello del canide, sul manico.
Infine, un indumento. Anch'esso in un tessuto strano, dai colori rosso (sembra rosso) e con scritte da entrambe le parti. Incomprensibili. Due grandi caratteri (il simbolo della unità, l'uno, ed il simbolo della nullità, lo zero) e sopra, di dimensioni più piccole, la lettera "T" ripetuta tre volte (1) ma non consecutive. Le tre "T" sono alternate, senza un apparente senso logico, con i due caratteri (sembra possano essere ancora la nullità e l'unita ma potrebbero anche essere due caratteri alfabetici, due vocali, per la precisione, la O e la I).
Il professore e la studentessa sono entusiasti per questa scoperta e quasi rammaricati di dovere smettere, per oggi almeno, il lavoro. Ma c'è altro da fare. Il momento del lavoro deve cedere il passo al piacere. La studentessa guardo il professore, che ancora si attarda incuriosito su quello strano "bruco giallorosso" e lo sollecita:
"Professore, basta andiamo che si sta facendo tardi. Non vorrà mica perdersi il volo di Olimpia. La partita della Lazio comincia tra mezz'ora!.
1 - pare che ai tempi il tre fosse un numero magico [cit. La ricerca dell'Università di Roma sull'uso della antica lingua anglosassone nei riti del primo e secondo millennio: "Three is a magic number". Preghiera pagana o esorcismo? ]