Mi è capitato, martedì scorso, di parlare una mezz'ora con due nostri ex. Non mi va di fare i nomi, ma cercherò di fare capire chi fossero. Uno è stato un terzino campione d'Italia e ha tantissime presenze nella Lazio; l'altro era un centrocampista aggressivo e generoso che in un derby fece la sua ottima figura anche giocando al centro in difesa. Oltre a dichiarare l'invariato amore per la maglia biancoceleste, che è quella che sentono di più, oltre ad avere entrambi un concetto, tutto sommato, positivo di Lotito, anche se quando andarono via ebbero con lui alcuni "dissidi", oltre a dire che gli piacerebbe ad entrambi lavorare con la Lazio, quello che mi ha colpito è stato sentirli concordare su un punto: la Lazio si muove magnificamente fino ai 60 metri ma poi non ci sono attaccanti che fanno i movimenti giusti. Aspettano il pallone da fermi e tendono ad uscire dall'area invece che puntare la porta. Per loro ci vorrebbe un Rocchi più giovane, uno Zarate esterno ma privo di compiti difensivi e un attaccante centrale potente e forte di testa. Lo sapevamo pure noi, ma sentirlo dire da chi a pallone ci ha giocato è confortante.
P.S. sono due persone educate, semplici e disponibilissime. Sono contento che abbiano giocato con la Lazio.