Chiedo scusa se già è stato pubblicato.
Archivio Corriere della sera. 4 maggio 2011.
IL CASO LAZIO L INTERVENTO
Uno scandalo ma al Palazzo va bene così.
Rigori negati e torti arbitrali: è uno scandalo.
L'altra sera, ascoltando su Sky le dichiarazioni del post partita, insomma, ascoltando il presidente Lotito (nella foto) sfogarsi e accusare dopo Lazio-Juventus, qualcuno avrà anche sorriso, come fa sempre, all' eloquio un po' contorto e macchinoso del presidente della società biancoceleste. E qualcun altro, nei piani alti del Palazzo calcistico, avrà pensato: è la solita tiritera e chissene importa, tanto ... E no, signori cari! Proprio no. Stavolta <<chissene importa» non lo dovete e non lo potete dire. Perché quello che abbiamo visto lunedì sera, quello che tutti gli sportivi italiani hanno visto, non solo I tifosi laziali, è un vero scandalo. In una partita letteralmente dominata dalla Lazio, dal primo all' ultimo minuto di gioco, Floccari è stato toccato e fatto cadere solo davanti al portiere, al ventunesimo del secondo tempo. Qui non ci sono chiacchiere. Quello era rigore sacrosanto (Lo ha ammesso anche l'autore del fallo: Chiellini) e cartellino rosso. Invece niente. Con l'arbitro a due passi. Ripeto: uno scandalo. Perché segnando quel rigore la Lazio quasi certamente, avrebbe vinto la partita e guadagnato i tre punti che, probabilmente, le avrebbero garantito la Champions. E partecipare alla Champions, si sa (e come se non si sa!) vale parecchi quattrini. Quattrini con i quali si possono fare le campagne acquisti di un certo livello, per esempio. Ora, la Lazio non é la Roma; non ha dietro una importante banca; non deve essere aiutata come la Roma che, come ha fatto notare Mano Sconcerti, è la squadra che dopo sessanta anni beneficia di oltre dodici rigori in un campionato (spesso a due per volta). La Lazio, dietro, non ha nessuno: ha soltanto i suoi tifosi. Ma i signori del Palazzo non devono pensare che questi tifosi, i tifosi di una città che non è proprio l'ultima in Italia, possano continuare a essere presi per i fondelli. Giustamente ha detto Reja (forse, anzi: certamente, pensando ai rigori concessi la sera precedente a Bari): «Cosa doveva capitare perché venisse dato il rigore a Floccari? gli dovevano sparare?». Dunque, evitiamo di fare facili ironie sulla «task force» evocata dal presidente Lotito. E riguardiamoci il film di tutti i soprusi che ha subito quest'anno la Lazio. Ma bene; con attenzione. Perché mancano tre giornate. E almeno queste devono essere corrette. Capito, signori del Palazzo che fate finta di niente? Giorgio Montefoschi