L'angolo del buonumore (Articoli divertenti - stagione 2011/2012)

Aperto da Biafra, 23 Mag 2011, 19:21

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Così subito ex abrupto ?
Neanche il tempo di abituarci ?
Ingordi!
:DD

umanoide69

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Forse questo era più adatto al topic sulla stagione 2010/2011...
Comunque, ecco il sondaggione della repubblica sui migliori giocatori della stagione appena conclusa:
http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?pollId=2641
ovviamente tra i votabili di laziali manco l'ombra.
Er cappetano non solo è presente ma è citato in home page come primo nome, come te sbagli.
E per dire, tra i difensori centrali non c'è quello scarparo di Dias ma c'è in compenso er fenomeno biondo!

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est1900

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Citazione di: umanoide69 il 24 Mag 2011, 12:48
Forse questo era più adatto al topic sulla stagione 2010/2011...
Comunque, ecco il sondaggione della repubblica sui migliori giocatori della stagione appena conclusa:
http://temi.repubblica.it/repubblica-sondaggio/?pollId=2641
ovviamente tra i votabili di laziali manco l'ombra.
Er cappetano non solo è presente ma è citato in home page come primo nome, come te sbagli.
E per dire, tra i difensori centrali non c'è quello scarparo di Dias ma c'è in compenso er fenomeno biondo!

Sono riusciti a non mettere un giocatore (su 33!) della Lazio.
Ossia della squadra arrivata quarta in classifica, mai scesa sotto al quinto posto.


Andrebbe comprata una tonnellata di letame e inviata a Via C.Colombo, non c'è altra reazione possibile.

zimmer

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 :o

Mi chiedo anche come sia possibile che T. Silva e Nesta (che hanno fatto numerose partite assieme) possano essere tutti e due nello stesso terzetto .... Forse giocavano uno sopra l'altro :)



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Biafra

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Verso il futuro         

Lunedì 23 Maggio 2011 12:37

STEFANO ROMITA

Abbiamo chiuso vincendo davanti a un pubblico latitante un campionato il cui bilancio, a detta degli stessi giocatori, è stato negativo. E i fischi, immeritati, rivolti a Vucinic dopo il suo bellissimo gol, fotografano tutta l'insoddisfazione di una tifoseria che giustamente attendeva di rigiocare la Champions, di finire quanto meno alle spalle della prima classificata. Di battersi insomma fino all'ultimo per un sogno.
Abbiamo giocato e vinto l'ultima partita in casa contro una Sampdori già in serie B mettendo in campo tre punte e portandole tutte in rete ma dovendo contare su di una difesa tra le più perforate del torneo. Se dipendesse solo dai gol subiti saremmo quasi da fanalino di coda. Giusto dispiacersi. Giusto recriminare. Ma vivere e andare avanti quasi tutto un anno con le incertezze societarie, i dubbi amletici sul futuro collettivo e dei singoli, con la troppa anarchia gestionale e la confusione di ruoli non può certo aver giovato a nessuno. E, se ci fermiamo a pensare a questo, troppo bene è andata. Abbiamo assoluta necessità di un portiere che trattenga il pallone. Ci servono polmoni seri e freschi sulle fasce e in mezzo al campo. Vorremmo una Roma che non faccia sembrare Loria un gigante. E desidereremmo tanto una squadra che intimorisca, faccia pressing e attacchi per tutta la durata della partita. Travolgente in casa. Smargiassa, compatta e matematicamente tagliente in trasferta. Una panchina lunghissima piena di campioni tra cui non saper a chi dire "togliti la tuta che entri". E' la Roma del futuro che speriamo abbiano in testa James Pallotta e DiBenedetto. Ma è stata in parte anche la Roma del passato costruita da Franco e Rosella Sensi, a cui oggi va tutto il ringraziamento possibile per i bellissimi anni, e le soddisfazioni, che ci hanno regalato.   :?
Si è chiusa ieri non solo e semplicemente una fase, ma un'epoca. Se ne apre oggi un'altra, completamente diversa e nuova: nella gestione, nelle attese, nei programmi. La Roma sul mercato avrà un valore del tutto innovativo e rivoluzionario. Come gli Harlem Globettrotters   :rotfl2: di un basket remoto, dovrà sapere creare attese e gioia tali da far riempire gli stadi dovunque sarà chiamata ad esibirsi. Ci vorranno almeno un paio di anni perché ciò possa avvenire. C'è infatti da rifondare. Ma non certo da zero. Abbiamo il miglior vivaio italiano, se non europeo.   :DD Abbiamo promesse in crescita. Abbiamo certezze in campo, De Rossi, Burdisso, Borriello, Vucinic, Pizarro. E abbiamo i piedi di Dio fermi a 207 centri.    :bann: Possiamo guardare al futuro con serenità, speranze, e orgoglio. Il passato è ora nel più amato e curato dei cassetti di casa. Andiamo avanti preparandoci con cura alla nuova stagione. Pensiamo a vincere in Europa League, poi vinceremo tutto il resto.




Anche se me l'avete depresso non votandolo per il Turone d'Oro 2010-11, dimostra  di avere tutti i numeri per recitare un ruolo da protagonista nelle prossime edizioni.
La similitudine(involontariamente pagliaccesca)  asriomma - Harlem Globettrotters è semplicemente geniale.

Biafra

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Via i gufi
Sabato 28 Maggio 2011 07:42
Il Romanista - Carmine Fotia :lol:

- Sulla Nuova Roma targata DiBenedetto hanno ricominciato a svolazzare i soliti corvacci e i gufi si sono appollaiati sul ramo sperando che il loro malanimo ottenga l'effetto desiderato e la Nuova Roma cada prim'ancora di aver mosso i primi passi. Dal pulpito del Corriere dello Sport, che non nasconde il proprio trasporto per le imprese della terza squadra della capitale che si allena a Formello, le cui imprese sono sempre narrate come epiche, i soliti Soloni Incipriati hanno già emesso la sentenza bocciando la scelta, che pare ormai certa, di Luis Enrique quale allenatore giallorosso. Che i dirigenti che l'hanno compiuta, Franco Baldini e Walter Sabatini, siano riconosciuti come tra i migliori manager sportivi in Italia e nel mondo, non conta nulla. Che l'abbiano compiuta dopo aver sondato e valutato altre decine di candidati, non conta nulla. Che abbiano seguito attentamente il lavoro di Luis Enrique, non conta nulla. Che abbiano ascoltato i consigli di un signore che si chiama Pep Guardiola che con l'allenatore del Barcellona B lavora fianco a fianco, non conta nulla. Conta solo il loro smisurato ego, la pretesa arrogante di dover dettare le scelte alla nuova società. Per carità, ognuno è libero di pensare e scrivere quello che vuole, e i dubbi che attraversano una parte della tifoseria, sono del tutto legittimi. Ma dalla stroncatura dei Soloni Incipriati traspare un livore del tutto incomprensibile. Per chi si occupa di calcio, Luis Enrique non è affatto un illustre sconosciuto. E' stato un grande giocatore del Barcellona e della nazionale spagnola, attualmente allena il Barcellona B, che è assolutamente riduttivo definire la "Primavera" della squadra catalana. In Spagna, infatti, le squadre giovanili dei grandi club non disputano un torneo a sé, ma giocano nelle categorie inferiori. Con Enrique, il Barcellona B, è al quarto posto della loro serie B. Tenendo conto che le prime tre vengono promosse in A e che una società non può avere due squadre nello stesso torneo, è praticamente il massimo risultato ottenibile, dal momento che, anche se avesse raggiunto il primo, il secondo o il terzo posto, la squadra di Enrique non avrebbe potuto fare il salto di serie.   (genio... :rotfl2: )  Inoltre, il legame che esiste tra il Barcellona A e quello B è molto più organico di quanto avviene in Italia tra le primavere e le squadre maggiori. Intanto, il modulo di gioco è lo stesso, poi il travaso di giovani dalla squadra B alla squadra A è continuo, infine il mitico Pep Guardiola è passato direttamente dalla B alla A, lasciando la guida dei giovani proprio a Luis Enrique. E' tutto questo che fa la Cantera, ovvero la scuola di calcio più straordinaria del mondo e la squadra che gioca un calcio stratosferico, come avremo modo di apprezzare questa sera. Altro che il ditino alzato del rimprovero! Dovremo essere grati a DiBenedetto, a Baldini, a Sabatini se davvero porteranno un rivoluzionaria, e sarà un bell'inizio per l'era DiBenedetto, che ha già fatto capire di voler rompere tutte le pastoie, i giochi di potere, le vecchie consuetudini a Roma. E' un rischio? Sì, come tutte le scelte coraggiose, ma vale certamente la pena di correrlo. Anche perché, alle spalle del giovane, grintoso e ambizioso allenatore spagnolo, ci saranno manager come Baldini e Sabatini ad allestire una squadra forte e competitiva, con i grandi campioni che abbiamo, a cominciare dall'immenso Capitano, e i nuovi talenti che stanno per arrivare. Abbiamo parlato fin dall'inizio di Rivoluzione Americana e di Rifondazione Romanista. Ci attendevamo naturalmente resistenze di ogni genere, perché, come diceva il Presidente Mao, "La Rivoluzione non è un pranzo di gala". Ora queste resistenze sono venute allo scoperto, a difesa di interessi spesso opachi. In questa interminabile fase di transizione, profittando di una estenuante lentezza nel completare tutti i passaggi, si muovono piccole e grandi macchine di delegittimazione, molti hanno paura di perdere piccole o grandi posizioni di privilegio, vola anche qualche schizzo di fango. Diciamo la verità: si cerca di insinuare nel popolo romanista il dubbio che si tratti di una gigantesca sòla, incuranti degli impegni presi in tutte le sedi ufficiali e delle scelte già compiute. Che senso ha, altrimenti, demolire e criticare prim'ancora che la nuova proprietà si sia insediata? Continuare a insinuare dubbi sulla solidità economica dei soci americani, quando i dati ci dicono che la cifra che la Roma investirà quest'anno sul mercato non si vedeva dai tempi dell'acquisto di Gabriel Batistuta? Denigrare il curriculum di un allenatore è cosa ben diversa dal criticare una scelta che non convince. Significa voler fare ostracismo, magari pensando che qualcuno, prima o poi, si piegherà a prendere ordini. Per quanto abbiamo appreso, si tratta di una speranza vana. DiBenedetto, Sabatini e Baldini sono infuriati per queste campagne denigratorie, ma decisi a seguire la loro strada fino in fondo, senza guardare in faccia a nessuno. Faranno piazza pulita, dentro e fuori Trigoria, di tutto ciò che cerca di frenare i loro progetti. Per quanto ci riguarda, siamo rivoluzionari per vocazione e quindi totalmente in sintonia con il nuovo corso del quale, ovviamente, criticheremo gli errori quando ci sembreranno tali e appoggeremo le scelte che ci convincono. Non ci faremo intimidire da nessuno. Diciamo oggi, come poco più di un anno fa, quando abbiamo dato via al nuovo corso de Il Romanista: "la Roma prima di tutto". Crediamo di sentire nel cuore del popolo romanista tutta la legittima preoccupazione per l'insopportabile dilatazione dei tempi burocratici per la nascita della nuova società, lo sgomento per conflitti tra vecchia e nuova gestione che potevano e dovevano esserci risparmiati, la rabbia per una stagione buttata via. Ma anche la speranza di un futuro esaltante, gladiatorio, arrembante. Di una vera e propria Cantera Romanista. Dice un antico proverbio cinese. "Quando il saggio indica il cielo con il dito, lo stolto guarda il dito e non il cielo". Esattamente come i nostri Soloni Incipriati. Dicono i soloni incipriati: Luis Enrique è troppo giovane e inesperto. Esattamente come lo erano ai loro esordi il Pep, Roberto Mancini (allenatore del Manchester City), Fabio Capello (allenatore della nazionale inglese), Villa Boas (allenatore del Porto), tanto per fare alcuni nomi. Hanno conosciuto alti e bassi, ma sono certamente allenatori di straordinario valore. Stupisce poi questa valutazione negativa sulla giovane età. In tutti i paesi moderni, a cominciare dagli Stati Uniti, la gioventù è considerata un valore inestimabile. L'inventore di Facebook, per dirne una, ha creato il social network che ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare, quando aveva meno di vent'anni ed ora è un plurimilionario. In giro per il mondo, e vale anche per il calcio, funziona così: largo ai giovani, alla freschezza delle idee, alla spavalderia, alla mentalità aperta di cui la gioventù è portatrice. Capisco che nel paese della gerontocrazia, delle oligarchie, delle burocrazie parassitarie, ciò suoni come una bestemmia, ma siamo noi che funzioniamo male, non il resto del mondo. Se sarà Luis Enrique il nuovo allenatore della Roma, sarà una scelta coraggiosa.

Rivolazionario

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Biafra

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Il pezzo in cui dice che il Barcellona B stando al 4° posto ha fatto il massimo è indicativo del numero di neuroni attivi nella testa di Carmine "core de reggio Calabria" :)

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Rivolazionario

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Citazione di: Biafra il 28 Mag 2011, 19:25
Il pezzo in cui dice che il Barcellona B stando al 4° posto ha fatto il massimo è indicativo del numero di neuroni attivi nella testa di Carmine "core de reggio Calabria" :)

Da un certo punto di vista in fondo ha ragione però.
Anche io ricordavo che la regola dice che la squadra B non può salire in Liga.
Poi potrebbero anche arrivare prima in effetti... Ma loro da vincitori morali eterni, questo non lo contemplano.

Biafra

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Citazione di: Rivolazionario il 28 Mag 2011, 19:30
Da un certo punto di vista in fondo ha ragione però.
Anche io ricordavo che la regola dice che la squadra B non può salire in Liga.
Poi potrebbero anche arrivare prima in effetti... Ma loro da vincitori morali eterni, questo non lo contemplano.

La squadra B non può essere promossa ma nulla le vieta di finire prima in classifica. ;)

poda_again

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Citazione di: Biafra il 26 Mag 2011, 22:03
Verso il futuro         

Lunedì 23 Maggio 2011 12:37

STEFANO ROMITA

Abbiamo chiuso vincendo davanti a un pubblico latitante un campionato il cui bilancio, a detta degli stessi giocatori, è stato negativo. E i fischi, immeritati, rivolti a Vucinic dopo il suo bellissimo gol, fotografano tutta l'insoddisfazione di una tifoseria che giustamente attendeva di rigiocare la Champions, di finire quanto meno alle spalle della prima classificata. Di battersi insomma fino all'ultimo per un sogno.
Abbiamo giocato e vinto l'ultima partita in casa contro una Sampdori già in serie B mettendo in campo tre punte e portandole tutte in rete ma dovendo contare su di una difesa tra le più perforate del torneo. Se dipendesse solo dai gol subiti saremmo quasi da fanalino di coda. Giusto dispiacersi. Giusto recriminare. Ma vivere e andare avanti quasi tutto un anno con le incertezze societarie, i dubbi amletici sul futuro collettivo e dei singoli, con la troppa anarchia gestionale e la confusione di ruoli non può certo aver giovato a nessuno. E, se ci fermiamo a pensare a questo, troppo bene è andata. Abbiamo assoluta necessità di un portiere che trattenga il pallone. Ci servono polmoni seri e freschi sulle fasce e in mezzo al campo. Vorremmo una Roma che non faccia sembrare Loria un gigante. E desidereremmo tanto una squadra che intimorisca, faccia pressing e attacchi per tutta la durata della partita. Travolgente in casa. Smargiassa, compatta e matematicamente tagliente in trasferta. Una panchina lunghissima piena di campioni tra cui non saper a chi dire "togliti la tuta che entri". E' la Roma del futuro che speriamo abbiano in testa James Pallotta e DiBenedetto. Ma è stata in parte anche la Roma del passato costruita da Franco e Rosella Sensi, a cui oggi va tutto il ringraziamento possibile per i bellissimi anni, e le soddisfazioni, che ci hanno regalato.   :?
Si è chiusa ieri non solo e semplicemente una fase, ma un'epoca. Se ne apre oggi un'altra, completamente diversa e nuova: nella gestione, nelle attese, nei programmi. La Roma sul mercato avrà un valore del tutto innovativo e rivoluzionario. Come gli Harlem Globettrotters   :rotfl2: di un basket remoto, dovrà sapere creare attese e gioia tali da far riempire gli stadi dovunque sarà chiamata ad esibirsi. Ci vorranno almeno un paio di anni perché ciò possa avvenire. C'è infatti da rifondare. Ma non certo da zero. Abbiamo il miglior vivaio italiano, se non europeo.   :DD Abbiamo promesse in crescita. Abbiamo certezze in campo, De Rossi, Burdisso, Borriello, Vucinic, Pizarro. E abbiamo i piedi di Dio fermi a 207 centri.    :bann: Possiamo guardare al futuro con serenità, speranze, e orgoglio. Il passato è ora nel più amato e curato dei cassetti di casa. Andiamo avanti preparandoci con cura alla nuova stagione. Pensiamo a vincere in Europa League, poi vinceremo tutto il resto.




Anche se me l'avete depresso non votandolo per il Turone d'Oro 2010-11, dimostra  di avere tutti i numeri per recitare un ruolo da protagonista nelle prossime edizioni.
La similitudine(involontariamente pagliaccesca)  asriomma - Harlem Globettrotters è semplicemente geniale.

I piedi di Dio. Sublime.

Pomata

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Citazione di: Biafra il 26 Mag 2011, 22:03
Verso il futuro         

Lunedì 23 Maggio 2011 12:37

STEFANO ROMITA

Abbiamo chiuso vincendo davanti a un pubblico latitante un campionato il cui bilancio, a detta degli stessi giocatori, è stato negativo. E i fischi, immeritati, rivolti a Vucinic dopo il suo bellissimo gol, fotografano tutta l'insoddisfazione di una tifoseria che giustamente attendeva di rigiocare la Champions, di finire quanto meno alle spalle della prima classificata. Di battersi insomma fino all'ultimo per un sogno.
Abbiamo giocato e vinto l'ultima partita in casa contro una Sampdori già in serie B mettendo in campo tre punte e portandole tutte in rete ma dovendo contare su di una difesa tra le più perforate del torneo. Se dipendesse solo dai gol subiti saremmo quasi da fanalino di coda. Giusto dispiacersi. Giusto recriminare. Ma vivere e andare avanti quasi tutto un anno con le incertezze societarie, i dubbi amletici sul futuro collettivo e dei singoli, con la troppa anarchia gestionale e la confusione di ruoli non può certo aver giovato a nessuno. E, se ci fermiamo a pensare a questo, troppo bene è andata. Abbiamo assoluta necessità di un portiere che trattenga il pallone. Ci servono polmoni seri e freschi sulle fasce e in mezzo al campo. Vorremmo una Roma che non faccia sembrare Loria un gigante. E desidereremmo tanto una squadra che intimorisca, faccia pressing e attacchi per tutta la durata della partita. Travolgente in casa. Smargiassa, compatta e matematicamente tagliente in trasferta. Una panchina lunghissima piena di campioni tra cui non saper a chi dire "togliti la tuta che entri". E' la Roma del futuro che speriamo abbiano in testa James Pallotta e DiBenedetto. Ma è stata in parte anche la Roma del passato costruita da Franco e Rosella Sensi, a cui oggi va tutto il ringraziamento possibile per i bellissimi anni, e le soddisfazioni, che ci hanno regalato.   :?
Si è chiusa ieri non solo e semplicemente una fase, ma un'epoca. Se ne apre oggi un'altra, completamente diversa e nuova: nella gestione, nelle attese, nei programmi. La Roma sul mercato avrà un valore del tutto innovativo e rivoluzionario. Come gli Harlem Globettrotters   :rotfl2: di un basket remoto, dovrà sapere creare attese e gioia tali da far riempire gli stadi dovunque sarà chiamata ad esibirsi. Ci vorranno almeno un paio di anni perché ciò possa avvenire. C'è infatti da rifondare. Ma non certo da zero. Abbiamo il miglior vivaio italiano, se non europeo.   :DD Abbiamo promesse in crescita. Abbiamo certezze in campo, De Rossi, Burdisso, Borriello, Vucinic, Pizarro. E abbiamo i piedi di Dio fermi a 207 centri.    :bann: Possiamo guardare al futuro con serenità, speranze, e orgoglio. Il passato è ora nel più amato e curato dei cassetti di casa. Andiamo avanti preparandoci con cura alla nuova stagione. Pensiamo a vincere in Europa League, poi vinceremo tutto il resto.




Anche se me l'avete depresso non votandolo per il Turone d'Oro 2010-11, dimostra  di avere tutti i numeri per recitare un ruolo da protagonista nelle prossime edizioni.
La similitudine(involontariamente pagliaccesca)  asriomma - Harlem Globettrotters è semplicemente geniale.

diciamo che questo vince il rookie of the year a mani basse. avra' tempo di raccogliere l'eredita' di renga e cagnucci.
secondo me il prossimo anno con un anno in piu' d'esperienza ci dara' grosse soddisfazioni

Palo

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Sono fiero di avere dato a Fotia il mio voto per il "Turone d'oro" !!!

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Dicevate nell'altro topic?

Guardiola, un pezzettino di Roma nella leggenda
Domenica 29 Maggio 2011 13:37

(di Alessio Nardo) Alla tenera età di 40 anni può già considerarsi uno degli allenatori migliori di sempre. Forse il più grande. Nessuno come lui: Josep Guardiola, classe 1971, ex mente geniale del Barcellona anni '90 ed oggi gagliardo condottiero in panchina di un dream team da spavento. Seconda Champions League al suo terzo anno d'allenatore, vinta quasi per inerzia (decimo trofeo da tecnico, ventisettesimo da professionista). Nemmeno un'icona del futbol mondiale, Sir Alex Ferguson (e scusate se ci alziamo in piedi...) ha potuto far nulla di fronte allo tsunami blaugrana.

Che spettacolo, che gioia per gli occhi. Mai nella storia del calcio abbiamo ammirato un simile amalgama: tecnica pura e cristallina, velocità d'azione 'aliena', mentalità vincente, affiatamento collettivo fuori dal comune. La perfezione o quasi. Merito del professor Pep, l'umile gestore, impeccabile in ogni sua mossa. L'ultima, la più bella. Far alzare la Coppa dei Campioni al cielo a Eric Abidal, reduce da una dura battaglia contro un tumore al fegato Giù il cappello, signori. Per Piqué, Dani Alves, Xavi, Iniesta, Pedro e Villa. Naturalmente anche per Leo Messi, destinato a consacrarsi quale più grande fuoriclasse della storia. Un tipetto che a soli 23 anni e mezzo ha già soppiantato un certo Diego Armando Maradona.

Ma torniamo a lui, Guardiola, il vero regista di un capolavoro leggendario. Un uomo speciale, un vincente che sa farsi amare. Ce lo sentiamo un po' nostro, un po' giallorosso. I ricordi tornano all'estate del 2002, quando la Roma annunciò il suo arrivo dal Brescia (quasi in gran silenzio). Pep, ormai a fine carriera, rimase a Trigoria per poco. Giusto il tempo di quattro misere presenze e bye bye, di nuovo alla corte di Mazzone, prima di intraprendere un percorso stratosferico in panchina. Nonostante l'acclarata grandezza del calciatore, non potevamo renderci conto di quale leggenda ci fossimo portati in casa. "Guardiola alla Roma", oggi sembra fantascienza. Solo nove anni fa, era realtà.

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Fiammetta

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Citazione di: Il Mitico™ il 29 Mag 2011, 15:19
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Guardiola, un pezzettino di Roma nella leggenda
Domenica 29 Maggio 2011 13:37

(di Alessio Nardo) Alla tenera età di 40 anni può già considerarsi uno degli allenatori migliori di sempre. Forse il più grande. Nessuno come lui: Josep Guardiola, classe 1971, ex mente geniale del Barcellona anni '90 ed oggi gagliardo condottiero in panchina di un dream team da spavento. Seconda Champions League al suo terzo anno d'allenatore, vinta quasi per inerzia (decimo trofeo da tecnico, ventisettesimo da professionista). Nemmeno un'icona del futbol mondiale, Sir Alex Ferguson (e scusate se ci alziamo in piedi...) ha potuto far nulla di fronte allo tsunami blaugrana.

Che spettacolo, che gioia per gli occhi. Mai nella storia del calcio abbiamo ammirato un simile amalgama: tecnica pura e cristallina, velocità d'azione 'aliena', mentalità vincente, affiatamento collettivo fuori dal comune. La perfezione o quasi. Merito del professor Pep, l'umile gestore, impeccabile in ogni sua mossa. L'ultima, la più bella. Far alzare la Coppa dei Campioni al cielo a Eric Abidal, reduce da una dura battaglia contro un tumore al fegato Giù il cappello, signori. Per Piqué, Dani Alves, Xavi, Iniesta, Pedro e Villa. Naturalmente anche per Leo Messi, destinato a consacrarsi quale più grande fuoriclasse della storia. Un tipetto che a soli 23 anni e mezzo ha già soppiantato un certo Diego Armando Maradona.

Ma torniamo a lui, Guardiola, il vero regista di un capolavoro leggendario. Un uomo speciale, un vincente che sa farsi amare. Ce lo sentiamo un po' nostro, un po' giallorosso. I ricordi tornano all'estate del 2002, quando la Roma annunciò il suo arrivo dal Brescia (quasi in gran silenzio). Pep, ormai a fine carriera, rimase a Trigoria per poco. Giusto il tempo di quattro misere presenze e bye bye, di nuovo alla corte di Mazzone, prima di intraprendere un percorso stratosferico in panchina. Nonostante l'acclarata grandezza del calciatore, non potevamo renderci conto di quale leggenda ci fossimo portati in casa. "Guardiola alla Roma", oggi sembra fantascienza. Solo nove anni fa, era realtà.
:lol:
Bellissimo articolo, non c'è che dire. Peccato che Guardiola abbia dichiarato di sentirsi più bresciano che romano, visto che la roma è stata solo una parentesi. Certo, ha anche detto di essersi trovato bene a Roma. Però, quello che pensa realmente della roma lo sa solo Dio: è troppo signorile per esprimersi negativamente.
Ne frattempo però: "Guardiola alla Roma", oggi sembra fantascienza. Solo nove anni fa, era realtà", è un pensiero poetico che incarna l'eterna metafora di attaccarsi arca' dei lupacchiotti. E in quanto tale, mi fa scompisciare. :DD

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Quello che pensavo leggendo questo articolo, è che, se al posto di Guardiola, ci fosse stato Mourinho non lo avrebbero mai scritto.
Guardiola è il loro liberatore.
Quello che sconfigge Mourinho.
L'allenatore che più di tutti li ha riportati alla realtà, alla loro vera dimensione.
Quella della "Prostituzione Intellectuale."

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