Oggi l'arbitraggio del sig. Paolo Mazzoleni - fratello di un tal Mario giubilato qualche anno fa dal mondo arbitrale* - galleggia su una alternativa secca: incapacità manifesta o mala fede.
E non parlo solo del rigore su Floccari (ma basterebbe quello per dimissionare anche lui), ma di una gestione parziale e provocatoria della partita. Mi riferisco ai cartellini risparmiati a Melo ed Aquilani nei primi quindici minuti ed al cartellino (che risulterà poi decisivo) sventolato in faccia a Ledesma su un intervento che forse non era neppure fallo. Mi riferisco al fallo di mani di Chiellini, che in nessun paese del mondo sarebbe stato valutato diversamente che da rigore. Mi riferisco alla gomitata di Pepe in faccia a Ledesma bellamente graziata. Mi riferisco ad un susta in faccia a Kozak allo scadere, neppure fischiata. E potre proseguiscire (cit.).
Ora, se mettiamo in fila tutto, l'alternativa si ripropone prepotente: dolo o colpa grave? Tertium non datur.
* Ho sempre pensato che, viste le accuse farneticanti formulate a più riprese dal fratello, la sua designazione ad arbitrarci sia sempre inopportuna. Poi, quando ad inizio settimana ho visto la doppietta Russo/Mazzoleni ho cominciato a tremare