Sogno che diventi l'headline sui manifesti per la campagna abbonamenti 2011/2012.
Sogno che venga stampato sulle tessere. E sulle maglie da allenamento, sulle sciarpe e sugli altri articoli del merchandising. E pure sul pullman della Squadra.
Lo sogno da quando ho visto che è tornata Lazionet. La mia Lazionet, quella nobile, quella soave, quella lieve e quella dura. La Lazionet del cuore e della testa, delle budella e dell'anima
Lo sogno perchè mi riconosco a pelle con gli altri Laziali. Basta guardarli quando li incontri. Perchè tutti gli altri che incontro sono diversi, tutti gli altri sono più banali, sono più volgari, sono più ordinari, ineleganti. Diversi, i Laziali sono diversi. E i Laziali li vedi, eccoli, non è possibile sbagliarsi.
Lo sogno perchè certe cose le sanno dire solo loro. Le sanno fare solo loro. I Laziali.
Lo sogno perchè Ronaldo piangeva di dolore e noi piangevamo con lui.
Lo sogno perchè Reja abbracciava Stefan Radu e tutti noi lo abbracciavamo tramite lui.
Lo sogno perchè Maestrelli quel giorno al fischio finale della partita col Foggia rimase seduto, si piegò su se stesso, devastato dall'emozione dell'impresa che aveva fatto, qualcuno lo acchiappò ancora seduti e se lo tenne stretto stretto, e in quel contatto c'eravamo tutti noi.
Lo sogno perchè Beppe Signori quella volta poco mancò che sfondasse la vetrata a Genova, picchiando coi pugni.
Lo sogno perchè quando quel rinvio fu raccolto appena fuori area dal Ninho Castroman io mi girai a guardare mia figlia al suo primo Derby e vidi il tiro nel mutare dell'espressione del viso di lei.
Lo sogno perchè nel momento forse più incredibile della mia (luuuuunga) vita mi sono voltato e mi sono trovato vicino come d'incanto inaspettato due Laziali, due Lazionetter-di-lungo-corso pure un po' steronzi, Stepphen e Vuppunto.
Lo sogno per l'abbraccio avuto con un signore ungherese in una parte lontana del mondo mentre Van der Gouw riusciva solo a sfiorare quel tiretto perfido di Salas.
E per la faccia di Simone Inzaghi a vedere dal cartellone che la Juve perdeva a Verona alla fine del primo tempo.
Lo sogno perché Bombermasc quando ha visto il mio SH è crepato d'invidia.
Lo sogno perchè il figlio di Reggionord, perchè les deux enfants di Tarallo e la fille di Italic, perchè la figlia di Gesulio e il figlio di Gesulio che stranamente conoscendo il padre non fa di nome Aguirre, lo sogno perchè un sms di tanto tempo fa di Zack, lo sogno perchè Lou Reed dopo che ha conosciuto la Darke è diventato Laziale pure lui. Lo sogno perchè la prima volta che è venuto Porga l'ho visto giacca e cravatta marroncine tristi come un funzionario sovietico. Perchè le telefonate con Zio Piersi. Lo sogno perchè le occhiate scambiate con Barra quel pomeriggio che Mudy fece il primo gol con noi.
Lo sogno perchè dovunque sono andato ho trovato Laziali, porte aperte, affetto e accoglienza. Un letto per dormire e un piatto di pasta (magari pasta all'ovo fatta-a-mano là per là).
Lo sogno perché Lotito se ne stava seduto col cappottone color cammello e io mi sono avvicinato e gli ho detto "Ciao Preside'! ma lo sai che semo andati allo stesso Liceo?" E lui: "Ciao", mentre si spazzolava una fetta di panettone di dimensioni colossali.
Lo sogno perché Silverado pure lui va in vacanza a Aprilia, vicino al Bar del Dottor Moreau. Con Breivigor che fa finta de esse' Civoli. E Igol-77 che fa la formazione con Delio.
Sogno uno stadio pieno ad aspettare l'ingresso dei giocatori, magari del Barcellona o del Manchester i prossimi anni, pieno in ogni ordine di posto, ogni spettatore con la sua bandiera e un solo, unico striscione come l'altro giorno al Bernabeu:
LAZIO
MIA
FAMIGLIA
Vincere e perdere insieme.