se posso aggiungere.

...voglio dire solo una cosa che potrebbe risultare antipatica.
Un genitore non dovrebbe aspettarsi le congratulazioni per il lavoro svolto dai propri figli.
Se lo fà, o in maniera esplicita o implicita, (ovvero conscia o inconscia) compie un errore di ruolo.
ahimè.
Confonde cioè chi ha il ruolo di chiedere, innanzitutto.
Infine si confonde anche su cosa chiedere.
Sono i figli che chiedono conferme sul prorpio lavoro di esseri umani in progress.
Che chiedono rassicurazioni e rinforzi. (positivi e negativi)
In base ai quali, se esiste un rapporto di fiducia, si
tarano aggiustando il tiro.
I genitori su questo devono (dovrebbero) essere esseri umani risolti, formati, adulti.
Persone cioè che hanno smesso di recriminare ciò che non hanno avuto dai propri genitori, accettando le cose avute e soprattutto ciò che non hanno avuto, queste, come cose che non avranno mai.
Questo processo rispetto ai prorpi genitori fa sì che l'adulto in questione possa compiere fino in fondo l'accetazione di sè. nei pregi e difetti (diciamo così) e quindi avere quel grado di consapevolezza tale da poter nutrire aspetattive reali su ciò che potrà fare o non fare con i prorpi di figli.
in altre parole accetare che anche il proprio essere genitore sarà una responsabiltà che non contempla ne l'adeguatezza su tutto ne tanto meno la perfezione.
Questo è importante, secondo me, anche se mi rendo conto che non è facile, che comporta lavoro con se stesso, e che a più delle persone vive alla sinfasò. improvvisando su tutto.
( giudizio di valore che non riguarda nessuno di questo forum ma un sacco di persone che invece conosco)