Possiamo stare a romanzare tutto il romanzabile, ma le chiacchiere stanno a zero.
Nesta di certo non si è sacrificato andando a giocare nel Kaiserslautern, la Lazio non si è sacrificata a venderlo perchè aveva bisogno di quei soldi come il pane. Entrambi hanno fatto una cosa dolorosa ma necessaria.
Non ci sono colpevoli non ci sono traditori non ci sono inf.ami. Se non capitalia/unicredit.
E permettetemi di dire una cosa forte (cit. boriello) ma le bottigliette furono fisiologiche. A volte c'è bisogno di uno strappo forte per troncare i rapporti. E il nostro con Nesta era un rapporto di grande dipendenza reciproca.
Fù in qualche modo un momento catartico, a cui lui sapeva che sarebbe andato incontro scendendo in campo, e nonostante questo lo fece.
Quindi io rispetto sia lui che è sceso in campo sapendo cosa lo aspettava, sia il tifoso distrutto che gli ha tirato la bottiglietta.
E' uno schema che ricalca in qualche modo quello della tragedia classica. Nella tragedia non c'è mai una parte che ha ragione ed una parte che ha torto, eppure lo scontro e il susseguente dolore sono inevitabili.
E' proprio in questo meccanismo che nasce il sentimento tragico.
Se proprio c'è una cosa che invece non mi va giù è che non ci abbia mai più rivolto un pensiero o una parola a distanza di tanti anni. Questo magari non me lo aspettavo.
Ma è una reazione emotiva sempre inquadrabile nel meccanismo di cui sopra, difficilmente condannabile.
Di certo però ora addossare la colpa di tutto ciò a Lotito è un esercizio di triplo salto carpiato logico di cui solo stefano greco poteva rendersi artefice.