All'epoca abitavo a Pescara. Treno alle 6:00 insieme all'altro laziale di Pescara (anche lui romano, col padre trasferito come il mio). Bandierone tre metri per quattro e canna da pesca di nonno Ugo. Arrivo dopo le 10 e trasferimento immediato all'Olimpico. Attesa fino all'apertura dei cancelli (mi sembra fosse alla 11:00). Tevere non numerata, lato nord. Papà Lenzini che fa il giro di campo iniziale col sale. Partita. Rigore di Chinaglia. Festa. Autobus verso Termini per prendere il treno alle 18:30.
Il giorno dopo a scuola, il prof di matematica, Juventino, fa lezione con la mia bandiera a mo' di tovaglia sulla cattedra. Prima di iniziare la lezione bacia la bandiera della Lazio. Poi cerca di vendicarsi interrogandomi e mi prendo pure un 8 e mezzo.