Questa storia dei biscotti e delle torte mi dà un po' fastidio.
Per coloro che vivono esclusivamente all'interno del GRA, comunico che, nell'immaginario collettivo, la Lazio è quella che si è scansata contro l'Inter lo scorso anno. E' un tormentone insopportabile.
Proprio in questi giorni si legge di Lotito o Reja che chiedono "regolarità" ed "impegno massimo" dal Milan di turno e la risposta dei comunicatori, qui in Lombardia, è "Sì, proprio loro!! Ahahahah!"
Al di là delle considerazioni relativa all'atteggiamento di noi tifosi della Lazio (che, innegabilmente, abbiamo parteggiato per l'Inter in quella partita), l'impegno della squadra in campo fu, a mio giudizio, "normale". Zarate (quanto l'ho maledetto quella sera) giocò la sua miglior partita stagionale, Muslera parò l'imparabile, tutta la squadra ce la mise tutta (e l'anno scorso quel "tutta" non era proprio tantissimo) ... poi, complice anche qualche altro risultato ... ed il clima che regnava all'Olimpico, si rassegnarono alla sconfitta. Ma, se quella partita si fosse giocata due mesi prima, avremmo perso lo stesso, con buona pace dei moralisti e dei comunicatori.
Ieri il Depo giocava in una situazione molto simile. Aveva contro un giocatore ex Majorca che ce l'ha messa tutta, un portiere che ha parato tutto. Ma se il Depo non ha segnato nemmeno quel golletto del pareggio che gli sarebbe bastato lo deve solamente alla pippaggine dei suoi attaccanti. Aggiungo che il Valencia avrebbe potuto chiudere la partita in almeno altre 3 o 4 situazioni ma ha sbagliato (e qui ci sarebbe veramente da chiamare l'ufficio inchieste) gol incredibili. Alla fina il raddoppio è venuto perchè quelli del Valencia hanno capito che 1) l'arbitro avrebbe continuato a far giocare per un'altra mezz'ora, 2) che il Depo non avrebbe mai segnato e 3) che se volevano fare la doccia dovevano fare quel gol che non avevano voluto fare in precedenza.